CONSIGLIO COMUNALE – approvato un ordine del giorno a conclusione dell’Istruttoria pubblica sui Prati di Caprara

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CONSIGLIO COMUNALE – approvato un ordine del giorno a conclusione dell’Istruttoria pubblica sui Prati di Caprara

Lunedì 10 dicembre si è concluso, in Consiglio comunale, l’iter dell’Istruttoria pubblica in tema di “Pianificazione urbanistica del Comune di Bologna, con particolare riferimento all’area territoriale dello Stadio comunale fino ai Prati di Caprara est ed ovest e previsioni urbanistiche per l’area del Cierrebi”. Al termine del dibattito è stato approvato, con 21 voti favorevoli (Sindaco, Partito Democratico, Città comune), 11 contrari (Movimento 5 stelle, Lega nord, Forza Italia, Coalizione civica, Gruppo misto) e 2 astenuti (Insieme Bologna), un ordine del giorno sull’argomento, presentato dai consiglieri Elena Leti e Andrea Colombo (Partito Democratico) e firmato dai consiglieri Maria Caterina Manca, Loretta Bittini, Isabella Angiuli, Federica Mazzoni, Simona Lembi (Partito Democratico) e Amelia Frascaroli (Città comune). Pertanto il Consiglio comunale ha espresso i seguenti punti verso cui indirizzare l’ordine del giorno, ossia – a perseguire un assetto e disegno di altissima qualità urbana e ambientale per l’area dei Prati di Caprara Est e Ovest, anche sollecitando Invimit spa a sviluppare una progettazione all’altezza dell’importanza dell’area, al fine da un lato di superare le diverse criticità ambientali e territoriali esistenti e renderla una centralità strategica dell’intera città metropolitana di Bologna, e dall’altro lato di valorizzare la vocazione ecologica che si è sviluppata in modo naturale negli ultimi decenni ed è importante per la lotta ai cambiamenti climatici e all’inquinamento; – a intraprendere un confronto con la proprietà dell’area, che, tenendo conto della volontà largamente condivisa emersa nell’istruttoria pubblica, consenta di pervenire a una modifica delle previsioni del POC o comunque ad una loro diversa articolazione in sede di PUA, in coerenza e a ulteriore sviluppo della forte prevalenza della città pubblica che già caratterizza il piano vigente, al fine di: – ridurre fortemente gli indici edificatori finora previsti nell’area dei Prati di Caprara, anche valutando il loro trasferimento del tutto o in parte altrove; – aumentare il più possibile la quantità di verde, pubblico e privato, fino a raggiungere almeno la proporzione di due terzi di verde (circa 30 ettari) e un terzo di edificato; – preservare anche una funzione ecologica di bosco urbano frutto di crescita spontanea e sviluppare aree per nuovi orti urbani, nell’ambito di un piano che consideri unitariamente il tema del progetto del verde e della sua gestione; – limitare l’edificazione a funzioni innovative e pregiate sociali, culturali, formative e di ricerca, a un tessuto abitativo esclusivamente destinato a offrire opportunità di affitto adatte alle esigenze di studenti, giovani famiglie e anziani, e a strutture commerciali di dimensioni ridotte e solo di vicinato; – a sostenere l’esecuzione delle caratterizzazioni e delle bonifiche, belliche e ambientali, secondo principi tanto di precauzione quanto di proporzionalità, dove valutato necessario in base alla normative vigenti, alle destinazioni d’uso delle aree, all’analisi di rischio, alle indicazioni di Arpae, dell’Esercito e degli altri enti che interverranno nella apposita conferenza dei servizi, e in ogni caso con modalità il più selettive possibile, che, nel rispetto delle finalità di tutela dell’incolumità delle persone nonché del suolo e dell’ambiente, non comportino per forza l’abbattimento degli alberi presenti; – a confermare la previsione e procedere più velocemente possibile alla realizzazione della nuova scuola, indispensabile per il territorio e la comunità del quartiere; – a proseguire nei prossimi mesi, nella forma di un Laboratorio di urbanistica partecipata, il percorso di confronto pubblico sul futuro dell’area dei Prati di Caprara che si è svolto in questi mesi e che ha trovato un momento fertile di confronto nell’Istruttoria Pubblica appena conclusa, coinvolgendo attivamente il Comitato promotore della stessa e le associazioni e i gruppi sociali che vi hanno partecipato; 6) a tenere costantemente informato e coinvolgere nelle scelte fondamentali da assumere il Consiglio comunale, anche tramite le competenti Commissioni consiliari.