ISTITUZIONE BOLOGNA MUSEI: gli appuntamenti dal 25 al 31 gennaio

0
382

Ogni settimana i Musei Civici di Bologna propongono un ricco calendario di appuntamenti, per svelare le loro collezioni e raccontare aspetti ed episodi inediti e curiosi della storia della città, anche attraverso punti di vista differenti e insoliti accostamenti fra le diverse collezioni. Conferenze, laboratori, concerti, visite guidate, visite in lingua sono i principali “strumenti” di questo racconto, che si dispiega lungo millenni di storia, dai primi utensili in pietra di uomini vissuti 800.000 anni fa ai prodotti dell’attuale distretto industriale, dalla pittura alle varie forme dell’arte moderna e contemporanea, dalla musica alle grandi epopee politiche e civili.

Di seguito gli appuntamenti in programma da venerdì 25 a giovedì 31 gennaio.

IN EVIDENZA

venerdì 25 gennaio

ore 18: Villa delle Rose – via Saragozza 228/230
In occasione di ART CITY Bologna
“Goran Trbuljak. Before and After Retrospective”
Inaugurazione della mostra a cura di Lorenzo Balbi e Andrea Bellini, promossa da MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna.
Prima retrospettiva in un’istituzione museale italiana dell’artista di origine croata Goran Trbuljak.
La mostra segue sul piano temporale la personale dell’artista allestita nel 2018 al Centre d’Art Contemporain Genève, cui si ricollega integrandone idealmente il percorso espositivo nel documentare le principali fasi dell’intera carriera.
Ingresso all’inaugurazione: gratuito
Info: www.mambo-bologna.org – www.artcity.bologna.it

sabato 26 gennaio

ore 10-18.30: Palazzo d’Accursio (Cortile d’Onore) – Piazza Maggiore 6
In occasione di ART CITY Bologna
“Eduard Habicher. Uni-Verso”
Apertura della mostra a cura di Gabriele Salvaterra.
Nel Cortile d’Onore di Palazzo d’Accursio compare “Uni-Verso”, una grande scultura di Eduard Habicher, protagonista di una personale in contemporanea alla Galleria Studio G7, costituita da putrelle in acciaio Ipe140 modellate quasi si trattasse di materia duttile e morbida.
Il colore rosso vivo ne sottolinea la grande forza ed emana energia. La struttura forma una grande semisfera dove il visitatore stesso può entrare sentendosi accolto da un abbraccio delicato e morbido.
Ingresso: gratuito
Info: www.artcity.bologna.it

domenica 27 gennaio

ore 17: Cantiere Modernissimo – via Rizzoli 1/2
In occasione di ART CITY Bologna
“Michele Spanghero. Again Anew. Before the film”
Inaugurazione della mostra a cura di Riccardo Costantini.
La Fondazione Cineteca di Bologna, in collaborazione con Cinemazero (Pordenone), propone un’installazione sonora site specific dell’artista Michele Spanghero.
Ingresso: gratuito
Info: www.cinetecadibologna.it – www.artcity.bologna.it

lunedì 28 gennaio

ore 18: Oratorio di San Filippo Neri – via Manzoni 5
In occasione di ART CITY Bologna
“Leandro Erlich. Collection de Nuages”
Inaugurazione della mostra curata da Maura Pozzati, promossa da Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna in collaborazione con Galleria Continua.
L’artista argentino Leadro Erlich presenta tre sculture di grandi dimensioni della serie dedicata alle “nuvole”, le quali dialogano con lo spazio magico dell’Oratorio, provocando lo stupore degli spettatori, che si trovano in un ambiente semioscuro improvvisamente illuminato dalla luce che proviene dall’interno delle opere stesse.
Ingresso: gratuito
Info: www.oratoriosanfilipponeri.com – www.artcity.bologna.it

martedì 29 gennaio

ore 10-16: Museo di Palazzo Poggi – via Zamboni 33
In occasione di ART CITY Bologna
“Christian Fogarolli. Stone of Madness”
Apertura della mostra.
L’intervento site specific di Christian Fogarolli scaturisce dall’interesse dell’artista per la profonda capacità umana di classificare e ordinare la conoscenza per meglio comprendere il mondo. “Stone of Madness” crea una connessione con le collezioni del museo e la sua funzione, ponendo degli interrogativi sulle modalità di approccio alla cura mentale attraverso i secoli fino alla contemporaneità, da vecchie credenze popolari a odierne soluzioni farmacologiche.
Installazione site specific a cura di Lorenzo Balbi promossa da MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna in collaborazione con SMA – Sistema Museale di Ateneo.
Ingresso: € 5,00 intero / € 3,00 ridotto
Info: www.sma.unibo.it/museopoggi – www.artcity.bologna.it

ore 11-19: Palazzo Bentivoglio – via del Borgo di San Pietro 1
In occasione di ART CITY Bologna
“Jacopo Benassi. Bologna Portraits”
Apertura della mostra a cura di Antonio Grulli.
Apre a Bologna un nuovo spazio espositivo dedicato a mostre temporanee ed eventi all’interno dei sotterranei di Palazzo Bentivoglio, nel cuore della città e vicino alla sua celebre zona universitaria. A inaugurare lo spazio è la mostra “Bologna Portraits” di Jacopo Benassi, che racconta il rapporto speciale dell’artista con il contesto cittadino.
“Bologna Portraits” raccoglie una selezione di fotografie realizzate dall’artista durante i suoi soggiorni bolognesi negli ultimi anni. Il corpus centrale delle opere è composto da una serie di ritratti di personalità legate alla città.
Ingresso: gratuito
Info: www.palazzobentivoglio.org – www.artcity.bologna.it

