Inaugurazione della mostra “Arpad Weisz se il razzismo entra in campo”

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In programma lunedì 25 febbraio 2019 alle ore 19.00, presso il Memoriale della Shoah in piazza Edmond J. Safra 1 a Milano.

In occasione delle iniziative legate al Giorno della Memoria 2019, il Memoriale della Shoah di Milano, il Museo Ebraico di Bologna e la casa editrice Minerva propongono una mostra su Arpad Weisz (Solt, Ungheria, 1896 – Auschwitz, Polonia, 1944), l’allenatore ebreo ungherese che, dopo aver allenato l’Ambrosiana-Inter, squadra con la quale vinse lo
scudetto nel 1930, dal 1935 al 1938 portò la squadra di calcio del Bologna a conquistare per due volte consecutive lo scudetto e la prestigiosa Coppa del Torneo dell’Esposizione di Parigi nel 1937. Sono gli anni nei quali il team rossoblù “che tremare il mondo fa” è vincente in Italia e in Europa.
Le suggestive tavole illustrate tratte dal volume di Matteo Matteucci, Arpad Weisz e il Littoriale (Bologna, Minerva 2017) raccontano le vicende calcistiche e storiche tra gli anni Venti e Trenta prima a Milano e poi a Bologna, dove nel 1926 si inaugura lo Stadio, con la presenza di Mussolini.
La storia personale di Weisz – rivelata anni fa dal magistrale lavoro di ricerca di Matteo Marani, autore del fondamentale Dallo scudetto ad Auschwitz (2007) – corre in parallelo con quella professionale di calciatore esperto e allenatore carismatico: Weisz mostra grande perspicacia nelle strategie di gioco, empatico e comunicativo con le sue squadre, sempre e comunque appassionato. La straordinaria carriera prima a Milano, dove scopre il giovane Beppe Meazza, poi a Bologna, arrivato nel 1935 con la moglie Elena e i figli Roberto e Clara, si interrompe bruscamente nel gennaio del 1939, quando, a seguito delle leggi razziali del 1938, i Weisz sono obbligati a lasciare l’Italia e cercano riparo a Parigi.
Ma la Francia non può offrire loro sicurezza e stabilità.
Nel febbraio del 1939 Arpad arriva in Olanda, nella cittadina di Dordrecht, dove la squadra di calcio locale necessita di un allenatore per evitare la retrocessione. Ma nell’Olanda occupata dall’esercito tedesco, iniziano le discriminazioni degli ebrei e le deportazioni: la famiglia Weisz viene arrestata nell’agosto 1942, Elena, Roberto e Clara, deportati ad Auschwitz, vi trovano subito la morte. Arpad passa prima da un campo di lavoro, poi
ad Auschwitz dove muore di stenti il 31 gennaio 1944.