A Teatri di Vita una mostra e uno spettacolo per parlare di mari e muri con le opere di Ahmed Isamaldin, Sara Pour e Ergys Vela e le parole di Richard Kwakye

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Arte contemporanea e teatro per parlare di mari e muri, di confini e migrazioni, in un intenso weekend a Teatri di Vita, in cui si intrecciano una mostra nell’ambito di Art City Segnala 2020, la stagione “Falso Vero” di Teatri di Vita, e il progetto europeo italo-tedesco-albanese “MareMuro” sostenuto dal programma Europa Creativa dell’Unione Europea.

La mostra di arte contemporanea “MareMuro” raccoglie le installazioni di tre artisti da tre paesi diversi, mettendo a confronto i loro punti di vista sui temi del movimento e dell’esilio: da Bologna l’iraniana Sara Pour, da Berlino il sudanese Ahmed Isamaldin e da Scutari l’albanese Ergys Vela. L’esposizione è nell’ambito di Art City Segnala 2020 in occasione di Arte Fiera, negli spazi della Sala Studio di Teatri di Vita (via del Pratello 90/A, Bologna; info: www.teatridivita.it; 333.4666333), a ingresso gratuito, da venerdì 24 a domenica 26 gennaio (ore 10-20; sabato ore fino a mezzanotte per la Notte Bianca dell’Arte).

Lo spettacolo “D Water Rouf – La tempesta”, con la regia di Ennio Trinelli, racconta il tumultuoso viaggio del protagonista ghanese Richard Kwakye per attraversare il Mediterraneo tra paure, incertezze e speranze, con un riferimento alla magica “Tempesta” shakespeariana. Lo spettacolo va in scena negli spazi della mostra, nell’ambito della stagione “Falso Vero” dal 24 al 26 gennaio (venerdì ore 21, sabato ore 20, domenica ore 17).

Partire, lasciare il proprio paese per amore o per forza, e cercare rifugio altrove. Attraversando i mari, attraversando i confini. Alla ricerca di una vita migliore, di un amore o semplicemente di una speranza per affrontare le incertezze del futuro. E’ quanto racconta il ghanese Richard Kwakye nell’appassionato racconto D WATER ROUF – La tempesta, dal titolo originale mutuato dal dialetto della Sierra Leone. Attraverso una storia intrisa di echi della cultura ghanese, Kwakye incanta il pubblico con la semplicità dirompente di un racconto a cuore aperto, mescolando l’esperienza personale del drammatico attraversamento del mare Mediterraneo con il mito letterario del mare misterioso, citando Prospero e “La tempesta” di Shakespeare. Così Richard Kwakye e il regista Ennio Trinelli esplorano il tema del viaggio, della difficoltà di lasciarsi tutto alle spalle e ricominciare da zero. Ma prima di poterlo fare, bisogna attraversare le onde sempre più violente di una tempesta che fa paura, e che rischia di ottenebrare la tanto agognata felicità…

Ennio Trinelli è un regista, drammaturgo, attore e critico teatrale. Nella sua carriera annovera la direzione artistica di numerosi festival teatrali e cinematografici tra i quali La Manica Tagliata e il RightToHaveRights Festival. Nel 2011 fonda il portale di informazione web Gaiaitalia, di cui è anche direttore editoriale. Pubblica i romanzi Via di Scampo (2004) e El Fluir del Agua (2010).

Richard Kwakye è alla sua prima esperienza come attore.

Tre artisti per parlare di mari e muri, di confini e migrazioni. Attraverso diversi linguaggi dell’arte contemporanea, la mostra instaura un dialogo tra tre Paesi da sempre protagonisti del fenomeno dei flussi migratori: Germania, Albania e Italia.

Sara Pour, da Bologna, espone bottiglie che contengono acqua e opere visive al loro interno, come messaggi cifrati da un mare misterioso; Ahmed Isamaldin, da Berlino, presenta un progetto di cartografia visionaria relativo alle tribù nomadi sahariane; Ergys Vela da Scutari espone due installazioni sull’esilio e sul movimento.

Sabato sera la mostra entra nel circuito della Notte Bianca dell’Arte, con apertura fino a mezzanotte.

Ahmed Isamaldin è un graphic designer e blogger originario del Sudan. Dopo aver studiato fisica all’Università di Khartoum si trasferisce al Cairo dove si dedica a design e fotografia. Partecipa a diverse mostre tra Amsterdam, Bruxelles e Berlino. La sua attività si concentra sui temi della psicologia e dell’immigrazione, con un focus specifico sul processo di rivoluzione e sulla cartografia anticolonialista. Attualmente studia Comunicazione Visuale alla Weißensee Kunsthochschule di Berlino.

Sara Pour è un’illustratrice, pittrice e fotografa bolognese di origini iraniane. Ha studiato grafica alla Jahad University di Teheran e fumetto e illustrazione all’Accademia delle Belle Arti di Bologna. Ha esposto le sue opere in numerosi paesi del mondo, tra i quali Belgio, Marocco, Francia e Polonia. Attualmente crea le illustrazioni e le scenografie di Cantieri Meticci. Nel 2019 ha disegnato Il Vecchione per il Capodanno 2019 di Bologna.

Ergys Vela vive e lavora a Shkoder, in Albania. Dopo una laurea in grafica si concentra sugli studi di Multimedia all’Accademia delle Belle Arti di Tirana. Aspetto fondamentale della sua produzione è il coinvolgimento attivo del pubblico, che è invitato a interagire con le opere al fine di renderle uniche e completare il lavoro dell’artista.