L’AGENDA DEL GIORNO “QUESTO” – ALFREDINO E SAMIR (di Stefania Chiarioni)

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Il 14 settembre 2019 è il 257° giorno dell’anno e la Chiesa ricorda Esaltazione della Santa Croce. A Bologna, il sole sorge alle 6,56 e tramonta alle 19,24.
Il 14 settembre 2000, con il “Grande Fratello” debutta in Italia il “reality show”. Dieci persone vivranno per 99 giorni in una casa spiati da telecamere e microfoni 24 ore su 24. La prima edizione è condotta da Daria Bignardi.
L’ideatore del format è Johannes Hendrikus Hubert De Mol (1955). E’ il fondatore della società di produzione internazionale Joop van den Ende TV-Producties, poi rinominata Endemol. De Mol è l’ideatore della maggior parte dei format e reality show esportati in tutto il mondo. Dal 1999 si sono alternati migliaia di concorrenti in quasi 200 case di 38 nazioni. La prima edizione fu mandata in onda nel 1999.
I reality show, con l’esposizione della quotidianità dei concorrenti agli occhi del pubblico, non nascono con la TV, ma hanno un antenato negli zoo umani, in voga a partire dalla seconda metà dell’800. Allora, ad attirare milioni di visitatori, curiosi di osservare la “vita in diretta”, era l’esposizione di popolazioni esotiche come samoani o nubiani e non quella d’individui della porta accanto. E il successo fu tale che tra il 1877 e il 1912, solo al Jardin Zoologique d’Acclimatation di Parigi, si tennero circa 30 mostre etnologiche.
Il Grande Fratello si ispira all’omonimo del personaggio del romanzo “1984” di George Orwell, leader dello stato totalitario di Oceania che, attraverso le telecamere, sorveglia costantemente e reprime il libero arbitrio dei suoi cittadini.
Il successo del format è dovuto al fatto che il programma offre una vicinanza senza precedenti alla vita di altre persone. Chi guarda ha quasi l’illusione di poter interagire con gli inquilini della casa.
In Italia, il primo vero reality show con una diretta di quasi 2 giorni consecutivi a reti unificate, fu la tragedia di Vermicino. Alfredino Rampi, un bambino di 6 anni, scivolò in un pozzo artesiano. Nessuno fu in grado di salvarlo nonostante i gesti ai limiti dell’eroismo. La vicenda toccò l’intero paese e inchiodò milioni di persone davanti alla TV. Era il 10 giugno 1981. Durante quella lunga notte l’Italia era un corpo unico, milioni di occhi speranzosi di vedere Alfredino risalire. Milioni di anime unite da un unico e solo obiettivo: salvare la vita di un bambino. E se invece che Alfredino si fosse chiamato Samir?