ore 18.30: Salone Banca di Bologna, Palazzo De’ Toschi – Piazza Minghetti 4/d
In occasione di ART CITY Bologna
“Geert Goiris. Terraforming Fantasies”
Inaugurazione della mostra.
Banca di Bologna continua il suo percorso dedicato all’arte contemporanea, ospitando la prima personale in Italia del fotografo e videomaker belga Geert Goiris a cura di Simone Menegoi e Barbara Meneghel.
Ingresso: gratuito
Info: https://eventi.bancadibologna.it/goiris/it/la-mostra/ – www.artcity.bologna.it

mercoledì 30 gennaio

ore 18: MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna (Sala delle Ciminiere) – via Don Minzoni 14
In occasione di ART CITY Bologna
“Mika Rottenberg”
Inaugurazione della mostra a cura di Lorenzo Balbi.
Prima personale in un’istituzione museale italiana di  Mika Rottenberg, l’artista di origine argentina cresciuta in Israele e oggi di base a New York, tra le principali protagoniste della scena contemporanea mondiale.
Rottenberg utilizza i diversi linguaggi del film, dell’installazione architettonica e della scultura per esplorare le idee di classe, lavoro, genere e valore attraverso immaginifici dispositivi visivi che illuminano le connessioni e i processi nascosti dietro economie globali apparentemente non correlate fra loro.
Ingresso all’inaugurazione: gratuito
Info: www.mambo-bologna.org – www.artcity.bologna.it

giovedì 31 gennaio

TRIPLA – via dell’Indipendenza 71 f/g/h
In occasione di ART CITY Bologna
“Rob Chavasse. Shutter”
Apertura della mostra a cura di Giovanni Rendina, promossa da Mahler & Lewitt Studios e The Sunday Painter.
L’artista britannico Rob Chavasse presenta “Shutter”, una nuova opera site specific nello spazio espositivo TRIPLA. La mostra consiste in un murale a grandezza naturale, stampato direttamente sulle pareti con una pistola a getto d’inchiostro. “Hackerando” la stampante, Chavasse si appropria delle sue funzioni per sovrapporre linee di informazioni e codificarle in un’immagine di grandi dimensioni che specula sul futuro commerciale delle vetrine dello spazio.
Mostra visibile 24 ore su 24.
Ingresso: gratuito
Info: www.spaziotripla.com – www.artcity.bologna.it

ore 10-20: VOXEL – via di Corticella 56
In occasione di ART CITY Bologna
“Alterazioni Video. Forza Uova”
Apertura della mostra a cura di Elisa Del Prete e Silvia Litardi, Promossa da NOS Visual Arts Production in collaborazione con Nosadella.due, Voxel Network e Pop Up Cinema Bologna.
“Forza Uova”, la prima mostra a Bologna di Alterazioni Videoi, è un’incursione inedita sulle ultime produzioni Turbo Film del collettivo italiano che si sviluppa come progetto diffuso in città, tra centro e periferia, proponendosi non soltanto come esperienza espositiva bensì come vera e propria immersione nella pratica artistica del collettivo.
Cuore della mostra diffusa è l’installazione “Forza Uova” creata appositamente per la sede speciale di VOXEL, dove video, sculture e oggetti di scena compongono un cluster delle ultime produzioni Turbo Film con un affondo ironico sul tema delle fake news, oggetto del loro ultimo “Guerra e Pace” girato a Mosca pochi mesi fa.
Ingresso: gratuito
Info: www.artcity.bologna.it

ore 19.30: Università degli Studi di Bologna – Scuola di Ingegneria e Architettura – viale del Risorgimento 2
In occasione di ART CITY Bologna
“Florian Hecker. SynAsTex Korrektur”
Esecuzione in prima assoluta di live eletronics per 9 canali dell’artista tedesco Florian Hecker, a cura di XING.
“SynAsTex Korrektur” è la composizione più recente di Hecker, uno dei massimi esponenti della computational music contemporanea. La Scuola di Ingegneria e Architettura dell’Università degli Studi di Bologna ospita la messa in opera di questo nuovo “teatro della percezione” dando vita al dialogo tra l’architettura severa del razionalismo italiano e la musica elettronica dell’artista tedesco
Ingresso: gratuito
Info: www.xing.it – www.artcity.bologna.it

PER I BAMBINI

sabato 26 gennaio

ore 15.30: Museo Archeologico – via dell’Archiginnasio 2
“Tutti in onda”
Visita e laboratorio per bambini da 5 a 11 anni dedicati alla mostra “Hokusai Hiroshige. Oltre l’onda”, a cura dei Servizi educativi Istituzione Bologna Musei.
Mentre i grandi visitano la mostra o partecipano alla conferenza, i piccoli si divertono in compagnia degli operatori del museo, scoprendo ogni volta nuove immagini, andando a caccia di dettagli e particolari sempre diversi da catturare e rielaborare in laboratorio, realizzando manufatti da portare a casa e collezionare.
Prenotazione obbligatoria allo 051 6496627 oppure mamboedu@comune.bologna.it.
Durata: 2 ore. L’attività parte con un minimo di 6 bambini.
Ingresso: € 5,00 a bambino + biglietto mostra (gratuito per minori di 6 anni, ridotto da 6 a 17 anni e famiglia)
Info: www.museibologna.it/archeologico

