L’AGENDA DEL GIORNO “QUESTO” – LA ”FEMMINIZZAZIONE” DELLA SOCIETA’ (di Stefania Chiarioni)

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Il 17 ottobre 2019 è il 290° giorno dell’anno e la Chiesa ricorda Sant’Ignazio di Antiochia. A Bologna, il sole sorge alle 7,36 e tramonta alle 18,24. La luna è gibbosa calante. Giornata internazionale del rifiuto della miseria.

Il 17 ottobre 1987, all’appello di Padre Joseph Wresinski, 100.000 difensori dei Diritti dell’ Uomo si sono riuniti sul sagrato del Trocadero, a Parigi, per rendere onore alle vittime della fame, della violenza e dell’ ignoranza, per annunciare il loro rifiuto della miseria e chiamare l’umanità affinché si unisse per far rispettare i Diritti dell’ Uomo. Una lapide, proclamando questo messaggio, é stata inaugurata in questa occasione sul sagrato dei Diritti dell’ Uomo e delle Libertà, laddove fu firmata, nel 1948, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’ Uomo. Le 100,000 persone presenti erano cittadini di tutte le estrazioni, di tutti gli ambienti, di tutti i credi. Alcuni rappresentavano alte autorità pubbliche, internazionali, nazionali o locali. Altre erano persone e famiglie che vivevano loro stesse nella grande povertà e vi si opponevano ogni giorno. Da questa data, il 17 ottobre di ogni anno, i più poveri e tutti coloro che rifiutano la miseria e l’esclusione sociale, si riuniscono nel mondo intero al fine di testimoniare la loro solidarietà ed il loro impegno perché la dignità e la libertà di tutti siano rispettati: in questo modo é nata la “Giornata Mondiale del Rifiuto della Miseria”.
Banale dire che i diritti dell’Uomo andrebbero rispettati ogni giorno dell’anno e non solo ricordarlo in questa ricorrenza. La storia e le vicende di questi ultimi giorni ci insegnano che il diritto alla vita di alcuni individui, non è per nulla tutelato, nonostante stiamo vivendo, probabilmente, nell’era meno violenta della storia dell’umanità. Lo afferma Steven Pinker nel suo bellissimo saggio: “Il declino della violenza”. Le ragioni del declino? Sono diverse, secondo l’autore: il trionfo dell’empatia, dell’autocontrollo, della moralità e della ragione, reso possibile dalle istanze civilizzatrici su cui l’Occidente ha fondato la propria identità. Una forza identitaria causata dall’alfabetizzazione, il cosmopolitismo e la “femminizzazione” della società. Ancora una volta la conferma della forza delle donne.