L’AGENDA DEL GIORNO “QUESTO” – LA MAIEUTICA DEL “CUORE” (di Stefania Chiarioni)

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Il 15 ottobre 2019 il 288° giorno dell’anno e la Chiesa ricorda Santa Teresa d’Avila. A Bologna il sole sorge alle 7,33 e tramonta alle 18,28. La luna è gibbosa calante. Giornata mondiale delle donne rurali e giornata mondiale per la pulizia delle mani.
Il 15 ottobre 1886, la casa editrice dei Fratelli Traves, pubblica il libro “Cuore” di Edmondo De Amicis. L’opera rivolta ai ragazzi è strutturata a episodi, ha forma di un diario fittizio di un ragazzo di terza elementare, che racconta lo svolgersi del proprio anno scolastico 1881-1882, dal 17 ottobre al 10 luglio. Ogni capitolo riporta la data del giorno e un titolo riferito al tema trattato.
Il protagonista è Enrico Bottini, alunno di una scuola elementare di Torino. L’ambientazione generale è, infatti, Torino negli anni dell’Unità d’Italia, tra il 1878 (anno d’incoronazione di re Umberto I) e il 1886 (anno della pubblicazione del libro. Il testo ha intenti pedagogici finalizzati a insegnare ai giovani cittadini del Regno le virtù civili, ossia l’amore per la patria, il rispetto per le autorità e per i genitori, lo spirito di sacrificio, l’eroismo, la carità, la pietà, l’obbedienza e la sopportazione delle disgrazie. La scelta del titolo scaturisce direttamente da quell’amore fraterno che De Amicis descrive anni dopo in un testo successivo: una carezza. L’autore racconta di aver assistito ad una carezza che suo figlio Ugo diede ad un compagno di scuola, figlio di un fabbro: “Fu come un lampo, mi passò davanti l’immagine di un sogno, l’immagine della fraternità umana predicata con la voce dell’infanzia” (Corriere della Sera, maggio 1908). “Cuore” rappresenta il primo best seller dell’Italia unita. Nonostante il suo valore pedagogico fu messo in discussione, nel secondo dopoguerra, per i toni moraleggianti e il facile sentimentalismo lontano dalla realtà, considerato retorico e datato, il romanzo rimane uno splendido spaccato dell’Italia che sta nascendo. Umberto Eco elogia “il Franti”, ossia un personaggio negativo del romanzo, poiché veniva individuato come “turpe esempio di pedagogia piccolo borghese, classista, paternalistica e sadicamente umbertina”. Lo definisce come il “maieuta di una diversa società possibile”. La Maieutica è il criterio di ricerca della verità, consistente nella sollecitazione del soggetto pensante a ritrovarla in sé stesso e a tirarla fuori dalla propria anima. Pertanto, la recensione di Eco non è una mera stroncatura del romanzo di De Amicis, ma la constatazione che l’autore è riuscito nell’intento di rappresentare quasi tutte le verità possibili, forse inconsapevolmente. Altrimenti non si spiegherebbe il suo successo.