L’AGENDA DEL GIORNO “QUESTO” – DIE HARD O DURI A MORIRE? (di Stefania Chiarioni)

0
101

Il 9 settembre 2019 è il 252° giorno dell’anno e la Chiesa ricorda San Pietro Claver. Il sole sorge alle 6,42 e tramonta alle 19,28. La luna è gibbosa crescente.
Il 9 settembre 1947, indagando sul malfunzionamento di un computer militare, la tenente americana Grace Hopper trova una falena incastrata tra i circuiti: è il primo “bug informatico”. Sebbene il termine fosse già in uso per indicare genericamente un problema tecnico, da questo evento diventa usuale utilizzarlo in informatica. Nel 1878 Thomas Alva Edison, il famoso inventore americano, in una lettera parlò dei bug per descrivere i difetti sopraggiunti durante le sue invenzioni.
Molti dei termini che si usano nella lingua italiana, soprattutto in ambito tecnologico, nella maggior parte dei casi, sono in inglese: file-documento, feedback-riscontro, font-carattere tipografico, spam-posta indesiderata, wireless-senza fili, avatar-identità fittizia, like-mi piace, computer-elaboratore, ecc. Nonostante il costante arricchimento lessicologico, l’italiano continua a mantenere alcune forme arcaiche tra le quali numerosi modi di dire.
“Fare fiasco” – Il modo di dire è legato a un episodio avvenuto in un teatro di Firenze, dove un famoso artista era solito esibirsi con particolari smorfie e facce divertenti nei confronti di alcuni oggetti. Una sera decise di portare sul palco un fiasco da vino. Invece di divertirsi il pubblico si annoiò e cominciò a fischiarlo. Da allora il modo di dire viene utilizzato quando si va del tutto contro le aspettative.
“Piantare in asso” – Secondo il mito greco di Teseo e il Minotauro, l’uomo, una volta riuscito a liberarsi dal labirinto, avrebbe abbandonato l’amata Arianna lasciandola da sola nell’isola greca di Nasso. Con il passare degli anni la parola Nasso ha perso l’iniziale, venendosi così a formare il famoso detto.
“A bizzeffe” – E’ un modo di dire molto comune nella lingua italiana e viene utilizzato per indicare “una grande quantità”. L’origine va individuata nella parola araba “bizzaf” che significa “molto”, ed è stata italianizzata con il termine bizzeffe.
“Capro espiatorio” – Il modo di dire ha probabilmente origine da un’usanza ebraica. In un determinato giorno, per espiare tutti i peccati, venivano scelti due capri: al primo, caricato di tutti i peccati, veniva tagliata la gola, mentre il secondo veniva liberato.
“Fare il portoghese” – Nel 18° secolo, a Roma, l’ambasciata del Portogallo, organizzò una festa senza inviti né biglietti. I cittadini lusitani che entravano dovevano semplicemente dire di essere portoghesi. Ovviamente altri s’intrufolarono dichiarandosi portoghesi.
Potrebbero essere citati numerosi altri esempi di modi di dire che hanno origine da fatti accaduti in tempi remoti, e ancora, nonostante l’itanglese incombente, continuano a resistere. Sebbene si tratti di sfumature di un contesto molto ampio e complesso, ma di spessore, l’essenza rimane per sempre (die hard), forse.