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L'Amministrazione comunale ha presentato la nuova Agenda Digitale per indirizzare le strategie digitali e mettere in campo risorse e linee di sviluppo. Partendo dagli oltre 6 milioni di euro di investimenti, il territorio bolognese sarà uno spazio di sperimentazione di livello europeo per quanto riguarda:

- gli strumenti di democrazia digitale: da ottobre sarà disponibile il voto digitale per tutti i cittadini e le cittadine, con zone di voto assistito;
- la diffusione di spazi formativi dove accedere in modo innovativo a dati e nuove competenze digitali;
- la copertura di tutte le abitazioni e imprese bolognesi con “banda ultra-larga”;
- la diffusione del wi-fi in spazi pubblici, presidi sanitari, spazi di aggregazione di tipo culturale e sportivo;
- la completa digitalizzazione dei servizi di welfare a supporto delle famiglie e di pagamento per i tributi locali;
- l’uso dei dati per la trasparenza a supporto dell’informazione dei cittadini e delle decisioni.

Bologna ha da sempre coltivato una forte e autonoma propensione alla rete e alle tecnologie grazie all’attivismo di tutta la comunità, a partire dall'Università, con importanti Dipartimenti per lo sviluppo delle scienze e delle tecnologie, i Centri di Ricerca d’importanza europea, i distretti produttivi, le imprese e i cittadini che hanno percorso a passi veloci il cammino verso la società dell’informazione e il mercato globale, con un ruolo sempre più dominante di piattaforme private.
“La città di Bologna con questi investimenti si pone come laboratorio europeo di innovazione digitale perché punta su progetti a disposizione di tutti i cittadini - spiega l'assessore Lepore - L’arrivo del Data Center Europeo, le numerose aziende dall’alto contenuto tecnologico, i master in data science della Fondazione Golinelli e della BBS sono solo alcuni esempi dell’attivismo del nostro territorio, cui si aggiungono realtà quali il Cineca, il CNR e l'Università stessa. Come Amministrazione abbiamo però un dovere: non vogliamo lasciare indietro nessuno e vogliamo interpretare al meglio la contemporaneità e i bisogni della cittadinanza. L’ecosistema, globale, territoriale e digitale, e la sempre maggiore presenza di piattaforme private, ci chiedono di creare le premesse per un nuovo percorso di comunità con forti investimenti, ci chiedono un coinvolgimento attivo come soggetti pubblici e chiedono anche ai privati e alla società civile di condividere una coerente strategia di sviluppo digitale con rinnovati modelli di partecipazione e di sovranità tecnologica”

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