ore 16: Museo del Patrimonio Industriale – via della Beverara 123
“La favola della tecnologia”
Laboratorio per bambini da 4 a 6 anni.
Bico è un piccolo bruco che vuole imparare a volare. Per farlo scoprirà che la tecnologia può essergli di molto aiuto. Prima una catapulta costruita con semplici materiali e una ruota di un mulino fatta con le palette del gelato lo solleveranno senza però ancora farlo davvero volare.
Poi riuscirà a costruire un ascensore con materiali facilmente reperibili e infine, armato di nastro adesivo, filo di nylon e palloncini, fabbricherà un razzo con cui riuscirà a spiccare il volo!
Questo laboratorio interattivo, attraverso gli sforzi di Bico, avvicina i più piccoli al mondo della meccanica, illustrando come sono fatte macchine anche complesse e utilizzando materiali semplici per rendere possibile anche a casa la replica degli esperimenti proposti.
Prenotazione obbligatoria allo 051 6356611 (entro le ore 13 di venerdì 25 gennaio).
Ingresso: € 5,00 (gratuito per un accompagnatore adulto)
Info: www.museibologna.it/patrimonioindustriale

domenica 27 gennaio

ore 15.30 e 16.30: Museo Medievale – via Manzoni 4
“Un respiro a regola d’arte”
Nell’ambito della mostra “I volti del Buddha dal perduto Museo Indiano di Bologna”, visite animate per bambini da 4 a 6 anni (ore 15.30) e da 7 a 9 anni (ore 16.30) a cura di Angela Lezzi, RTI Senza Titolo S.r.l., ASTER S.r.l. e Tecnoscienza.
Un viaggio tra osservazione e narrazione che condurrà i partecipanti alla scoperta di pratiche e tradizioni dall’antica India. Da dove iniziare? Dalla cosa più semplice, dalla cosa più naturale…
Prenotazione obbligatoria allo 051 2193933 (lunedì ore 9-13, martedì e giovedì ore 12-16) (entro le ore 12 di venerdì 25 gennaio).
Ingresso: gratuito
Info: www.museibologna.it/arteantica

ore 16: Museo Archeologico – via dell’Archiginnasio 2
Nell’ambito del ciclo Al museo per gioco
“Viaggio lungo il Nilo”
Laboratorio per bambini da 8 a 11 anni, a cura degli archeologi della società Aster.
L’importanza del Nilo e delle sue piene, le divinità legate all’acqua come Sobek, il dio coccodrillo, e le attività che si svolgevano lungo il fiume: un viaggio alla scoperta di questo grande protagonista dell’antico Egitto. Al termine della visita realizzeremo insieme il modellino di un’imbarcazione.
Prenotazione obbligatoria sul sito del museo: www.museibologna.it/archeologico/eventi.
Ingresso: € 5,00 a bambino (gratuito per un accompagnatore adulto) fino ad esaurimento posti (max. 20)
Info: www.museibologna.it/archeologico

GLI ALTRI APPUNTAMENTI

venerdì 25 gennaio

ore 17: Palazzo d’Accursio (Sala Farnese) – Piazza Maggiore 6
In occasione della mostra Giovanni Paolo Bedini. Il fascino della spensieratezza 1844-1924
“Quadri da salotto. Fantasie borghesi nella pittura bolognese fin de siècle”
Incontro con Roberto Martorelli, Museo civico del Risorgimento, nell’ambito di “Dialoghi Culturali a Palazzo d’Accursio”, appuntamenti sull’arte e le sue declinazioni a cura dell’Associazione Bologna per le Arti.
Roberto Martorelli condurrà il pubblico in un viaggio nelle figure e nelle situazioni tipiche che animano e caratterizzano la pittura di Bedini: dame eleganti, prelati intenti alla lettura, madri affettuose, chiacchiere all’ombra di un albero.
Dopo l’Unità d’Italia i pittori scoprono nuovi soggetti da riprodurre, indirizzati dalle richieste della piccola e grande borghesia, la nuova società emergente. Nell’incontro viene proposto un repertorio di immagini e testi sulla Bologna (e non solo) di fine ‘800.
Ingresso: gratuito
Info: www.museibologna.it/risorgimento – www.bolognaperlearti.altervista.org

sabato 26 gennaio

ore 16: Museo Archeologico – via dell’Archiginnasio 2
Nell’ambito del ciclo Il mondo Fluttuante di Hokusai e Hiroshige: in viaggio tra passato e futuro
“Letteratura di viaggio di epoca Edo”
Conferenza di Cristian Pallone, Università degli Studi di Milano.
Il ciclo “Il mondo Fluttuante di Hokusai e Hiroshige: in viaggio tra passato e futuro” propone cinque incontri per conoscere il “mondo fluttuante” e la maestria di Hokusai ed Hiroshige e il loro profondo impatto sulla cultura giapponese e sull’arte dell’Occidente.
Ingresso: gratuito fino ad esaurimento posti
Info: www.museibologna.it/archeologico

domenica 27 gennaio

ore 10.30: Museo Medievale – via Manzoni 4
“I volti del Buddha dal perduto Museo Indiano di Bologna”
Visita guidata alla mostra con Paolo Cova, RTI Senza Titolo S.r.l., ASTER S.r.l. e Tecnoscienza.
Ingresso: biglietto museo (€ 5,00 intero / € 3,00 ridotto)
Info: www.museibologna.it/arteantica

