L’effetto lockdown verso la fine, i dati di poker e casinò online nel primo semestre del 2020

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Mesi di crescita costante per il gioco d’azzardo online, in particolare per casinò online, eSports e poker. I dati del mese di giugno pubblicati da Repubblica confermano quella che è ormai una certezza assodata: il mondo del gioco online si è ritagliato il suo ruolo di primo piano, da assoluto protagonista, nell’anno più nero per il mondo del gioco all’indomani della pandemia da Coronavirus. Sostanzialmente i dati emersi durante il lockdown si sono confermati anche nei mesi successivi.

Sono state rispettate grossomodo le proiezioni anche per il mese di maggio, quando cioè dopo un continuo testa a testa tra stato e regioni, sono slittate ancora una volta le aperture delle sale gioco e dei luoghi del gambling fisico, per il quale si può dire che la Fase 2 non sia mai del tutto cominciata. Difatti la ripartenza si è avuta, nella maggior parte delle regioni, dal 15 luglio e nemmeno in questo caso sono mancate le polemiche.

Per questa situazione generale di stallo molti hanno smesso di giocare ma nulla è perduto, perché un corposo 26,6% dei giocatori, come testimoniato da uno studio pubblicato da Gaming Insider, non hanno cambiato abitudini e continueranno a puntare sul gioco fisico. Che, però, è atteso da una lenta risalita. Manna dal cielo per il gioco online, che ha continuato ad essere la certezza dei giocatori e l’ancora a cui aggrapparsi anche per il mese di giugno da poco conclusosi.

Il poker, per esempio, che a marzo aveva toccato un 123% in più rispetto allo stesso periodo del 2019, ha visto a giugno, nella sua sezione “a torneo”, una spesa pari a 8,4 milioni di euro. Ciò testimonia una crescita del 54,2% rispetto allo stesso mese dell’anno 2019. Una crescita comunque inferiore al valore medio del settore. La versione a torneo difatti nei primi sei mesi dell’anno in corso ha fatto segnare una spesa di 73,9 milioni di euro, ovverosia un +76,7% rispetto ai primi sei mesi del 2019. Discorso analogo anche per il poker cash, che a giugno ha segnato una spesa di 5,9 milioni di euro, con una crescita del 35,6% rispetto a giugno 2010. Anche in questo caso il valore però è nella media: nei primi sei mesi del 2020 il poker cash ha toccato una spesa di 47,1 milioni di euro, un +52,2% rispetto al 2019. Insomma, le due tipologie di poker oggi sembrano comunque in via di ridimensionamento rispetto al bimestre di lockdown sopracitato, quando cioè erano aumentate le giocate, la spesa e la raccolta.

Il settore dei casinò online, invece, si è mantenuto stabile. A giugno la spesa ha toccato quota 98,6 milioni di euro, crescendo del 57,8% rispetto ad un anno fa. La cifra è tuttavia ben lontana dai 105 milioni di euro registrati a maggio. Tuttavia, nei primi sei mesi del 2020, il segmento dei casinò ha visto un incremento del 37,1% rispetto allo stesso periodo preso in considerazione nel 2019.