L’AGENDA DEL GIORNO “QUESTO” (di Stefania Chiarioni) – DIETRO A UN GRANDE UOMO…

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Il 5 settembre 2019 è il 248° giorno dell’anno e la Chiesa ricorda Santa Teresa di Calcutta e San Quinto. Il sole sorge alle 6,38 e tramonta alle 19,35. La luna è al primo quarto. Giornata internazionale della beneficenza.

Il 5 settembre 1908, al Castello del Valentino di Torino, Emma Strada ottiene a pieni voti la laurea in ingegneria. E’ la prima donna a laurearsi ingegnere in un’università italiana. Aveva 24 anni, si è laureata a pieni voti, arrivando terza su 62 iscritti. Dopo quel traguardo, oltre a collaborare con l’Università, entra a far parte del mondo del lavoro curando diversi progetti tra i quali lo scavo di una miniera d’oro, nei pressi di Macugnaga (BI), un sistema per la fabbricazione di gas, utilizzando il butano e il propano, considerati sottoprodotti di scarto delle raffinerie di petrolio. Ma l’ingegner Strada, oltre ad essere un’ottima professionista, cosa che le avrebbe fatto onore, pensando che, sebbene proveniente da un intorno illuminato e progressista, si muoveva comunque in un mondo di maschi, in cui le donne erano guardate con diffidenza e sarcasmo. Nel 1957 fu tra le fondatrici di A.I.D.I.A., l’Associazione Italiane Donne Ingegnere e Architetto.
In tutti i secoli, e in ogni parte del pianeta, le donne hanno dovuto lottare, e ancora lottano, per ottenere il diritto all’istruzione. Nonostante le difficoltà, nel 1900, in Italia, erano 250 le donne iscritte all’università, mentre nel 1901, quasi la metà della popolazione era analfabeta, le donne in misura maggiore rispetto agli uomini. Ma sono state proprio le donne ad alfabetizzare gli uomini italiani in quanto più di 60.000 maestre iniziarono a diffondere la grammatica e l’aritmetica. Nel ’26 il regime fascista iniziò ad ostacolare l’istruzione femminile: le donne furono escluse dall’insegnamento dell’italiano, del latino, del greco, della storia e della filosofia nei licei. Nel ’29 il governo di Mussolini aumentò mediamente del 40% l’importo delle tasse scolastiche per le studentesse delle scuole medie e l’università. Le donne non demorsero, anzi la scolarità femminile aumentò costantemente fino a raggiungere un dato importante ai giorni nostri: il numero delle donne laureate è maggiore rispetto a quello degli uomini laureati.
Sovente si dice: “ Dietro a un grande uomo c’è sempre una donna “, ma, visti i risultati, la frase potrebbe essere modificata in questo modo: “ Dietro a una grande donna non c’è nessuno”.