L’AGENDA DEL GIORNO “QUESTO” – L’EREDITA’ MANCATA DI TITO LIVIO (di Stefania Chiarioni)

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Il 20 ottobre 2019 è il 293° giorno dell’anno e la Chiesa ricorda Santa Irene, Santa Aurora, Santa Maria Bertilla Boscardin. A Bologna, il sole sorge alle 7,40 e tramonta alle18,19. La luna è all’ultimo quarto.

Il 20 ottobre 2011, l’ETA (Euskadi Ta Askatasuna) l’organizzazione spagnola dei separatisti baschi, annuncia la fine della lotta armata dopo 43 anni. L’ETA nacque alla fine degli anni Cinquanta come movimento studentesco di resistenza contro la repressione militare del regime del generale Francisco Franco. E’ di attualità, sempre in Spagna, il movimento di protesta dei separatisti catalani.

Nel corso degli ultimi anni, l’Unione Europea ha visto un’impressionante ascesa dei movimenti nazionalisti che, da elementi marginali degli scenari politici locali, sono diventati protagonisti della politica di molti paesi. Si pensi ai governi di estrema destra, fortemente xenofobi ed euro-scettici, presenti in Ungheria, in Polonia, in Repubblica Ceca e Slovacchia, in Austria e in Italia. Si pensi all’influenza sempre crescente di partiti che, seppur non al governo, dettano le linee della politica di paesi come Francia e Germania. Si pensi all’influenza che ha avuto lo United Kingdom Indipendence Party per la Brexit.
Per quale motivo la cara vecchia Europa non è riuscita nell’intento di costruire un corpo unico, dove ogni individuo possa sentirsi soprattutto europeo? La percezione degli europei è stata permeata dalla delusione delle aspettative. L’Europa ha chiesto tanto, ma non ha dato altrettanto. Da qui la fortissima delusione e la nascita di una cultura antieuropeista.
Tito Livio, autore di “Ab urbe Condita”, affermava che l’ascesa di Roma, che dalle umili origini seppe assurgere a statura ecumenica e allo splendore di un impero durato sei secoli, fu dovuta alla prassi sistematica con cui si concedevano a tutti i popoli conquistati e annessi pieni diritti di cittadinanza e accesso incondizionato alle più alte cariche dello Stato in espansione, mentre gli dei venerati dai nuovi arrivati erano riconosciuti ed equiparati alle divinità del Pantheon di Roma. La tradizione romana del rispetto per le diverse culture e convenzioni, per la molteplicità delle forme di vita anziché l’uniformità, per la solidarietà ottenuta non a dispetto, ma a causa della differenza, fu alla base della fioritura dell’Impero, ma non si trasmise come eredità ai posteri, né ebbe più riscontro nella storia d’Europa. E, all’oggi, non si vede nessun Tito Livio all’orizzonte.