ARTE E CULTURA IN CITTA’ – MAMbo – Art City Week 2019 – Mostre in corso

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Dal 31 gennaio al 19 maggio 2019 il MAMbo presenta la prima personale in un’istituzione museale italiana di Mika Rottenberg, a cura di Lorenzo Balbi. L’artista di origine argentina, cresciuta in Israele e oggi di base a New York, tra le principali protagoniste della scena contemporanea mondiale, si appropria degli imponenti volumi della Sala delle Ciminiere situata al piano terra del museo per animare, attraverso un percorso labirintico senza soluzione di continuità, dieci delle sue più recenti produzioni – oggetti scultorei e installazioni video appositamente costruite – celebri per il loro registro narrativo sarcastico e bizzarro.
Rottenberg utilizza i diversi linguaggi del film, dell’installazione architettonica e della scultura per esplorare le idee di classe, lavoro, genere e valore attraverso immaginifici dispositivi visivi che illuminano le connessioni e i processi nascosti dietro economie globali apparentemente non correlate fra loro. Intrecciando elementi di finzione con dati documentali in racconti in cui geografie e narrative collassano in non-sense surreali, l’artista crea complesse allegorie sul sistema capitalistico che regola le condizioni umane e i processi di produzione massiva delle merci.
In occasione della mostra vengono esposti tre nuovi lavori la cui produzione è stata sostenuta dal MAMbo in collaborazione con due importanti istituzioni museali europee, Goldsmiths Centre for Contemporary Art London e Kunsthaus Bregenz.
L’esposizione, che è tra i main project di ART CITY Bologna 2019, si avvale del sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna.
Inaugurazione: mercoledì 30 gennaio 2019 h 18.00.

Villa delle Rose ospita un’ampia retrospettiva dedicata a Goran Trbuljak, curata da Lorenzo Balbi e Andrea Bellini. L’artista croato, attivo dalla fine degli anni ’60 nell’ambito dell’arte concettuale e della cosiddetta New Art Practice, si è dedicato fin dall’inizio alla ricerca di mezzi alternativi di produzione e rappresentazione dell’opera d’arte, interrogando e mettendo radicalmente in discussione il sistema dell’arte, le pratiche museali e le dinamiche del mercato.La mostra, che arriva dal Centre d’Art Contemporain Genève in una versione fortemente rivista per gli spazi di Villa delle Rose, propone opere degli ultimi 50 anni, comprendenti dipinti, frottage, monocromi, fotografie, film, libri e documentazioni delle azioni performative di Trbuljak. I suoi lavori denotano una speciale capacità di toccare le nostre corde interiori grazie a una vena ironica che lo rende diverso dai numerosi altri artisti che, tra gli anni Sessanta e Settanta, hanno lavorato sulla dematerializzazione dell’opera d’arte con pratiche legate alla parola e alla performance. L’esposizione, che è tra i main project di ART CITY Bologna 2019, si avvale del sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio in BolognaInaugurazione: venerdì 25 gennaio 2019 h 18.00.

ART CITY 2019

Si svolge dal 1 al 3 febbraio 2019 la settima edizione di ART CITY Bologna, il programma istituzionale di mostre, eventi e iniziative speciali promosso dal Comune di Bologna in collaborazione con BolognaFiere in occasione di Arte Fiera.
Coordinato dall’Area Arte Moderna e Contemporanea dell’Istituzione Bologna Musei, per il secondo anno consecutivo ART CITY Bologna è sotto la guida di Lorenzo Balbi, direttore artistico di MAMbo. La principale novità di questa edizione è la durata più ampia. Il nucleo dei tre giorni del weekend si dilata infatti in una vera e propria art week che, a partire dal 25 gennaio, traccia un calendario di avvicinamento all’apertura di Arte Fiera.

Nel segno della continuità, viene confermato il format sperimentato lo scorso anno, con un main program articolato in un evento speciale e una 17 progetti curatoriali monografici – tra mostre, installazioni e performance – che presentano le più varie espressioni delle pratiche artistiche contemporanee.
ART CITY Bologna prevede inoltre la sezione ART CITY Segnala, in cui rientrano oltre 100 eventi: un ricchissimo palinsesto di appuntamenti proposti dagli operatori culturali della città.
Torna ad esplorare le molte possibili connessioni tra arte e cinema la sezione ART CITY Cinema, con la programmazione di proiezioni cinematografiche al Cinema Lumière a cura della Fondazione Cineteca di Bologna.
Infine, non mancherà uno degli appuntamenti più attesi con la ART CITY White Night: sabato 2 febbraio apertura straordinaria fino alle  24 in numerose sedi del circuito ART CITY Bologna, oltre che in gallerie, spazi espositivi indipendenti, palazzi storici e negozi. Info e programma dettagliato: www.artcity.bologna.it

