L’AGENDA DEL GIORNO “QUESTO” – L’UOMO PIU’ RICCO DEL CIMITERO (di Stefania Chiarioni)

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Il 5 ottobre 2019 è il 278° giorno dell’anno e la Chiesa ricorda San Placido e Santa Faustina Kawalska. A Bologna, il sole sorge alle 7,21 e tramonta alle 18,46. La luna è al primo quarto. Giornata mondiale degli insegnanti.
Il 5 ottobre 2011, a Palo Alto, muore il fondatore della Apple Computer, Steve Jobs. Nato come Abdul Latif Jandali da madre statunitense di origini svizzere e tedesche e padre siriano, Steve non fu cresciuto dai suoi genitori biologici. Appena nato fu dato in adozione a Paul Reinhold Jobs e Clara Hagopian residenti a Mountain View, nella contea di Santa Clara, in California. Il primo aprile 1976, Steve, insieme a due suoi amici fondò la Apple Computer. Per finanziarsi vendette il suo pulmino Volkswagen e Wozniak, la propria calcolatrice. La prima sede della società fu il garage dei genitori di Jobs. La Apple è una delle aziende più famose della storia, come il suo logo: la mela. Ma perché proprio la mela? Il primissimo logo della Apple Computer raffigurava Isaac Newton seduto sotto il melo. L’anno seguente è stato sostituito dalla mela morsicata. Il morso potrebbe alludere al peccato originale di Adamo ed Eva, indicando la sete di conoscenza, ma anche il fatto che Steve Jobs & Co. si sentivano “eretici dell’informatica”. Secondo un’altra teoria, si tratterebbe di un omaggio ad Alan Turing, il padre dell’informatica, che, negli anni Novanta, si è suicidato mangiando una mela piena di cianuro dopo essere stato incarcerato perché gay. Macintosh è anche una tipologia di mela, la preferita di Jobs, che per un certo periodo della sua vita ha seguito un’alimentazione esclusivamente fruttariana. Una delle frasi più celebri di Jobs è: “ Essere l’uomo più ricco al cimitero, non m’interessa. Andare al letto la notte sapendo che abbiamo fatto qualcosa di meraviglioso questo è quello che mi interessa”. Indubbiamente è stato uno degli uomini che ha contribuito al progresso dell’umanità, ma anche un uomo fortunato. Ha condotto una vita dignitosa, ha potuto scegliere il suo futuro e, soprattutto, non gli è mai mancato un tetto sulla testa. Fin da bambino era già consapevole che non sarebbe finito al cimitero come uomo più povero.