L’AGENDA DEL GIORNO “QUESTO” – ITALIA, PAESE DI SANTI, POETI, NAVIGATORI E “VERI” COMUNICATORI (di Stefania Chiarioni)

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Il 19 settembre 2019 è il 262° giorno dell’anno e la Chiesa ricorda San Gennaro. A Bologna, il sole sorge alle 7,02 e tramonta alle 19,15. La luna è all’ultimo quarto.
Il 19 settembre 1982, l’informatico statunitense Scott Fahlman, di fronte alla necessità di distinguere testi seri da quelli scherzosi, per evitare malintesi, propone l’utilizzo di alcune sequenze di caratteri che, lette lateralmente, possano comunicare uno stato d’animo: nascono le emoticons. Nel messaggio indica la sequenza 🙂 per indicare messaggi scherzosi e 🙁 per quelli che non sono uno scherzo. Il termine inglese emoticon è una aplologia fra i lemmi emotion e icon (emozione e icona) ed indica appunto una piccola immagine che esprime un’emozione. Le emoticons rappresentano un valido strumento per tradurre su “carta” la comunicazione non verbale. E dove c’è comunicazione c’è gesto. Da piccoli, ancora prima di imparare a parlare, s’impara a fare gesti. Non esiste lingua o cultura che accanto al vocabolario non abbia un repertorio gestuale altrettanto efficacie nell’espressione dei significati più complessi. Gli italiani sono coloro i quali vengono ritenuti i maggiori gesticolatori. Secondo uno studio della prof. Isabella Poggi, docente di Psicologia Generale e Psicologia della Comunicazione all’Università Roma 3, i gesti codificati utilizzati quotidianamente dagli italiani sarebbero 250. Esistono gesti per ogni occasione, ma perché si gesticola? La storia del Bel Paese è ricca di invasioni e dominazioni straniere; chi conquista, immancabilmente impone la propria lingua e la propria cultura. Se il latino è stato per secoli la lingua della cultura e di quanti (pochi) sapevano leggere e scrivere, la gente trovava nella gestualità uno strumento prezioso per farsi comprendere. Sono passati secoli, ma gli italiani continuano ad usare questo prezioso strumento comunicativo al punto tale da sentirsi spaesati nell’interloquire con chiunque non accompagni le parole con gesti. Attraverso la gestualità manifestiamo le nostre emozioni. Inconsapevolmente lasciamo trapelare ciò che davvero stiamo pensando. Infatti, è la comunicazione non verbale quella più autentica. Italia, paese di santi, poeti, navigatori e veri comunicatori.