ore 14 e ore 15.30: Museo Archeologico – via dell’Archiginnasio 2
In occasione della mostra HOKUSAI HIROSHIGE. Oltre l’onda. Capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston
“Laboratorio di ikebana: alla ricerca dell’armonia della Natura”
Con la maestra Yamaguchi Sachiko, a cura di Nipponica. Max 10 persone per turno (consigliato ad un pubblico adulto).
Il fascino di quest’arte risiede nella paradossale capacità di rendere visibile la vita – questo uno dei significati reconditi attribuibili all’ideogramma “ike” che compone il termine ikebana – utilizzando vegetali recisi che, quindi, della vita recano solo il riflesso. Sono essenziali l’armonia e la bellezza che scaturiscono dalla ricerca incessante di un equilibrio tra pieno e vuoto, tra la combinazione di forme e linee. Insegnata ed eseguita in silenzio, l’ikebana nacque intorno al VI secolo in Giappone come offerta religiosa nei templi buddhisti: per raggiungere uno stato di pace e concentrazione prima di iniziare una battaglia, il samurai eseguiva l’ikebana per purificare cuore e mente.
I partecipanti devono portare con sé un vaso aperto basso e largo (in alternativa un piatto fondo o una ciotola bassa vanno bene) e un paio di forbici.
Ingresso: € 5,00
Info e prenotazioni: www.oltrelonda.it/mostra-oltrelonda-eventi.html

ore 16: Museo del Patrimonio Industriale – via della Beverara 123
“La chimica in cucina” Laboratorio per adulti.
Una cucina non è così diversa da un laboratorio di chimica e mentre cuciniamo siamo dei veri e propri scienziati sperimentali: molecole, acidi, catene di polimeri e la ricetta è pronta.
Cucinare senza fiamma ed esplorare nuovi formati di cibi saranno i fili conduttori di un’attività in cui sarà impossibile non mettere le mani in pasta. Bon appetit!
Prenotazione obbligatoria allo 051 6356611 (entro le ore 13 di venerdì 25 gennaio).
Ingresso: biglietto museo (€ 5,00 intero / € 3,00 ridotto)
Info: www.museibologna.it/patrimonioindustriale

ore 16: Casa Morandi – via Fondazza 36
“Visita guidata a Casa Morandi”
Visita guidata alla dimora-studio dove il maestro bolognese ha vissuto e lavorato dal 1910 al 1964, a cura del Dipartimento educativo MAMbo. È visibile anche la mostra “Umberto Bonfini. Un dottore a Grizzana” in corso fino al 3 febbraio 2019.
Prenotazione obbligatoria allo 051 6496627 (mercoledì dalle 10 alle 17 e giovedì dalle 13 alle 17) oppure mamboedu@comune.bologna.it.
Ingresso museo: gratuito
Visita guidata: € 4,00. Per i possessori della Card Musei Metropolitani Bologna € 3,00
Info: www.mambo-bologna.org

mercoledì 30 gennaio

ore 17-19.30: Museo della Musica – Strada Maggiore 34
Nell’ambito della rassegna Il Mercato della Musica
“Dalla produzione al mastering: come si confeziona una canzone”
Pierfrancesco Pacoda incontra Maurizio Biancani, ingegnere del suono di Fonoprint.
Il trattamento acustico negli studi di registrazione, i vantaggi e gli svantaggi del sound digitale rispetto a quello analogico, il microfonaggio degli strumenti e la creazione del master audio.
“Il Mercato della Musica” è un ciclo di incontri organizzato dall’Ufficio Musica del Comune di Bologna in collaborazione con Bologna Welcome, con l’obiettivo di sviluppare l’imprenditorialità musicale e rafforzare le competenze gestionali e manageriali.
L’intero percorso è un viaggio e una guida all’interno del mercato musicale, attraverso la comprensione delle figure professionali che popolano un ambiente tanto complesso e delle attività indispensabili per creare e gestire un progetto.
Ingresso: gratuito fino ad esaurimento posti
Info: www.museibologna.it/musica

giovedì 31 gennaio

ore 17: Museo della Musica – Strada Maggiore 34

“Alla fine del viaggio”

Parole e musica sul pianoforte Pleyel di Gioachino Rossini con Rossana Dalmonte, Emanuela Marcante e Daniele Tonini, in occasione della mostra “Da Parigi a Bologna in viaggio con Liszt e Rossini” in corso presso la Biblitoeca di San Giorgio in Poggiale fino al 31 gennaio 2019. È il 1837 quando Franz Liszt e la sua compagna Marie d’Agoult arrivano in Italia, sedotti dalla consuetudine romantica del voyage en Italie di consolidata tradizione. Un viaggio che li porta nel corso del 1838, dopo la nascita a Como della seconda figlia Cosima (futura compagna di Richard Wagner) a spostarsi tra varie città: Milano, Venezia, Genova, Roma e Bologna, dove Listz ritrova Gioachino Rossini, già frequentato a Vienna, a Parigi e nei salotti milanesi, luogo d’incontro di alta borghesia e nobiltà, di letterati, artisti e politici.
A Milano troviamo da una parte il Maestro Rossini, circondato da giovani dilettanti “che si fanno onore di essere ammessi al suo cospetto”, dall’altra l’inquieto Liszt, incarnazione perfetta del pellegrino romantico di byroniana memoria, sedotto dall’arte e dalla cultura italiana, che accosterà Rossini a Tiziano riconoscendo in essi “due astri dai raggi simili”. Ma è proprio a Bologna che essi condivideranno due brevi ma intensi soggiorni.
È possibile prenotare i biglietti dal sito www.museibologna.it/musica.
Ingresso: gratuito fino ad esaurimento posti
Info: www.museibologna.it/musica

