L’AGENDA DEL GIORNO “QUESTO” – UNA MARCIA SU ROMA, SU MILANO, SULL’UMBRIA? (di Stefania Chiarioni)

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Il 28 ottobre 2019 è il 301° giorno dell’anno e la Chiesa ricorda Santi Simone, Giuda (apostoli) e San Ferruccio di Magonza. A Bologna, il sole sorge alle 6,45 e tramonta alle 17,12. Il giorno dura 10 ore e 27 minuti. La luna è nuova.

Il 28 ottobre 1922, prende il via la marcia su Roma delle camicie nere di Benito Mussolini dopo che, il giorno precedente, il primo ministro Luigi Facta, annullato lo stato di assedio, ha rassegnato le dimissioni. La marcia su Roma si inserì in un contesto di grave crisi dello Stato liberale. La situazione cominciò a farsi critica poco prima del termine della Grande Guerra, quando i rigori cui il popolo venne sottoposto ai fini del successo bellico, avevano iniziato a destare un forte malcontento. Sebbene taluni sostengano la non piena veridicità della teoria dei corsi e ricorsi storici di Giambattista Vico, esistono, oggi, degli elementi che fanno riflettere sulle analogie che si riscontrano rispetto a 97 anni fa. Anche oggi c’è un leader, un leader padano che punta tutte le sue fiches sull’immedesimazione con il popolo. Salvini ha, per quelle rare combinazioni della storia, centrato la frequenza di risonanza del popolo italiano e cioè riesce a immedesimarsi come un tutt’uno nelle speranze, nella volontà, nella determinazione e nell’azione. E’ probabile che il leader leghista abbia letto Gustave Le Bon, la “Psicologia delle folle”, uno dei testi preferiti anche da Benito Mussolini e Stalin. Salvini chiede al popolo il mandato diretto, una sorta di incoronazione laica in cui la gente si sente gratificata per il coinvolgimento diretto. Parla di amore, di speranza e di umanità. Oggi, in maniera molto sintetica, si dice che Salvini arrivi alla pancia delle persone. Ma è bello anche pensare che la gente, oltre che della pancia, sia dotata di altro, ed è su quest’altro che si basano le speranze della non veridicità dei corsi e ricorsi storici.