A BOLOGNA AL VIA IL PROGETTO EUROPEO GREAT LIFE – 4 anni per invertire la rotta e promuovere un’agricoltura più resiliente

0
247

E’ partito a novembre il progetto europeo GREAT LIFE (Growing REsilience AgricolTure), finanziato nell’ambito del Programma LIFE dell’Unione Europea, con capofila il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna e come partner Kilowatt, Alce Nero, Comune di Cento e LCE. Il progetto rientra nei 36 selezionati a livello europeo su 125 progetti presentati. In Italia le candidature selezionate sono state 11. GREAT LIFE durerà 4 anni e ha l’obiettivo di sperimentare colture resilienti per ridurre l’impatto del cambiamento climatico sulle attività agricole della Valle del Po e dell’Italia nel suo complesso. Queste colture, prodotte in regime biologico e con tecniche sostenibili, saranno trasformate da Alce Nero e proposte sul mercato, con l’obiettivo di sensibilizzare i consumatori finali nell’acquisto di prodotti sani, resilienti e con un basso impatto ambientale. <> Giovanni Dinelli, Professore ordinario Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna. Il primo evento relativo al progetto si terrà Il 13 Dicembre alle ore 18.30 presso Le Serre dei Giardini Margherita – Via Castiglione 134. Si tratta del primo incontro per la costruzione di una community che metta insieme idee, progetti, valori e impegni singoli per farli diventare un patrimonio collettivo capace di promuovere la consapevolezza del contributo che le scelte alimentari possono avere sull’ambiente, sulla salute e sull’economia, per generare un nuovo modello di produzione e consumo. Per raggiungere con successo questi impatti il progetto si propone di coinvolgere l’intera filiera, ragionando in termini di comunità. Con GREAT Life chiunque sia sensibile alle tematiche ambientali, chiunque agisca coerentemente a questi valori e principi o ne senta l’esigenza, potrà contribuire a dar forma a una community che generi un cambiamento. Quello che vogliamo costruire, insieme, è un immaginario collettivo dove la sostenibilità diventa atto creativo e affermativo, capace di diventare sistema. Dove ambiente, persone e ritmo della natura diventano ingranaggi perfetti di un motore che ci deve portare lontano.
GREAT LIFE – Growing REsilience AgricolTure: le azioni
Il progetto europeo GREAT LIFE (Growing REsilience AgricolTure), finanziato nell’ambito del Programma LIFE dell’Unione Europea, con capofila il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna e come partner Kilowatt, Alce Nero, Comune di Cento e LCE, durerà 4 anni e ha l’obiettivo di sperimentare nuove colture resilienti per ridurre l’impatto del cambiamento climatico sulle attività agricole della Valle del Po e dell’Italia nel suo complesso. Partendo dai campi e arrivando fino ai prodotti finali, GREAT Life vuole coinvolgere una grande comunità di soggetti per promuovere la consapevolezza del contributo che le scelte alimentari possono avere sull’ambiente, sulla salute e sull’economia. Lo scopo del progetto, infatti, è mostrare come attraverso la sostituzione di colture estremamente impattanti e sensibili al cambiamento del clima (come il mais), con colture resilienti (come il sorgo e il miglio), sia possibile ridurre i consumi idrici e quindi gli impatti dell’agricoltura sui territori, aumentare la biodiversità e l’accesso a cibi sani e salutari, sostenere il reddito degli agricoltori. Per far ciò guardiamo l’intera catena del valore, partendo dall’assunto che, per raggiungere con successo questi impatti, è necessario pensare in termini di comunità, sostituendo l’agire individuale con un immaginario comune, alimentato grazie a pratiche creative collettive. Il raggiungimento di questi impatti passa attraverso un percorso della durata di 4 anni. Le azioni iniziano con l’identificazione e preparazione delle sementi di sorgo e miglio che andranno a sostituire le colture tradizionali. Dal 2019, partirà la coltivazione di queste colture resilienti tramite lo sviluppo di agro-tecniche sostenibili che saranno introdotte nel mercato tramite, per portare un esempio, la produzione di prodotti finiti in cui verranno usati come materia prima. Dal 2020, poi, verrà elaborato un replication plan tramite cui portare il progetto in altri Paesi europei, tenendo ovviamente conto delle peculiari specificità di ogni territorio. Tutte le attività saranno monitorate tramite indicatori di impatto socio-economici, la metodologia che useremo è quella della teoria del cambiamento. L’impatto che intendiamo generare è la diffusione di un nuovo approccio all’agricoltura, che sia tipo conservativo e sostenibile, che faccia crescere la consapevolezza tra gli agricoltori a proposito delle tecniche di coltivazione resilienti. Vogliamo promuovere l’introduzione di tali caratteristiche resilienti all’interno dei criteri pubblici che regolano le politiche di Green Public Procurement e gli acquisti da parte di mense pubbliche. L’obiettivo è quello di aprire il mercato pubblico e privato a prodotti resilienti, creando una comunità che possa contribuire a sensibilizzare sul tema del cambiamento climatico. Per far ciò, porteremo avanti azioni di disseminazione e comunicazione. Ma non solo. Vogliamo che chiunque sia sensibile alle tematiche ambientali si senta parte di una community che sta generando un cambiamento.