“CHI VENNE FU LEI” chiude il progetto “Il corpo delle donne. Corpo sociale. Una lunga storia di interazioni”

0
120

Il progetto “Il corpo delle donne. Corpo sociale, Una lunga storia di interazioni” ideato dal collettivo Amalia, arriva alla sua conclusione, lunedì 25 novembre (ore 21) nella suggestiva cornice dell’ Oratorio San Filippo Neri (Via Manzoni, 5).

Degna conclusione proprio nella giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, lo spettacolo andrà a toccare le corde della maternità, in tutte le sue sfaccettature, si fa parola in una serie di incontri che uniscono teatro e narrazioni.

CHI VENNE FU LEI è l’evento curato da Angela Malfitano e Francesca Mazza che vede in scena Carlotta Viscovo e la stessa Malfitano e si articola in due momenti: nei sotterranei dell’Oratorio, vedrà Carlotta Viscovo interpretare brani tratti dal romanzo “In nome della madre” di Erri De Luca per la regia di Francesca Mazza; e una performance sul palco in cui Angela Malfitano darà voce a Medea, partendo da Euripide fino ad arrivare alla riscrittura che ne fece Dario Fo. Quattro giovani allieve attrici (Marta Canevari, Mara Leticia Lima Carneiro, Alessia Morea, Michelle Pratizzoli) accompagneranno il pubblico da un luogo all’altro. Il percorso sonoro sarà ideato da Roberto Passuti.

Serata a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Il progetto Il corpo delle donne. Corpo sociale. Una lunga storia di interazioni è a cura di Collettivo Amalia e realizzato da Associazione Culturale Tra un atto e l’altro.

Il Collettivo Amalia è formato da professioniste, operatrici della cultura e del sociale, artiste di teatro, giornaliste, tra cui Letizia Bongiovanni, Mara Cinquepalmi, Elena Di Gioia, Angela Malfitano, Silvia Napoli. Ricerche d’archivio Mara Cinquepalmi.

Hanno aderito al progetto: Associazione Culturale Liberty, Associazione Circolo Aziendale Ravone, Associazione Donne di Pianura, Avis, Azienda Unità Sanitaria Locale di Bologna del Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna (AUSL), Comune di Bentivoglio, Comune Castiglion de Pepoli, Comune di Pieve di Cento, Comune di San Pietro in Casale, Istituzione Gian Franco Minguzzi, Liceo Artistico “F. Arcangeli” di Bologna, Ordine delle professioni infermieristiche Provincia di Bologna, Ordine delle ostetriche Provincia di Bologna, Quartiere Navile–Comune di Bologna.

Il progetto è stato finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, Assessorato risorse umane e pari opportunità nell’ambito dei contributi a sostegno di progetti rivolti alla promozione e conseguimento delle pari opportunità e al contrasto delle discriminazioni e della violenza di genere. Con il contributo della Fondazione del Monte e dell’Istituzione Gian Franco Minguzzi e del Comune di Castiglione dei Pepoli. Si ringrazia Archivio Storico Provinciale di Bologna, Azienda AUSL, Città Metropolitana Bologna, CTSSM, Daniela Aureli, Cristina Malvi, Donatella Sposito, Fausto Trevisani, Maria Bona Venturi

www.traunattoealtro.it | collettivoamalia@gmail.com | cell: 3474594481

Il progetto

Il progetto affronta i temi della maternità e dell’adozione nel contesto della gestione istituzionale di tutto ciò, nello specifico regionale e cittadino, partendo da uno sguardo storico che raccoglie fonti d’archivio a partire dagli anni ’20 del ‘900 per arrivare agli anni ‘ 90. Il progetto attinge a materiali di archivi territoriali bolognesi e a racconti orali di testimoni preziosi degli ultimi decenni: assistenti sociali, ostetriche, psicologi, educatori, dirigenti sanitari.

Nell’ambito dunque del contrasto alla violenza di genere e della lotta alla discriminazione, tentiamo di portare a valore la grande ricchezza di esperienze e buone prassi espresse dalle politiche sanitarie e sociali del territorio insieme a quelle scaturite dai movimenti delle Donne e dell’associazionismo diffuso, evidenziando sia le criticità insite nella impostazione della nostra cultura che le possibilità di miglioramento che possono arrivare da un approccio globale e rispettoso delle differenze al tema della salute e del benessere. Insieme alle pratiche di controllo sulla maternità.

Il progetto intende lavorare sul concetto di salute e benessere femminile adoperando il linguaggio del teatro (laboratori teatrali e recital) congiunto ad una dimensione divulgativa per la cittadinanza. Verranno rese in teatro e oggetto di narrazione e conoscenza alcune storie “esemplari e nascoste” di donne, di figli, di assistenti sociali, di medici, di psicologi, di vice-madri, di ostetriche.

Le narrazioni saranno quindi svolte in due forme: da una parte le conferenze con esperti e professionisti del settore socio sanitario e dall’altra i reading e gli esiti spettacolari di laboratori che mostreranno il lato poetico o drammatico delle tante storie raccolte dagli Archivi. Tutto questo per parlare anche al e del nostro presente unitamente alle nuove prospettive di salute e benessere del corpo femminile, evidenziate tramite il coinvolgimento di operatori e fruitori delle case della salute e dei consultori.