CULTURA BOLOGNA, PREMIO UBU A DANIELE DEL POZZO. CASSERO: “UN RICONOSCIMENTO CHE CI RIEMPIE DI ORGOGLIO”

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In Emilia-Romagna il teatro è di eccellenza. Lo testimoniano i grandi riconoscimenti degli ultimi anni e la 41a edizione dei Premi Ubu, il più prestigioso del settore a livello nazionale, vede ben numerosi premiati tra gli artisti e le produzioni emiliano-romagnole.
“È davvero uno straordinario trionfo quello del teatro dell’Emilia-Romagna – afferma l’assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti-. Ai premiati della regione vanno tutte le nostre congratulazioni. Un risultato che è una conferma di come offrire opportunità, strumenti, spazi e occasioni di crescita al sistema teatrale e culturale regionale significhi ottenere creazioni e produzioni di qualità altissima, diversificate e riconosciute a livello nazionale e internazionale”.
Il Premio fondato dal critico e editore Franco Quadri e promosso oggi dall’Associazione Ubu, ha assegnato i premi il 7 gennaio 2019, al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano.
Un riconoscimento riguarda una nuova categoria del Premio Ubu per i migliori curatori e organizzatori, assegnato a Daniele Del Pozzo, direttore artistico del Festival Gender Bender, rassegna interdisciplinare all’avanguardia che da diciassette anni richiama a Bologna spettatori da tutto il mondo e ex-aequo a Francesca Corona
Di seguito il commento del Consiglio direttivo del Cassero lgbti center di Bologna sul conferimento del premio Ubu 2018 come miglior curatore a Daniele Del Pozzo per il festival Gender Bender:
“Daniele Del Pozzo è uno dei protagonisti della storia del Cassero ma anche uno degli operatori più brillanti del sistema culturale bolognese. Siamo orgogliose e orgogliosi del premio Ubu che ieri ha ricevuto: lo festeggiamo come se fosse il nostro, di ciascuno e ciascuna di noi. Da molti anni Daniele ha iniziato con il Cassero e dentro al Cassero un percorso che solo nell’ultima fase, da diciassette anni a questa parte, si è chiamato Gender Bender Festival. Già prima, e ancora di più durante gli anni del festival, Daniele si è fatto promotore di progetti piccoli, grandi e talvolta grandissimi, con lena quotidiana, intelligenza vivace, tanta professionalità ma soprattutto una straordinaria capacità di costruire relazioni, con grande cura, all’interno di un circolo, nella città, in tutto il Paese, fino in Europa. Siamo molto grate e grati a Daniele per tutto questo e per l’orgoglio con cui in tutti questi anni ha portato in alto, con sé, la nostra bandiera arcobaleno. Perché è proprio l’arcobaleno il tratto più caratteristico di questa vittoria, che premia un progetto e un curatore cresciuti all’interno del più antico circolo della comunità lgbti in Italia, il primo spazio pubblico affidato da un’amministrazione comunale a un collettivo di gay, lesbiche bisessuali e trans. Di questa storia, e della libertà che esprime, la vittoria di Daniele mostra la traccia. E rende merito perciò anche a tutte le persone che hanno fatto la storia del Cassero e a chi l’ha sostenuta, in particolare nelle istituzioni, anche quando si navigava in acque complicate. Gender Bender è un progetto sostenuto sin dalla sua prima edizione dal Comune di Bologna e subito dopo dalla Regione Emilia-Romagna che assieme all’ampia rete di partner pubblici e privati che nelle edizioni si è andata costruendo, hanno fatto crescere il festival, nella direzione in cui lo sguardo di Daniele lo ha accompagnato, lasciando che gemmasse nuove idee, come Teatro Arcobaleno e il progetto europeo Performing Gender, e che facesse sempre nuovi incontri. In questo senso la vittoria di Daniele si riflette su tutta la città e ne premia il sistema culturale, il suo pionierismo e la sua libertà”.