L’AGENDA DEL GIORNO “QUESTO” – IL FASCINO DEL TEMPO (di Stefania Chiarioni)

0
101

Il 13 ottobre 2019 è il 286° giorno dell’anno e la Chiesa ricorda San Teofilo di Antiochia. A Bologna, il sole sorge alle 7,31 e tramonta alle 18,31. La luna è piena. Giornata mondiale per la risoluzione dei disastri.

Il 13 ottobre 1884, la Conferenza Internazionale dei Meridiani in corso a Washington, vota a favore dell’istituzione del meridiano di Greenwich come riferimento per il calcolo della latitudine e dei fusi orari. Al voto hanno partecipato 41 delegati in rappresentanza di 25 paesi.
A Londra una linea di ferro simile ad un binario situata in prossimità dell’osservatorio astronomico di Greenwich, indica il punto i cui passa il meridiano zero. Il Royal Observatory Greenwich è situato in una collina del Greenwich’s Park, a Londra. Si decise infatti di confermare il meridiano di Greenwich come meridiano zero proprio per l’importanza che il Royal Observatory Greenwich ha avuto fin dal 1675. Prima del 1884, orari e misure non erano uguali per tutti. Paesi diversi avevano orari diversi e, addirittura, anche all’interno di ogni stessa nazione, ogni città o regione aveva la sua ora, basata soprattutto sull’osservazione del sole. Durante la conferenza di Washington si introdusse il sistema dei fusi orari, scegliendo come primo fuso quello di Greenwich. A est dello stesso ci sarebbero stati 12 fusi orari con orario crescente, mentre ad ovest, 12 con orario decrescente.
Gli esperti stanno però pensando ad un nuovo modo di misurare il tempo. Steve Hauke, professore di economia , e Dick Henry, professore di fisica e astronomia, della Johns Hopkins University, ritengono si dovrebbe adottare un fuso orario mondiale unico, rendendolo indipendente dal sole. In tal modo, esisterebbe un orario unico per tutto il pianeta che semplificherebbe il commercio, le comunicazioni, i trasporti, ecc. Però ad uno stesso orario corrisponderebbero momenti della giornata diversi nelle varie parti della terra e bisognerebbe, quindi, cambiare le abitudini culturali d’interpretare in modo diverso il tempo. Infatti, da qualche parte nel mondo, alle 7 qualcuno si sveglierebbe, mentre qualcun altro starebbe pranzando e qualcun altro ancora starebbe cenando. Il tempo non avrebbe più nessuna relazione con le azioni che compiamo quotidianamente, non avrebbe più nessun legame con la posizione del sole e gli stessi concetti di notte e giorno perderebbero il loro significato. Al polso di 7 miliardi di persone, l’orologio indicherebbe la stessa ora, facile pensarlo, utopico metterlo in atto, poiché si snaturerebbe l’umana percezione del tempo che scorre. Buio e luce non avrebbero più lo stesso significato, ma soprattutto si perderebbe un altro spicchio di diversità tra popoli che, invece, rende il mondo un posto così pieno di fascino.