L’AGENDA DEL GIORNO “QUESTO” – LA SCUOLA ATTRAVERSO I “LORO OCCHI” (di Stefania Chiarioni)

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Il 20 settembre 2019 è il 263° giorno dell’anno e la Chiesa ricorda Santi Andra Kim Taegon, Paolo Chong e compagni (martiri coreani). A Bologna, il sole sorge alle 7,03 e tramonta alle 19,13. La luna è all’ultimo quarto.
Il 20 settembre 1977, per la prima volta, in Italia, l’anno scolastico inizia in settembre. Fino all’anno scorso la data di inizio lezioni era tradizionalmente il primo ottobre, dal cui santo del giorno (Remigio) era nato l’aggettivo “remigino” per i bambini di prima elementare al primo giorno di scuola. Fino al 1977, settembre era il mese degli esami di riparazione. Molte leggi si sono susseguite da allora e gli esami di settembre hanno ceduto il posto al recupero dei crediti formativi. La scuola è notevolmente cambiata, è cambiato il ruolo dei docenti e degli studenti in classe, insieme alle dinamiche comunicative con le famiglie, dalla lavagna in ardesia alla LIM (Lavagna Interattiva Multimediale), dalla calcolatrice al tablet, dall’enciclopedia a internet, dal registro cartaceo a quello elettronico. E’ il nuovo universo della scuola e dell’insegnamento, che restano sempre, prima di tutto, cura di una comunità. Gli studenti di due generazioni fa, oggi, si stupiscono di come gli attuali scolari apprendono.La tecnologia è parte integrante della scuola. E’ acceso e perennemente infuocato il dibattito sull’utilizzo o meno della tecnologia da parte dei giovanissimi. Adesso gli scolari possono accedere a un’infinita mole di notizie e di informazioni. Bisogna porsi ad ascoltare i ragazzi, guardare la scuola con i loro occhi, renderli protagonisti lasciandoli liberi di scegliere le modalità con cui apprendere, con cui studiare. Indubbiamente le tecnologie da sole non fanno scuola, la sfida sarà quella di creare una metodologia che valorizzi le intelligenze, facendole interagire tra loro per moltiplicarle evitando di sminuirle o disperderle. Chi demonizza il computer, il tabelt nelle mani di un giovanissimo, talvolta, dimentica che oggigiorno il bambino non ha avuto sempre modo di confrontarsi con altre metodologie di ricerca, e che, comunque, è tutto questo il suo futuro. Le informazioni saranno maggiori rispetto a quelle che uno studente degli anni 70/80 poteva e riusciva a raccogliere in breve tempo. Ciò che va considerato è “un’igiene” nell’utilizzo della tecnologia. Ed è sicuramente la scuola, insieme alla famiglia, a dover educare il giovane ad un corretto uso di tutti i dispositivi elettronici a sua disposizione. Pertanto sarebbe opportuno guardare la scuola e la loro vita in comunità attraverso i loro occhi, standogli a fianco, mostrando loro anche quanto c’è da imparare se solo si solleva la testa e si guarda lontano.