L’AGENDA DEL GIORNO “QUESTO” – OGNI SCARRAFONE E’ BELLO A MAMMA SOJA (di Stefania Chiarioni)

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Il 7 settembre 2019 è il 250° giorno dell’anno e la Chiesa ricorda Santa Regina di Alise. Il sole sorge alle 6,40 e tramonta alle 19,42. La luna è al primo quarto.
Il 7 settembre 1996 Denny Mendez è la prima ragazza italiana di colore a vincere il titolo di Miss Italia. Il concorso appartiene alla cultura del nostro Paese, fa parte dell’immaginario collettivo perché racconta la storia di ragazze comuni che diventano star: una favola vissuta nelle piazze italiane, davanti ai riflettori della televisione e sul web: un’occasione non solo di lancio nel mondo dello spettacolo, ma in quello più generale dello star-system.
E’ il 1939 quando la quattordicenne Isabella Verney viene eletta Miss Sorriso, vincendo una selezione fotografica ideata da Dino Villani, con la collaborazione dello scrittore Cesare Zavattini, per sponsorizzare una marca di dentifricio: le foto delle concorrenti vengono pubblicate sui settimanali “Il Milione” ed “Il Tempo” e l’iniziativa diventa quasi un fatto nazionale. Dopo la pausa della guerra, riprende il Concorso, questa volta non più solo fotografico, ma con il raduno delle ragazze e la sfilata in passerella: nasce Miss Italia ed è il 1946.
Secondo Umberto Eco “parliamo di bellezza quando godiamo di qualcosa per quello che è, indipendentemente dal fatto che la possediamo. E’ bello qualcosa che, se fosse nostro, ne saremmo felici, ma che rimane tale se appartiene a qualcun altro” (U. Eco, Storia della Bellezza, Bompiani). Tuttavia più che domandarsi cos’è la bellezza per raggiungerne l’essenza, gli uomini hanno cercato di rincorrere il prototipo perfetto dettato dalle mode. Hanno adeguato i loro abiti, le loro acconciature e la forma dei loro corpi alle necessità del momento. Si sono persino sottoposti ad artifici di ogni tipo per curare l’apparenza. Attraverso l’apparenza cerchiamo di essere accettati, amati e stimati dalle persone che ci circondano. Cercando però il consenso degli altri si è arrivati a livelli estremi di superficialità. Si è perso di vista il senso della bellezza e si è sempre dato più importanza all’apparenza piuttosto che alla sostanza.
“La bellezza deve essere giudicata non per le proporzioni matematiche del corpo e del viso, ma per l’effetto che produce” (Alphonse Karr, 1808 -1890).
Sia Eco che Karr sono concordi nel ribadire che la bellezza altro non è che percezione, che va oltre le mode e il contesto storico. La percezione è una presa di coscienza, pertanto, soggettiva. Infiniti giurati, i televotanti da casa continueranno a selezionare reginette e aspiranti miss, ma Pasquale, forse nato a Cefalù, si è sposato a Novredate, è un bravo elettricista, fuma poco e ascolta i Pooh. ‘O scarrafone, ‘o scarrafone, ogni scarrafone è bello a mamma soja.