L’AGENDA DEL GIORNO “QUESTO” – SOLI NON SI PUO’ STARE (di Stefania Chiarioni)

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Il 22 settembre 2019 è il 265° giorno dell’anno e la chiesa ricorda Santi Maurizio, Candido, Essuperio, Vittore e compagni. A Bologna, il sole sorge alle 7,05 e tramonta alle 19,09. La luna è all’ultimo quarto.
Il 22 settembre 2004 debutta sulla rete televisiva statunitense ABC la serie “Lost”. Narra la storia di alcuni sopravvissuti a un disastro aereo su un’isola misteriosa. “L’isola deserta” è un tema ricorrente nel cinema, nella letteratura, nella televisione e nell’arte. Non passa settimana che anche “La Settimana Enigmistica” non riporti una vignetta simpatica con il superstite o il naufrago sull’isoletta con la palma.” L’isolamento” diviene la condizione per fare i conti con la solitudine. Il senso di vuoto e di solitudine è il male oscuro della nostra epoca. Ma ciò non significa che sia una condizione negativa. Solitamente stare da soli spaventa, si ha paura del vuoto. A volte la si cerca: il continuo contatto con altre persone e con i loro giudizio e le loro ingerenze, soprattutto sui social network, produce uno stress dello sguardo esterno. Col tempo ciò può risultare pesante da sopportare. Non è affatto facile sentirsi riconosciuti dalla società e non essere sufficientemente gratificati. Da qui nasce la volontà di fuggire e isolarsi. La solitudine è sotto alcuni aspetti una libertà e prevede l’indipendenza dall’altro e l’autonomia, ma i dati scientifici mostrano che l’isolamento sociale ha gravi ripercussioni sull’umore e sulla salute. “L’uomo solo” esce da una sua condizione naturale, e il suo corpo ne risente. Nasce una delle tante contraddizioni dell’essere umano, da una parte è un animale da branco, fa parte di una società, di una famiglia, di un ambiente di lavoro, dall’altra, a ognuno di noi capita di sentirsi solo. Ma come diceva 2300 il Qoelet, un testo biblico che esponeva in forma dialettica un contraddittorio tra il bene e il male, “soli non si può stare perché se cade chi è solo, non ha nessuno che lo aiuti a rialzarsi”.