L’AGENDA DEL GIORNO “QUESTO” – EVA E DIABOLIK, UNA COPPIA SENZA TEMPO (di Stefania Chiarioni)

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L’1 novembre 2019 è il 305° giorno dell’anno e la Chiesa ricorda tutti i Santi. A Bologna, il sole sorge alle 6,50 e tramonta alle 17,06. La durata del giorno è di 10 ore e 16 minuti. La luna è crescente.

L’1 novembre 1962 viene pubblicato “Il re del terrore”, il primo numero del fumetto Diabolik, ideato e realizzato da Angela e Luciana Giussani, che, per l’occasione hanno anche inventato il nuovo formato tascabile da 12 per 7 centimetri. Angela Giussani, moglie dell’editore Gino Sansoni, all’interno della casa editrice del marito, l’Astoria, ne aveva creata una propria che aveva battezzato “Astorina”. La Giussani intuì che la realizzazione di un formato tascabile, di facile lettura, fosse un’idea vincente. Lo fece osservando i pendolari che in stazione aspettavano il treno e, una volta a bordo, leggevano, soprattutto romanzi gialli. Il racconto, sempre per la Giussani, doveva essere di breve durata, ma coinvolgente. Si ispirò per questo anche al personaggio di Fantomas. Il secondo colpo di genio delle Giussani fu l’ideazione di Eva Kant. Una donna diversa da tutte le altre eroine che l’avevano preceduta. Bionda, bellissima, occhi verdi, la compagna del “re del terrore”, apparve, per la prima volta, nell’episodio “L’arresto di Diabolik”. Lady Kant, vedova di Lord Antony Kant, ambasciatore del Sudafrica, morto in circostanze misteriose e sospette. Eva si presenta al nuovo compagno come una donna pericolosa con trascorsi di avventuriera e spia industriale. Appare fredda e determinata come Diabolik, ma dotata di una sensualità raffinata e misteriosa, antitetica a ogni volgarità. Le Giussani si sono ispirate alla bellezza della principessa Grace di Monaco, il cognome, invece, deriva dalla passione di una delle due sorelle per il filosofo omonimo.
Diabolik ed Eva Kant, una coppia che continua a resistere, un’unione solida che non teme gli effetti del tempo, che si basa soprattutto su un’intesa perfetta ed equilibrata dove ognuno occupa il proprio spazio senza mai sconfinare in quello altrui.