MOSTRE

Palazzo d’Accursio (Sala Farnese) – Piazza Maggiore 6

In occasione di ART CITY Bologna
“Massimo Kaufmann. Mille Fiate“, fino al 3 marzo 2019
Il progetto personale di Massimo Kaufmann (Milano, 1963), a cura di Giusi Affronti, realizzato con il patrocinio di DO UT DO e con il sostegno di Art Defender, presenta sei opere (olio su tela) di grande formato, installate all’interno della Sala Farnese, al secondo piano di Palazzo d’Accursio.
“Mille Fiate” si dispiega come una narrazione astratta lungo un’installazione di grandi tele allestite come quinte teatrali: è un invito a percepire le atmosfere del colore attraverso una imponente decorazione tattile in dialogo con gli affreschi del XVII secolo, opera della bottega di Carlo Cignani, che rappresentano episodi della storia della città.
Accompagnata dalle suggestioni della fisica epicurea, filtrate dalla lettura della poesia di Lucrezio nel “De Rerum Natura”, la pittura di Massimo Kaufmann indaga la ritmica del caos in una serie di opere dedicate al “Clinamen”, termine lucreziano che suggerisce l’indeterminatezza della materia e l’imponderabilità del caso.
I dittici, i trittici e i polittici in mostra evocano una concezione letteraria e sacrale della pittura; non a caso, il titolo della mostra è una citazione dal “Canzoniere” (“Rerum Vulgarium Fragmenta”) di Francesco Petrarca. Le sperimentazioni e le soluzioni compositive si moltiplicano in un allestimento aulico che ricostruisce uno spazio possibile dove l’invisibile non si configura come un’assenza ma diviene uno stato immaginario di immaterialità, uno stato di grazia dell’arte.
Nelle grandi tele di Kaufmann, apparentemente, non esiste paesaggio né narrazione. La maniera musicale, timbrica, del colore, scevra da simbolismi, assurge a strumento emotivo, empatico. Quasi come in un agone rituale, la pittura costituisce un medium epistemologico, un’opportunità di conoscenza, un mantra meditativo che scandisce la perdita di sé fino all’estasi, per aprirsi a una visione di scenari possibili. Lo spazio della pittura è pervaso da una trama di punti di colore – stesi letteralmente con il contagocce – che conduce lungo imprevedibili traiettorie di pura energia.
Massimo Kaufmann è autore di una pittura che nasce da lente sovrapposizioni di velature, dove l’azione si riduce ai minimi termini. Nessun dripping, bensì un dropping, goccia dopo goccia, meticoloso e paziente, nel quale la pittura è votata a un’esplorazione del fenomeno della trasparenza in tutte le sue gradazioni e variazioni.
Info: www.artcity.bologna.it

Porta San Donato – Piazza di Porta San Donato

In occasione di ART CITY Bologna
“Patrick Tuttofuoco. ZERO (Weak Fist)”, fino al 17 febbraio 2019
“ZERO (Weak Fist)” è un progetto dell’artista Patrick Tuttofuoco promosso dal Polo Museale dell’Emilia Romagna in collaborazione con il Comune di Rimini, l’Accademia di Belle Arti di Bologna, l’Istituto Italiano di Cultura di Berlino e XING, vincitore della prima edizione del bando Italian Council (2017), concorso ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo.
L’opera si sviluppa come un intervento transitante: una scultura luminosa mobile progettata per ricollocarsi in una serie di tappe. Dopo l’Arco di Augusto a Rimini – locus geografico di partenza per la sua struttura simbolica priva di barriere, che lo rende a tutti gli effetti un’architettura non di difesa ma di accoglienza – e il cortile dell’Ambasciata Italiana a Berlino “ZERO (Weak Fist)” arriva a Bologna, in Porta San Donato.
I luoghi scelti per le tre città hanno un carattere di reperto archeologico, quasi fossero rimasti immutati nel tempo (formalmente o idealmente).
A Bologna Porta San Donato è il punto di accesso al quartiere universitario, punto di irradiazione della ripresa medievale del diritto romano in tutta Europa: una parte di città attraversata da flussi multiculturali che disegnano ed evidenziano la dimensione internazionale di Bologna e la sua vocazione all’inclusione, che questo intervento di arte pubblica intende sottolineare.
“ZERO (Weak Fist)” ricerca le origini, acquisisce nuovi significati ed espande la portata del messaggio per la formazione di un patrimonio culturale comune.
“ZERO” è un segno. Nel linguaggio dei segni lo zero è espresso mostrando la mano chiusa con il pollice a contatto con la punta delle altre dita. Polisemicamente raccorda il gesto di un Doriforo disarmato ripreso dalla statuaria ellenistica e il rilascio sospeso tra tensione e rilassamento di un pugno semi-aperto, allusivo del fare umano e la sua vita activa.
“ZERO (Weak Fist)” è un’opera cangiante, visibile nella sua natura mediale durante la notte, che utilizza un simbolo allusivo, espresso come presenza al contempo gioiosa e incombente in connessione con le monumentalità differenti di Rimini, Berlino e Bologna. È un gesto non violento insinuato tra architetture forti che segna la persistenza di un pensiero critico.
Opera visibile 24 ore su 24.
Info: www.artcity.bologna.it

