GENDER BENDER – EDIZIONE CROMOCOSMI: CORPI E MONDI SI INCONTRANO SULLA SCENA E SULLO SCHERMO

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Venerdì 1 novembre 2019 è la danza internazionale con due importanti prime nazionali il centro di questa giornata festivaliera.
Alle 18.00 all’Itc di San Lazzaro (via Rimembranze, 26) Gender Bender presenta Passing the bechdel test del belga Jan Martens, in scena Isabel Braamkolk, Noor Caestecker, A. Claassen, Renée De Coninck, Luna Glowacki, Bente Govaerts, Noor Hollemeersch, Birgit Lesage, Marie Libens, Hannah Peiren, Celina Vercruysse, Yanou Van Dessel, Mirren Vandenberk. Sul palco 13 adolescenti, che si identificano (o no) come ragazze e donne, vestono, attraverso movimenti e parole, i panni le une delle altre e quelli di autrici del passato per riflettere su parità e diversità di genere. Le parole di Virginia Woolf, Susan Sontag, Simone de Beauvoir, si mescolano ai tweet e ad altre testimonianze per riflettere su temi come l’omosessualità, gli stereotipi di genere, il femminismo, i modelli di riferimento e l’accettazione. Con il sostegno dell’Ambasciata del Belgio (in replica domani, sabato 2 novembre alle ore 20.30)
Alle 21.00 (Ateliersi, via San Vitale 69) Savušun di e con Sorour Darabi. Savušun è un’ode alla vulnerabilità. L’artista transgender Darabi, iraniano trasferitosi in Francia, si relaziona con le proprie radici ispirandosi ai rituali sciiti, praticati maggiormente da uomini cisgender. La sacra atmosfera è rotta da una danza fatta di sensualità e simbolica resistenza. Sul palco, un’emozionante lettera d’amore indirizzata al padre trasforma la sofferenza, la tristezza e la paura in un atto che scardina il concetto tradizionale di mascolinità. Con il sostegno di Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea. (in replica domani, sabato 2 novembre alle ore 18.30)

A seguire (ore 20.30) conversazione con Jan Martens e interpreti (ingresso gratuito).

In cartellone non manca la danza italiana, alle 16.00, infatti, il Teatro delle Moline (via delle Moline, 1) ospita Keo, di e con Elena Sgarbossa. Keo prende ispirazione dall’omonimo satellite artificiale che tra 50.000 anni ritornerà sulla terra per restituire i messaggi conservati al suo interno. Concentrandosi su un’utopica connessione tra l’idea dell’altro, lontano nel tempo e nello spazio, e chi invece si trova su un piano di vicinanza temporale e spaziale, lo spettacolo coinvolge il pubblico per costruire un momento di riflessione sulla volontà di incontro nonostante le difficoltà e le possibili differenze. Vincitore di DNA Appunti Coreografici 2018 (in replica domani, sabato 2 novembre alle ore 17.00)

Alle 19.00 all’Arena del Sole (via dell’indipendenza, 44) replica de Un Poyo Rojo, spettacolo ideato dall’argentino Hermes Gaido, interpretato e coreografato da Nicolás Poggi, Luciano Rosso.
Con il sostegno di Coop Alleanza 3.0 e Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea.

La prima nazionale di Lil’ Buck: Real Swan, film di Louis Wallecan (USA, 2019) apre alle 18.00 (Cinema Lumière, Via Azzo Gardino 65/a) la sezione CINEMA (Cinema Lumière, Via Azzo Gardino 65/a) della giornata. Un documentario esuberante che racconta la vita di Charles “Lil Buck” Riley. Ballerino cresciuto nelle strade di Memphis, capace di unire il jookin della street dance alla danza classica. La sua carriera esplorde quando il video di lui che balla sulle note de Il Cigno di Camille Saint-Saens, diventa virale.
Alle 20.00 Jules of light and dark, film di Daniel Laabs. Maya e Jules sono due ragazze con una relazione travagliata che, dopo una festa nel bosco, vengono salvate da un incidente stradale da Freddy, uomo divorziato che si è creato uno scudo attorno a sé. Durante la guarigione di Jules, Maya e Freddy stabiliscono un forte legame di complicità alla ricerca dei loro desideri più nascosti e di ciò che vorrebbero. Un’iridescente racconto di crescita e formazione tra mondo queer e fluidità di generi e generazioni.
E alle 22.00 Before you know it, film di Hannah Pearl Utt (USA, 2019). Commedia brillante e divertente che racconta le vicende di Rachel Gurner, ragazza lesbica, della sua famiglia e del piccolo cinema da loro gestito a New York. Dopo un incidente familaire Rachel a la sorella Jackie scoprono che la loro madre biologica che credevano morta non solo è viva, ma è una celebre attrice di soap. Come gestiranno quest’imprevista scoperta? Presentato al Sundance Film Festival.

Dalle 23.30 al Cassero LGBTI Center (via Don Minzoni, 18) il party V.A.K.K.A., spazio di sperimentazione degenere di generi, è un lifestyle ispirato al DIY, è un atto di autodeterminazione queer, è un rifiuto dei binarismi, del bianco contrapposto al nero, è una tavolozza arkobaleno con la quale ognun* si autorappresenta in mille forme ogni volta kangianti. Il flusso sonoro si muove tra elektropop, acid house, elektroklash, alternative pop, tekno. free entry e free from gender. Music: effeinblue; St. Charlotte; Wawashi Deejay.

Mostre in corso:
Fino al 2 novembre al Centro Documentazione Flavia Madaschi ( via Don Minzoni, 18) prosegue Autorretrato de una andrógina, mostra di Massiel Leza, a cura di Carmen Lorenzetti e del Centro Documentazione Flavia Madaschi (ingresso gratuito). E fino al 3 novembre allo Spazio Zoo (Strada Maggiore 50/) #Mermtrans, mostra di Nicoz Balboa, a cura di Paola Parenti (ingresso gratuito).

Gender Bender è il grande evento prodotto dal Cassero LGBTI Center e con la direzione artistica di Daniele Del Pozzo e Mauro Meneghelli. Radical Choc è il titolo scelto per questa 16° edizione; un’edizione che si avventura in aree geografiche calde come il Medio Oriente, l’America Latina e l’Africa, affronta temi come i nuovi femminismi e la costruzione di comunità al di là delle possibili conflittualità, dà spazio alle voci delle nuove generazioni, offre uno spazio di visibilità orgogliosa alle persone con la sindrome di Down, espone in maniera critica temi scomodi e questioni scottanti come la pratica della mutilazione dei genitali femminili e l’aborto illegale nell’America di alcuni decenni fa. Ed inoltre si assume la propria responsabilità ecologica. Il festival ha quindi deciso quest’anno di destinare parte dell’incasso a Foreste in Piedi di LifeGate, un progetto di tutela di 20mila mq di foresta amazzonica in Brasile: per ogni biglietto acquistato verranno così tutelati 10 metri quadri di foresta. Radical Choc per Gender Bender è anche l’occasione in cui far esplodere le contraddizioni per scardinare i luoghi comuni e creare un spazio di confronto artistico e culturale inclusivo, inaspettato, sorprendente.

I sostenitori
Gender Bender è prodotto dal Cassero LGBTI Center ed è realizzato con il contributo di Regione Emilia Romagna – Assessorato alla Cultura, Comune di Bologna, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Coop Alleanza 3.0, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Legacoop Bologna, Fondazione Unipolis, Granarolo, Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana per la creazione contemporanea, Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, Immobiliare Losanna.

I patrocini
Regione Emilia – Romagna, Comune di Bologna, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.