ARTE FIERA annuncia i risultati di “Artworks that ideas can buy” di Cesare Pietroiusti

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Ventidue artisti italiani e stranieri coinvolti, duecentotrenta idee proposte, tredici opere assegnate. È il lusinghiero risultato di Artworks that ideas can buy di Cesare Pietroiusti, tra i progetti di Oplà – Performing activities, la rassegna di performance curata da Silvia Fanti nell’ambito dell’ultima edizione di Arte Fiera, il cui svolgimento non si è esaurito nei giorni della manifestazione bolognese, ma è continuato anche nei mesi successivi.

Il lavoro di Pietroiusti consisteva in uno stand di opere di artisti di livello internazionale, non dissimile dagli altri presenti in fiera, la cui particolarità risiedeva nel fatto di proporre opere che non si potevano acquistare mediante denaro, bensì mettendo in gioco le proprie idee. Un dialogo stimolante e propositivo tra gli artisti e il pubblico, che ha colpito per la sua capacità di generare risposte individuali e creative.

Ogni visitatore era invitato a scrivere su un foglio pensieri, critiche, suggerimenti su uno dei lavori in mostra, e a farlo pervenire agli artisti in busta chiusa. In un secondo momento, gli artisti potevano decidere se una delle idee formulate dai visitatori “valesse” tanto quanto la loro opera. Se l’artista avesse accettato lo scambio, il visitatore l’avrebbe ottenuta. Se invece l’artista avesse ritenuto insoddisfacenti le idee, l’opera sarebbe ritornata in suo possesso.

Complessivamente, nei giorni di ArteFiera, i visitatori hanno lasciato duecentotrenta buste con idee o proposte di ogni genere. I tredici artisti che hanno ritenuto valida almeno una delle proposte dei visitatori sono: Ludovica Carbotta, Francesco De Grandi, Sam Durant, Jimmie Durham, Emilio Fantin, Valentina Furian, Giancarlo Norese, Luigi Presicce, Aldo Spinelli, Alessandra Spranzi, Serena Vestrucci, Cesare Viel e Luca Vitone. Tra coloro che non hanno trovato idee sufficientemente interessanti: Maria Thereza Alves, Adam Chodzko, Michele Di Stefano, Caterina Morigi, Ana Prvacki, Luca Trevisani.

Fra gli scambi più curiosi, quello di Ludovica Carbotta, che ha barattato il suo lavoro con l’idea di un bambino, mentre Sam Durant è stato convinto dalla lettera di una attivista a consegnare la sua opera al direttore dell’agenzia italiana contro l’evasione fiscale internazionale.

Alcuni artisti hanno invece risposto alle proposte con delle contro-proposte: Roberto Fassone ha offerto un incontro dal vivo con cena; Margherita Morgantin ha invitato tutti e dodici i proponenti a creare una nuova opera a partire da una riflessione di Simone Weil sull’annaspare del sistema capitalistico; Massimo Bartolini ha reputato che l’idea migliore fosse il progetto stesso di Cesare Pietroiusti; Luca Vitone ha chiesto al proponente dell’idea migliore di incorniciarla, proprio come un’opera; Jimmie Durham ha regalato la sua opera a un altro artista partecipante, Emilio Fantin, il quale a sua volta ha rilanciato con uno scambio di sogni, da farsi a distanza di dieci anni.

Cesare Pietroiusti aveva realizzato per la prima volta il progetto Artworks that ideas can buy alcuni anni fa, presso la Wilkinson Gallery a Londra. A conclusione dell’esperienza ha dichiarato: “oltre a ringraziare Silvia Fanti per avermi invitato e convinto e, di cuore, i ventidue amici che hanno accettato di mettere in gioco un lavoro – e il loro lavoro – vorrei ribadire che l’opera arte è, prima di tutto, di chi ci pensa e non, o comunque molto meno, di chi ha i soldi per comperarla