Casa Morandi – via Fondazza 36
“Umberto Bonfini. Un dottore a Grizzana. Dalla medicina alla fotografia”, fino al 3 febbraio 2019
La porta di Casa Morandi si apre all’incontro con la fotografia di Umberto Bonfini per il progetto espositivo a cura di Claudio Spottl. Un dialogo fra la raccolta atmosfera della casa-atelier in cui Giorgio Morandi visse e lavorò per lunghi decenni fino alla sua morte e una selezione di immagini tratte dall’archivio fotografico lasciato da Umberto Bonfini, medico condotto a Grizzana, che ristabilisce una vicinanza tra due figure accomunate da una frequentazione amichevole e un’affine sensibilità di pensiero.
Nato a Pisa nel 1918, Umberto Bonfini arriva a Grizzana alla fine degli anni quaranta per esercitare la sua professione di medico-chirurgo. Nel paese dell’appennino bolognese conosce Giorgio Morandi, e in seguito ne diventa grande estimatore. Successivamente si sposta a Lagaro, piccolo paese limitrofo a Grizzana, dove continua a esercitare la professione di medico e resterà fino alla sua scomparsa il 10 agosto 1980.
Le frequentazioni con Giorgio Morandi avvicinano Bonfini alla sua pittura inducendolo, sotto il suo influsso, a dipingere diverse tele. Ma l’arte di Morandi si rivela propedeutica soprattutto di quella che diventerà la sua vera cifra artistica: la fotografia. Egli, infatti, si interessa al mondo della fotografia solo dopo la morte di Morandi nel 1964, iniziando a ritrarre composizioni di oggetti ispirate alle nature morte del maestro bolognese, di cui a Casa Morandi si possono ammirare 14 esemplari realizzati negli anni sessanta.
Bonfini trova la sua definitiva espressione poetica nel registro del racconto fotografico, tecnica con la quale si narra una storia attraverso una breve sequenza di foto si narra una storia, e in cui associa estetica e contenuto tracciando una nuova strada della fotografia artistica.
La mostra allestita a Casa Morandi rende testimonianza della sua intensa produzione fotografica contestualizzandola attraverso l’esposizione di cataloghi e materiali documentari come ritratti, note biografiche e interviste.
Info: www.mambo-bologna.it

Museo Medievale – via Manzoni 4

“I volti del Buddha dal perduto Museo Indiano di Bologna”,
 fino al 28 aprile 2019
La mostra, a cura di Luca Villa, ricompone per la prima volta un’ampia parte delle raccolte appartenute al Museo Indiano di Bologna, oggi suddivise e conservate in tre diverse sedi: lo stesso Museo Civico Medievale, il Museo di Palazzo Poggi di Bologna e il Museo di Antropologia dell’Università di Padova.
L’esposizione consente di riscoprire un rilevante patrimonio di oggetti e fotografie che illustrano l’archeologia e l’arte buddhista asiatica al tempo in cui il Museo Indiano, noto anche come Museo d’Indologia e Museo di Etnografia Indiana Orientale, rimase aperto dal 1907 al 1935.
Il Museo Indiano, allestito nel Palazzo dell’Archiginnasio nelle sale oggi in uso alla Biblioteca, nacque per ospitare inizialmente la cospicua collezione di oggetti, fotografie e manoscritti acquisiti da Francesco Lorenzo Pullè (1850-1934), professore ordinario di Filologia Indoeuropea e Sanscrito dal 1899 alla Regia Università di Bologna, durante un viaggio compiuto nel 1902 in Vietnam, Ceylon, India e Pakistan in occasione della sua partecipazione al Congresso Internazionale degli Orientalisti ad Hanoi.
Lo studioso aveva in animo di creare un museo che rappresentasse non solo l’area geografica a cui dedicava da molti anni le sue ricerche, ma l’intero continente asiatico. Tuttavia, il suo obiettivo poté dirsi raggiunto solo quando il Comune e l’Università di Bologna, enti che avevano partecipato alla creazione del Museo Indiano, si impegnarono a incrementare la collezione originale con acquisti e prestiti temporanei.
Al momento dell’apertura, nelle stanze riservate al museo il pubblico poteva osservare fotografie e oggetti raccolti durante le tappe del viaggio di Pullè attraverso l’India britannica, acquistati allo scopo di illustrare gli aspetti peculiari della religione e della tradizione artistica e artigianale del subcontinente indiano, per come si erano manifestati nel corso dei secoli precedenti e per come apparivano nel presente.
L’allestimento, di cui abbiamo traccia grazie alla pianta del museo, conservata presso l’Archivio Storico Comunale di Bologna, comprendeva molte raffigurazioni di divinità del pantheon hindu e, rispetto ai musei dell’epoca, si distingueva per la presenza di una vasta raccolta di immagini che immortalavano le architetture templari dell’India, hindu, buddhiste e islamiche.
La vicenda del Museo Indiano si concluse definitivamente nel 1935 e due anni più tardi si redasse l’atto con cui le raccolte furono suddivise tra Comune e Università, che ne rimangono ancor oggi custodi, e la famiglia Pullè. Quest’ultima pochi anni dopo cedette almeno una parte della collezione pervenuta al figlio del professore, Giorgio, all’Università di Padova, dove Pullè aveva insegnato a lungo prima di passare all’Alma Mater.
Info: www.museibologna.it/arteantica

“Lodi per ogni ora. I corali francescani provenienti dalla Basilica di San Francesco”, fino al 17 marzo 2019
La mostra, realizzata nell’ambito del Festival Francescano, presenta una nutrita selezione dei vari cicli liturgici, realizzati tra il XIII e il XV secolo per la basilica bolognese di San Francesco, che attualmente fanno parte della ricca collezione di codici miniati del Museo Civico Medievale di Bologna. Tra questi si segnala la serie di preziosi graduali francescani riccamente miniati dal cosiddetto Maestro della Bibbia di Gerona, protagonista assoluto della decorazione libraria bolognese della fine del Duecento. Prossimi a questa anche la serie poco più tarda degli antifonari, anch’essi ampiamente decorati, ispirandosi in parte alle più antiche esperienze del Giotto assisiate, evidentemente filtrate in città attraverso lo stesso ordine dei frati minori. A queste prime serie di corali ne seguirono altre nel corso del Quattrocento, quando i frati minori si affidarono a vari miniatori coordinati dal bolognese Giovanni di Antonio, per decorare intorno al 1440-50 alcuni dei loro libri liturgici, anch’essi presentati in occasione della mostra.
Info: www.museibologna.it/arteantica

