L’AGENDA DEL GIORNO “QUESTO” – DA QUALCHE PARTE STA SORGENDO IL SOLE (di Stefania Chiarioni)

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Il 4 ottobre 2019 è il 277 giorno dell’anno e la Chiesa ricorda San Francesco d’Assisi (patrono d’Italia) e San Petronio. A Bologna, il sole sorge alle 7,20 e tramonta alle 18,47. La luna è al primo quarto. Giornata della pace, della fratellanza e del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse.
Il 4 ottobre 1582, entra in vigore il Calendario Gregoriano ideato da Luigi Lilio per papa Gregorio XIII: per recuperare il ritardo accumulato nei secoli si salteranno 10 giorni e domani sarà il 15 ottobre anziché il 5. I giorni compresi tra il 5 e il 14 ottobre furono letteralmente cancellati dal calendario. Il 1582 durò di fatto 10 giorni in meno. Questo lasso di tempo fu dichiarato non esistente proprio da papa Gregorio XIII, che con questa riforma, voleva superare lo sfasamento tra il calendario giuliano, introdotto da Giulio Cesare nel 46 a.C. e utilizzato fino ad allora, e l’andamento dell’anno solare, nei confronti dei quali si era, in quel momento, in ritardo. L’anno solare, infatti, dura precisamente 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi e non soltanto 365 giorni: il non aver tenuto conto, per secoli, di questo “scarto”, aveva fatto cadere l’equinozio di primavera, così come segnato dalle meridiane, l’11 marzo, 10 giorni prima di quanto previsto dal calendario. E di conseguenza anche la data stabilita per la Pasqua, che cade la domenica successiva alla prima luna piena di primavera, sballava. Dapprima entrò in vigore nei l paesi cattolici come l’Italia, Spagna e Portogallo, ora, il calendario gregoriano, per la sua praticità, è in uso in gran parte del mondo, con alcune eccezioni. Gli Amondawa, una popolazione che vive in una remota foresta dello stato brasiliano di Rodonia, venuta per la prima volta a contatto con l’esterno nel 1986, sembra non possedere una nozione astratta di tempo. Come molte tribù amazzoniche, gli Amondawa ricorrono, per le loro attività quotidiane, a un numero molto ristretto di vocaboli che comprende appena 4 numeri. Orologi e calendari sono strumenti sconosciuti, e la giornata è scandita dalla posizione del sole nel cielo. Non ci sono termini che indichino mesi o anni e i periodi di tempo più lunghi, sono indicati come suddivisioni delle stagioni secche o piovose. Nessuno celebra i compleanni: la transizione da un momento all’altro della vita, è indicata da un cambio di nome e l’età corrisponde a un diverso status sociale all’interno della comunità. In questo contesto, il concetto di tempo, come entità astratta, non esiste. Invitati a tradurre la parola portoghese tempo, gli Amondawa rispondono Kuara, sole. Sono loro quelli strani? Probabilmente no, infatti, alla fine dei conti, l’intera popolazione del globo dipende dal sole, che, da qualche parte, sta sempre sorgendo.