Il Majestic punta su cultura e arte del vivere

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La bellezza, la musica, lo stile, l’arte della conversazione: la cultura prende tante forme, anche più di quante non fossero le muse “canoniche”, nove secondo la tradizione omerica. Da sempre il Grand Hotel Majestic “già Baglioni”, l’unico 5 stelle di Bologna, intrattiene un rapporto speciale con le muse, ospitando iniziative originali, che promuovono l’arte come stile di vita. Come i tre appuntamenti previsti tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio: l’omaggio in musica per i 50 anni della scomparsa del liutaio bolognese Giuseppe Selva, il ciclo di incontri “Un thé con la poesia” e l’incontro con Cecilia Matteucci Lavarini nell’ambito di Art City, in occasione di Artefiera, e SetUp Contemporary Art Fair. Il primo appuntamento è previsto per sabato 26 gennaio, dalle ore 18.00 alle 19.30, in Sala Europa: in una cornice unica, tra gli affreschi dei fratelli Carracci, un piccolo ensemble di archi celebrerà la figura di Giuseppe Selva. Come racconterà il liutaio bolognese Giovanni Poli, introducendo la serata, questo restauratore di opere d’arte e strumenti a corda negli anni divenne un costruttore di pezzi unici dal suono eccellente. Un autodidatta di genio, vero “cultore del legno”, riconosciuto come uno dei massimi liutai del ‘900. Lo ricorda un quartetto d’archi, composto da Antonio Laganà e Gabriele Vincenzi (violini), Giuseppe Donnici (viola) e Francesca Neri (violoncello), con un repertorio che spazia da Mozart a Dvořák, passando per Beethoven, Paganini, Massenet, Borodin, Mascagni. Violini e viola sono proprio stati realizzati da Giuseppe Selva, e sono perciò pezzi unici di grande valore.