Collezioni Comunali d’Arte, Palazzo d’Accursio – Piazza Maggiore 6

“L’anima e il corpo. Immagini del sacro e del profano tra Medioevo ed Età Moderna”,
 fino al 24 febbraio 2019
I Musei Civici d’Arte Antica proseguono nell’impegno per la valorizzazione delle Collezioni Comunali d’Arte in concomitanza con i lavori di ripristino della copertura di Palazzo d’Accursio, la cui conclusione è prevista nella primavera 2019, promuovendo una nuova esposizione che ne rivisita l’ampio patrimonio permanente alla luce di un nuovo criterio tematico.
Dopo un primo riallestimento incentrato sulla nascita del gusto moderno tra ‘700 e ‘800, il nuovo ordinamento del percorso espositivo propone un tema fondamentale nella cultura figurativa occidentale, la rappresentazione del divino e della figura umana, indagandone l’evoluzione iconografica tra il XIII e il XVIII secolo.
L’esposizione, a cura di Silvia Battistini e Massimo Medica, ricompone alcune delle opere di maggiore rilevanza storico-artistica del museo – tra cui la ricca collezione di sculture e di dipinti medievali dei Primitivi; le preziose tavole di Francesco Francia, Amico Aspertini, Luca Signorelli e le tele di Prospero Fontana, Ludovico Carracci, Michele Desubleo, Guido Cagnacci, Donato Creti, Gaetano Gandolfi, Pelagio Palagi – ordinate secondo due linee di lettura che si alternano nelle sale espositive narrando, da un lato, l’essenza del divino, dall’altra, la vita e i sentimenti quotidiani.
I visitatori hanno così modo di comprendere come anche le più note raffigurazioni religiose e profane non siano rimaste uguali a se stesse nel corso dei secoli, ma abbiano accompagnato il rinnovamento del linguaggio artistico, riverberando il dibattito sulla raffigurazione del corpo umano nel mutare del clima sociale e religioso europeo.
Se il Medioevo ricorre alla rappresentazione del corpo per dare un’identità alla dimensione religiosa nelle sue differenti manifestazioni (Padre Eterno, Cristo, la Vergine, i santi), nel Rinascimento il corpo rappresentato in modo naturalistico diviene fondamentale per dare un volto alla santità e facilitare la divulgazione della dottrina cattolica.
Info: www.museibologna.it/arteantica

Museo del Risorgimento – Piazza Carducci 5

“Guerra illustrata, guerra vissuta. La Grande Guerra a Bologna tra storia e memoria”
, fino al 27 gennaio 2019
A cento anni dalla fine del primo conflitto mondiale, la mostra presenta i risultati del progetto “La Grande Guerra a Bologna tra Storia e Memoria” finalizzato all’implementazione del portale www.storiaememoriadibologna.it per creare e rendere accessibile, in forma unitaria, una memoria collettiva, cittadina e nazionale sugli avvenimenti legati al primo conflitto mondiale, con particolare riferimento alla memoria dei caduti bolognesi.
L’iniziativa, a cura di Mirtide Gavelli e Roberto Martorelli, intende porsi come un momento di conoscenza e promozione del lavoro di digitalizzazione di fonti documentarie e memorialistiche di diversa natura svolto tra il 2015 e il 2018, attraverso l’esposizione al pubblico di alcuni dei più rilevanti documenti appartenenti a un patrimonio ancora poco conosciuto e in alcuni casi del tutto inedito.
Sulle pareti della sala mostre una selezione di manifesti di propaganda dei prestiti nazionali, recentemente restaurati, rievocano ciò che i nostri antenati potevano vedere sui muri di Bologna e delle altre città italiane ed europee: una propaganda massiccia, multiforme, capillare, perché ogni cittadino senza distinzione di età e condizione sociale, si sentisse “fronte interno” e si comportasse come tale, contribuendo, secondo le sue possibilità, alla vittoria finale.
Nelle vetrine sono esposti documenti e cimeli originali relativi alla città di Bologna, normalmente non visibili al pubblico, che l’implementazione del portale ha permesso di fare conoscere e contestualizzare, riproducendone le immagini e raccontandone la storia. Tra questi, documenti e fotografie provenienti da archivi pubblici e privati, compresi quelli donati dalle famiglie di Nazario Sauro ed altri eroi della Guerra; memorie del “Pantheon dei caduti illustri” creato all’interno della scuola Laura Bassi negli anni del conflitto; documenti dell’Ufficio per notizie alle famiglie dei militari, la grande esperienza prima bolognese poi nazionale di volontariato femminile; i numerosi ritratti dei caduti rinvenuti nel corso dei lavori.
Attraverso un codice QR, con uno smartphone è inoltre possibile accedere a tutte le notizie e agli approfondimenti contenuti nel portale: la sala dispone infatti di accesso gratuito wireless e il portale stesso è visualizzabile da tutti i device. La valenza fortemente didattica e divulgativa del progetto che si rivolge non solo a un pubblico giovane è testimoniata dalla presenza in mostra di un totem che consente di esplorare la ricostruzione virtuale in 3D del grandioso Lapidario della Basilica di Santo Stefano, così come si presentava nell’anno dell’inaugurazione (1925): con i nomi dei 2.536 caduti della città di Bologna incisi nelle 64 lapidi poste all’interno del chiostro.
Info: www.museibologna.it/risorgimento

