L’AGENDA DEL GIORNO “QUESTO” – L’ETERNA CACCIA AL COLPEVOLE (di Stefania Chiarioni)

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Il 28 settembre 2019 è il 271° giorno dell’anno e la Chiesa ricorda San Venceslao. A Bologna, il sole sorge alle 7,12 e tramonta alle 18,58. La luna è nuova.
Il 28 settembre 2003 alle 3,30 del mattino, improvvisamente si fa buio, non c’è più elettricità. Ma quello che tutti ignorano è che si tratta di un black out di proporzioni mai viste. Tutto il paese è al buio, e ci rimarrà fino a tarda mattinata, escludendo le zone meridionali, che riceveranno di nuovo l’elettricità solo verso sera. Scoppiano le polemiche, le accuse, le discussioni, e con loro le dicerie, le voci di corridoio e vere e proprie leggende metropolitane. Ma cosa è successo veramente? Tutto è stato causato da un guasto alla linea elettrica svizzera, a causa di un albero finito su un traliccio dell’alta tensione. Il guasto ha poi compromesso la linea elettrica francese. E l’Italia? La maggior parte dei cittadini lo ignorava, ma il Bel Paese soddisfaceva il bisogno energetico rifornendosi dalla Francia. E il guasto in Francia ha causato una serie di interruzioni dell’energia elettrica, che, come in una sorta di diabolico gioco del domino, ha compromesso i sistemi italiani. Treni fermi, metropolitane bloccate, caos ovunque. Il tutto è costato ben 4 vittime. Come succede in questi casi di emergenza straordinaria, la fantasia popolare si è sbizzarrita nel cercare spiegazioni dell’accaduto. Si è parlato subito di un complotto: il governo avrebbe architettato il guasto per tenere buoni gli italiani contro le sollevazioni autunnali (scioperi, proteste, ecc.) e far credere che assolutamente si fosse dovuti ricorrere al nucleare. Ci fu chi, addirittura, pensò ad un colpo di stato, chi incolpò i francesi che avrebbero “staccato la spina” per fare un dispetto. Si parlò anche di Bin Laden come mandante del black out. Quando qualcosa va storto, si tende ad individuare il colpevole, talvolta, però, ci si dimentica che, se quel qualcosa non funziona a dovere, non sempre è colpa di un singolo, ma, presumibilmente, è l’insieme intero che è da rivedere.