L’AGENDA DEL GIORNO “QUESTO” – PANDORO O PANETTONE? (di Stefania Chiarioni)

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Agrodolce

Il 14 ottobre 2019 è il 287° giorno dell’anno e la Chiesa ricorda San Callisto. A Bologna il sole sorge alle 7,28 e tramonta alle 18,29. La luna è piena.

Il 14 ottobre 1894, il pasticcere veronese Domenico Melegatti presenta domanda di brevetto per l’invenzione del “Pandoro”(dolce speciale). La privativa industriale verrà concessa nel prossimo mese di marzo con validità di 3 anni dal 31 dicembre.
Sembra che le prime tracce del pandoro risalgano alla Repubblica Veneziana, attorno al 1500. C’è invece chi ritiene che il pandoro sia un’ evoluzione di altri dolci come derivazione del Nadalin (anch’esso a forma di stella), mentre per altri dal Pane di Vienna, un pane dolce simile alla brioche, di provenienza asburgica. Tutti questi dolci sono ricchissimi di burro, l’ingrediente che rende il pandoro così gustoso e soffice. L’attuale versione del pandoro risale all’Ottocento con l’evoluzione del “Nadalin”, il duecentesco dolce della città di Verona. Il suo nome e alcune delle sue peculiarità risalirebbero invece ai tempi della Repubblica Veneziana, dove sembra fra l’offerta di cibi ricoperti con sottili foglie d’oro zecchino, ci fosse anche un dolce a forma conica chiamato “pan de oro”. Melegatti ha comunque rivisitato le ricette facendo adottare la stella a otto punte al suo nuovo dolce. Ma è più vecchio il pandoro o il panettone? Senza dubbio il secondo, grazie a Cristoforo di Messiburgo, un cuoco di Ferrara, che nel 1549, in un suo ricettario parlava di un dolce fatto dalle parti di Milano, a base di farina, burro, zucchero, uova e latte. Non c’erano ancora uvette e canditi, ma l’impasto era lo stesso.
Indipendentemente dalla data di origine dei due bonbon, sono entrambi i dolci natalizi più consumati dagli italiani. Montagne di pandori e panettoni occupano, per almeno 2 mesi precedenti il Natale, i tre quarti delle superfici calpestabili dei supermercati, in tutte le versioni immaginabili: con gocce di cioccolata, senza canditi, con crema di nocciola, crema di pistacchio, integrali, vegani, ai cereali e tanti altre. Si è talmente bombardati dalla presenza di questi due composti burrosi, che si arriva al Natale già sazi. La beffa è che gli stessi, il 27 dicembre costano un terzo rispetto a tre giorni prima. Pertanto, ancora abbuffate di pandoro e panettone, fino a quando cominceranno a spuntare le prime colombe.