Museo Archeologico – via dell’Archiginnasio 2

“HOKUSAI HIROSHIGE. Oltre l’onda. Capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston”
, fino al 3 marzo 2019
Il Museo Civico Archeologico ospita le opere dei due più grandi Maestri del “Mondo Fluttuante”: Katsushika Hokusai (1760-1849) e Utagawa Hiroshige (1797-1858).
La mostra espone, per la prima volta in Italia, una selezione straordinaria di circa 150 opere provenienti dal Museum of Fine Arts di Boston.
Il progetto, suddiviso in 6 sezioni tematiche, curato da Rossella Menegazzo con Sarah E. Thompson, è una produzione MondoMostre Skira con Ales S.p.A Arte Lavoro e Servizi in collaborazione con il Museum of Fine Arts di Boston, promosso dal Comune di Bologna | Istituzione Bologna Musei e patrocinato dall’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone, dall’Ambasciata del Giappone in Italia e dall’Università degli Studi di Milano.
Gli anni trenta dell’Ottocento segnarono l’apice della produzione ukiyoe nota come “immagini del Mondo Fluttuante”. In quel periodo furono realizzate le serie silografiche più importanti a firma dei maestri che si confermarono – qualche decennio più tardi con l’apertura del Paese – come i più grandi nomi dell’arte giapponese in Occidente.
Tra questi spiccò da subito Hokusai, artista e personalità fuori dalle righe che seppe rappresentare con forza, drammaticità e sinteticità insieme i luoghi e i volti, oltre che il carattere e le credenze della società del suo tempo. Egli è considerato uno dei più raffinati rappresentanti del filone pittorico dell’ukiyoe. Nei suoi dipinti su rotolo, ma soprattutto attraverso le sue silografie policrome, l’artista seppe interpretare in modo nuovo il mondo in cui viveva, con linee libere e veloci, un uso sapiente del colore e in particolare del blu di Prussia, da poco importato in Giappone, traendo spunto sia dalla pittura tradizionale autoctona sia dalle tecniche dell’arte occidentale.
Più giovane di circa vent’anni rispetto a Hokusai, Hiroshige divenne un nome celebre della pittura ukiyoe poco dopo l’uscita delle “Trentasei vedute del monte Fuji” del maestro grazie a una serie, nello stesso formato orizzontale, che illustrava la grande via che collegava Edo (l’antico nome di Tokyo) a Kyoto. Si trattava delle “Cinquantatré stazioni di posta del Tōkaidō”, conosciute come “Hōeidō Tōkaidō” dal nome dell’editore che lanciò verso il successo Hiroshige. Da allora l’artista lavorò ripetutamente su questo stesso soggetto, producendo decine di serie diverse fino agli anni cinquanta. La qualità delle illustrazioni di paesaggio e vedute del Giappone, la varietà degli elementi stagionali e atmosferici – nevi, piogge, nebbie, chiarori di luna – che Hiroshige seppe descrivere facendoli percepire in modo quasi sensoriale gli valse il titolo di “maestro della pioggia e della neve”.
Info: www.museibologna.it/archeologico

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna – via Don Minzoni 14

“VHS +. Video/animazione/televisione e/o indipendenza/addestramento tecnico/controllo produttivo 1995/2000”, fino al 17 febbraio 2019
Nello spazio espositivo della Project Room, vocato alla riscoperta di alcuni degli episodi artistici più stimolanti e innovativi originati in ambito artistico bolognese e regionale, il MAMbo presenta “VHS +”.
Il progetto espositivo, nato da un’idea di Saul Saguatti (Basmati Film) e Lucio Apolito (Opificio Ciclope) con la curatela di Silvia Grandi e realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Arti dell’Università di Bologna, si configura come un dispositivo di pulsazioni audio-visive che nascono dall’ibridazione di differenti linguaggi, formati e pratiche di comunicazione video sperimentata in Italia tra il 1995 e i l 2000, raccontando il sogno elettronico di una stagione in cammino tra l’analogico e il digitale.
La produzione del periodo esorbita dall’autorialità individuale per estendersi a una dimensione collettiva, costituendosi in gruppi indipendenti di ricerca media-culturali che diventano veri e propri marchi, come Opificio Ciclope, Fluid Video Crew, Ogino Knauss, Otolab e Sun Wu Kung di cui la mostra documenta i peculiari approcci espressivi. In un mondo ancora senza bacheche, chat, social media e YouTube, questi laboratori pionieristici hanno materialmente costruito schermi di proiezione nelle loro rispettive residenze – Link Project a Bologna, Forte Prenestino a Roma, CPA ExLonginotti a Firenze, Garigliano e Pergola a Milano – sviluppando fucine creative sintonizzate con le coeve sperimentazioni più avanzate a livello europeo.
“VHS +” trova un’estensione on-line nel sito www.vhsplus.it, in cui sono consultabili materiali d’archivio e di approfondimento.
La mostra si avvale della sponsorizzazione tecnica di Eurovideo che ha concesso le forniture strumentali per l’allestimento impianto audio-video.
Info: www.mambo-bologna.org

Museo del Patrimonio Industriale – via della Beverara 123

“Scultura e Impresa. Mostra personale dello scultore Michele D’Aniello”
, fino al 27 gennaio 2019
Il progetto “Scultura e Impresa”, nato nel 2008 da un’idea dello scultore Michele D’Aniello, annovera ad oggi circa 80 aziende, nazionali ed internazionali, che in questi anni, con entusiasmo, hanno accolto e aderito al progetto positivo e innovativo di arte contemporanea.
Ciò che la mostra presenta è il valore della bellezza e dell’ingegno, della tenacia e del coraggio; è la storia dei valori e il suo motto è riassunto in queste poche parole: “La forma dei Valori, i Valori della Forma”, da sempre filo conduttore di Scultura e Impresa e di tutta l’arte di D’Aniello.
“Scultura e Impresa” si svolge con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Bologna, del Comune di Pianoro e di Unindustria Bologna.
Info: www.museibologna.it/patrimonioindustriale