L’AGENDA DEL GIORNO “QUESTO” – IL MISTERO DEL “QWERTY” (di Stefania Chiarioni)

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QWERTY

Il 21 ottobre 2019 è il 294° giorno dell’anno e la Chiesa ricorda Sant’Orsola. A Bologna, il sole sorge alle 7,41 e tramonta alle 18,18. La luna è all’ultimo quarto.

Il 21 ottobre 1918, Margaret Benedict Owen fissa il record mondiale di velocità alla macchina da scrivere: la dattilografa di New York digita 170 parole in un minuto su una macchina manuale. La dattilografia (dal greco dactylos=dita e graphia=scrittura) è la tecnica e la pratica della scrittura mediante l’uso di macchina per scrivere (o più in generale di una tastiera). E’ anche una disciplina professionale che ha avuto una grande evoluzione ed è entrata in ogni settore, in ogni lavoro d’ufficio e spesso, negli scorsi decenni, in associazione alla stenografia, al calcolo a macchina, alle tecniche della duplicazione ed alla contabilità meccanizzata.

Le lettere sulla tastiera sono disposte in un determinato modo, si chiama QWERTY. Il nome deriva dalle prime sei lettere che compaiono sulla riga superiore, che lette così non sembrano avere molto senso. Il motivo per cui sono disposte in questo modo lo si attribuisce all’intuizione di Christopher Sholes (1819 – 1890), inventore della macchina da scrivere, che dopo innumerevoli studi, ha optato per questo stile. Molti, nel corso degli anni hanno provato a progettare qualcosa di meglio. Dvorak nel 1936 ha ideato un layout di tasti con l’obiettivo di far muovere meno le dita, facendo al tempo stesso aumentare la velocità e diminuire lo stress. Coleman, nel 2006, progettò una tastiera più ergonomica, Capewell, in seguito, migliorò il tentativo di Coleman.
Nonostante tutto, la maggior parte delle tastiere appartengono allo stile QWERTY. Perché Sholes ha inventato proprio questo stile che, comunque rallenta la velocità di battitura? Sholes ha fatto in modo che la velocità raggiungibile non fosse troppo elevata per evitare che il suo prodotto, ossia la macchina da scrivere, si inceppasse facilmente. Chi va piano, va sano e lontano.