Ultimi posti disponibili per partecipare a pulsazione#1 ECO, installazione performativa di Emilio Fantin a cura di Fabiola Naldi, che apre al pubblico di ART CITY Bologna uno spazio inconsueto: la Casa dei Risvegli Luca De Nigris. All’interno di tale luogo di cura si inserisce, dal 1 al 3 febbraio 2019 l’Integratore, un dispositivo di dimensioni variabili consistente in una sorta di labirinto di reti metalliche con un cuore centrale all’interno del quale sono posizionate sei sedie disegnate dall’artista: le persone che vi prendono posto non possono vedersi l’un l’altra ma solo ascoltarsi. Delle sei sedie quattro saranno occupate da spettatori e due da “narratori” coinvolti fra ex pazienti, pazienti, personale della Casa dei Risvegli, parenti e amici dei pazienti.
La particolarità del contesto in cui si svolge pulsazione#1 ECO e il senso di intimità implicito nell’azione performativa rendono indispensabile l’accesso del pubblico su prenotazione in orari prestabiliti. Venerdì 1, sabato 2 e domenica 3 febbraio 2019 dalle ore 16.30 alle 19 si terranno sessioni ogni 30 minuti per massimo quattro persone per volta (h 16.30 / 17 / 17.30 / 18 / 18.30). Per garantire un accesso rispettoso al luogo e consono alla sua funzione ospedaliera si richiede la prenotazione obbligatoria inviando una e-mail entro il 30 gennaio a: pulsazioni2019@gmail.com. Al momento della conferma della prenotazione saranno fornite maggiori indicazioni per arrivare e accedere alla Casa dei Risvegli Luca De Nigris. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.
Progetto promosso da Istituzione Bologna Musei | MAMbo in collaborazione con Gli amici di Luca e Casa dei Risvegli Luca De Nigris, Azienda USL di Bologn a. Si ringrazia Spazio Labo’ Fotografia per la documentazione fotografica e video.

Il progetto performativo Anthropometry di les gens d’Uterpan è lo Special Project di ART CITY Bologna 2019. L’intervento proposto dai due coreografi Annie Vigier e Franck Apertet prevede il coinvolgimento di partecipanti volontari, preparati durante un workshop di due giorni, per realizzare una performance all’interno del Padiglione de l’Esprit Nouveau progettato da Le Corbusier. I due coreografi francesi, che per l’occasione hanno coinvolto l’italiano Stefano Fardelli, si approprieranno degli spazi del Padiglione con una performance che ridefinisce l’idea di danza ribaltando il ruolo stesso di danzatore, coreografo e spettatore. L’ azione non prevede particolari difficoltà perché non è un esercizio di danza. L’attenzione è focalizzata sui corpi: i performer, con movimenti e pause strettamente connessi alle caratteristiche architettoniche del luogo e all’allestimento, entrano e interagiscono con il flusso dei visitatori e lo spazio stesso. Per realizzare il progetto, les gens d’Uterpan è alla ricerca di volontari che vogliano partecipare nel ruolo di performer. Non è richiesta alcuna esperienza teatrale o di danza ma la disponibilità a seguire il progetto dal 29 gennaio al 3 febbraio con la seguente calendarizzazione:
– martedì 29 gennaio: incontro con gli artisti
– mercoledì 30 gennaio: workshop
– giovedì 31 gennaio: workshop
– venerdì 1 febbraio, sabato 2 febbraio, domenica 3 febbraio: realizzazione della performance. Per partecipare è necessario inviare una e-mail a artcitybologna@comune.bologna.it entro il 27 gennaio 2019 indicando nome, cognome e numero di telefono e allegando una breve lettera di presentazione (circa 10 righe) con la propria motivazione a prendere parte al progetto. La partecipazione al workshop è gratuita e non è previsto alcun rimborso spese per la realizzazione della performance.

MOSTRE IN CORSO

Nello spazio espositivo della Project Room, dedicato alla riscoperta di alcuni degli episodi artistici più stimolanti e innovativi originati in ambito artistico bolognese e regionale, il MAMbo presenta VHS + video/animazione/televisione e/o indipendenza/addestramento tecnico/controllo produttivo 1995/2000.
Il progetto espositivo, nato da un’idea di Saul Saguatti (Basmati Film) e Lucio Apolito (Opificio Ciclope) con la curatela di Silvia Grandi e realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Arti dell’Università di Bologna, si configura come un dispositivo di pulsazioni audio-visive che nascono dall’ibridazione di differenti linguaggi, formati e pratiche di comunicazione video sperimentata in Italia tra il 1995 e il 2000, raccontando il sogno elettronico di una stagione in cammino tra l’analogico e il digitale.
VHS + trova un’estensione on-line nel sito www.vhsplus.it, in cui sono consultabili materiali d’archivio e di approfondimento.
La mostra si avvale della sponsorizzazione tecnica di Eurovideo che ha concesso le forniture strumentali per l’allestimento impianto audio-video.

