L’AGENDA DEL GIORNO “QUESTO” – GLI OTTOMILA, A VOLTE, NON PERDONANO (di Stefania Chiarioni)

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Il 16 ottobre 2019 è il 289° giorno dell’anno e la Chiesa ricorda San Gerardo Maiella, Santa Edvige e Santa Margherita Maria Alcoque. A Bologna, il sole sorge alle 7,29 e tramonta alle 18,29. La luna è gibbosa calante. Giornata internazionale dell’alimentazione.

Il 16 ottobre 1984 Reinhold Messner diventa il re delle 14 vette oltre gli 8000 metri con la conquista del Lhotse in Nepal. Alpinista e scrittore, Messner è nato il 17 settembre 1944 a Bressanone, secondogenito di nove fratelli. Dopo gli studi di geometra e la frequentazione dell’università di Padova, ha iniziato giovanissimo la sua attività di scalatore, divenendo noto negli anni Sessanta per una serie di rischiose ascensioni solitarie .Tra le 3500 scalate da lui effettuate, circa 100 sono prime assolute, aprendo itinerari nuovi, d’inverno e in solitaria (alcuni non ancora ripetuti) e limitando al minimo indispensabile l’uso di mezzi artificiali. Meno nota della sua lista d’imprese è invece la polemica drammatica che lo vide protagonista per molti anni, riguardante la misteriosa morte del fratello Gunther. Il 27 giugno 1970 si diressero verso la vetta del Nanga in Pakistan, la raggiunsero, ma Gunther era molto provato. Cominciava a soffrire di attacchi di mal di montagna, tentarono un bivacco, ma le condizioni di Gunther non miglioravano e non si poteva aspettare oltre. La cordata di appoggio avrebbe impiegato troppo tempo per arrivare. Il versante da cui erano saliti era noto come versante di Rupal, le cui difficoltà tecniche erano molto elevate e Reinhold lo riteneva impossibile da ridiscendere con il fratello sofferente. Decise di scendere dal versante opposto chiamato Diamir e fono ad allora inesplorato. Gunther era dietro al fratello di circa 150 metri. Alla fine della discesa, dopo 3 giorni di stenti, Reinhold si accorse che Gunther non era più dietro di lui, sembrava svanito nel nulla. Reinhold lo cercò per giorni, le ricerche gli costarono sette dita dei piedi. Gli contestarono di non aver atteso i soccorsi in vetta. Addirittura due membri di quella stessa spedizione pubblicarono un libro in cui accusavano apertamente Reinhold della morte del fratello. Nel 2006 fu ritrovato un corpo su quella vetta, era quello di Gunther. Il ritrovamento nella posizione dichiarata da Reinhold, confermava pienamente la versione di Reinhold e cioè che non aveva abbandonato il fratello.
E’ nota l’insana abitudine di tirare le somme senza avere una lista completa di tutti i dati. Anche nelle tragedie, come quella dei Messner, si tende a puntare il dito, ad incolpare perdendo di vista ciò che la tragedia comporta realmente.