La mostra ospitata da Casa Morandi, prorogata fino al 3 febbraio 2019, riscopre una selezione dell’archivio fotografico lasciato da Umberto Bonfini, medico condotto a Grizzana, che ebbe occasione di frequentare Giorgio Morandi.
Bonfini nasce a Pisa nel 1918. Arriva a Grizzana Morandi alla fine degli anni ‘40, per esercitare la sua professione di medico-chirurgo e vi conosce l’artista. Le frequentazioni amichevoli tra i due avvicinano Bonfini alla pittura morandiana, propedeutica di quella che sarà la sua vera arte: la fotografia. Bonfini infatti s’interessa al mondo della fotografia solo dopo la morte di Morandi, iniziando a ritrarre composizioni di oggetti ispirate alle nature morte del maestro bolognese. Il regista Claudio Spottl, curatore della mostra, racconta che le foto di Bo nfini sono state da sempre appese alle pareti della casa del nonno paterno. Ha così avuto la fortuna di ereditare diverse delle sue opere e con gli anni ha operato una vera e propria organizzazione dell’archivio Bonfini, riuscendo a ricostruirne la storia. Dopo un lavoro di ricerca durato dieci anni le fotografie di Umberto Bonfini sono oggi pronte per essere riviste, dopo più di 40 anni di silenzio, in una mostra carica di emozioni.

DIPARTIMENTO EDUCATIVO

Il Dipartimento educativo MAMbo propone uno speciale itinerario alla scoperta di alcune delle mostre e delle installazioni più curiose e coinvolgenti tra quelle promosse da ART CITY Bologna: una mappa, cinque tappe e cinque luoghi ricchi di fascino e storia per sperimentare sguardi e pratiche artistiche con l’aiuto di un educatore museale specializzato.
Partenza e ritorno al MAMbo (via Don Minzoni 14, Bologna).
Per ragazzi dagli 11 ai 16 anni (numero minimo partecipanti 6, massimo 20)
Quando
: sabato 2 febbraio 2019 h 15.00 e domenica 3 febbraio 2019 h 10.00 (durata 3 h)
Costo: biglietto intero € 15 – ridotto € 10 per possessori Card Musei Metropolitani e biglietto Arte Fiera 
Prenotazione obbligatoria
 entro venerdì 1 febbraio h 12.00 (mamboedu@comune.bologna.it, tel. 051 6496628)

Visita guidata a Casa Morandi, la dimora-studio in cui il maestro bolognese ha vissuto e lavorato dal 1910 al 1964, in via Fondazza 36 a Bologna. Sarà visibile anche la mostra Umberto Bonfini. Un dottore a Grizzana in corso fino al 3 febbraio 2019.
Dove: Casa Morandi, via Fondazza, 36 – Bologna
Ingresso: € 4 a partecipante, ingresso alla Casa gratuito.
Per i titolari di Card Musei Metropolitani Bologna: € 3 per la visita guidata, ingresso alla Casa gratuito.
Info e prenotazioni: si svolge solo con un minimo di 6 partecipanti. Prenotazione obbligatoria tel. 051 6496627 (mercoledì h 10.00-17.00, giovedì h 13.00 – 17.00) oppure 051 6496611, e-mail mamboedu@comune.bologna.it

MAMbo SEGNALA:

Durante i giorni di ART CITY Bologna e Arte Fiera, al CorrainiMAMbo artbookshop inaugura la mostra dedicata all’architetto e designer Riccardo Dalisi Caffettiere, Totocchi, pupazzi e pupazzelli. Le storiche caffettiere frutto di una ricerca premiata con il Compasso d’Oro, si affiancano a una selezione di sculture e disegni con cui Dalisi ci indica la strada da percorrere verso una “architettura della decrescita” e un “design ultrapoverissimo”. Dal gergo comune, Dalisi cattura espressioni vivaci, paradossi linguistici che si traducono in un disegno veloce, istantaneo, libero da tecniche e supporti convenzionali. Da questi schizzi, presenti in mostra, prendono forma “pupazzi e pupazzelli” che creano il popolo di una commedia buffa, sognante ma reale.
Architetto e designer, classe 1931, Riccardo Dalisi da sempre unisce manualità artigianale e industrial design. Vincitore nel 1981 del Compasso d’Oro per la caffettiera napoletana Alessi, ha lavorato per aziende come Baleri e Zanotta, affiancando al suo percorso professionale anche pittura e scultura come modalità espressive e di ricerca. Le sue opere sono state acquisite da importanti musei e collezioni come il Centre Pompidou.