Lettera Aperta al Direttore Artistico del Festival di Sanremo

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Scrivo questa lettera aperta, accorata, rivolgendomi a tutte le figure istituzionali, affinché si accenda una riflessione profonda su una triste vicenda ormai sotto gli occhi di tutti: mi riferisco alla scarsa attenzione e considerazione intellettuale data alle donne in questo settantesimo Festival della Canzone Italiana, e alla sufficienza con cui sono state liquidate domande e polemiche a riguardo, e soprattutto alle scelte compiute dal direttore artistico Amadeus, come inserire in gara un concorrente che denigra e offende le donne, incitando alla violenza, e riportandoci ad un medioevo culturale, cancellando così secoli di battaglie a favore dell’emancipazione femminile.

Chiedo quindi a:

Il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, l’ex Presidente della Camera Laura Boldrini, l’ex sottosegretario al Ministero della Cultura Lucia Borgonzoni, l’Assessore alla cultura della Regione Emilia Romagna Massimo Mezzetti, l’Assessore alla cultura del comune di Bologna Matteo Lepore, l’Onorevole e rappresentante della commissione cultura Alessandra Carbonaro, l’Onorevole Giorgia Meloni, i vertici RAI Fabrizio Salini e Marcello Foa, il direttore di RAI 1 Stefano Coletta, la coraggiosa giornalista Maria Luisa Busi, le giornalista Rai Cinzia Fiorato, Serena Dandini, la scrittrice Michela Murgia, Grazia di Michele, Giordano Sangiorgi, Red Ronnie, Michele Monina, e tutti coloro che sentono di non poter rimanere fermi a guardare, a prescindere dal colore politico…

di accendere i riflettori su questa indecorosa e offensiva vicenda.
Sono necessarie azioni concrete!
Sono pronta a farmi portavoce di tutte le donne, in particolare di quelle del mondo della musica, dello spettacolo e della cultura in generale.

È doveroso riassumere, perché tutti possano comprendere, quanto sta succedendo:
È stato selezionato per a partecipare alla manifestazione musicale italiana più importante d’Italia, che rappresenta la nostra cultura popolare (oltre ad essere trasmessa in mondovisione) e ha forte impatto mediatico sulle vecchie e nuove generazioni, il rapper Junior Cally conosciuto per l’utilizzo ricorrente di frasi violente e offensive nei confronti delle donne: ne cito alcune non senza imbarazzo e difficoltà:

«Lei si chiama Gioia, beve poi ingoia.
Balla mezza nuda, dopo te la da.
Si chiama Gioia, perché fa la tr*ia, sì, per la gioia di mamma e papà».
«Questa non sa cosa dice. Porca tro*a, quanto ca**o chiacchera? L’ho ammazzata, le ho strappato la borsa. C’ho rivestito la maschera».
«state buoni, a queste donne alzo minigonne»;
«me la chi*vo di brutto mentre legge Nietzche»;
«ci scopi*mo Giusy Ferreri »;
«lo sai che fotti*mo Greta Menchi»;
«lo sai voglio fott*re con la Canalis»;
«queste put**ne con le Lelly Kelly non sanno che fott*no con Junior Cally».

C’è da chiedersi se il criterio di selezione dell’artista sia dovuto solamente dagli elevati numeri di streaming on line, oppure se qualcuno abbia considerato degni di rilievo e di attenzione questi contenuti da lui proposti nel corso della sua carriera.

Inoltre ad arricchire l’infelice quadro, alla conferenza stampa di Sanremo, al di là di ogni distrazione, leggerezza, superficialità, noncuranza perdonabili, è comunque emerso un messaggio molto sgradevole.
Sembrerebbe che le donne chiamate a co-condurre il festival siano state scelte perché “belle”, “bellissime”, “sexy”, cito l’iconica frase “scelta per la capacità di stare vicino ad un grande uomo stando un passo indietro”.
Senza voler essere bigotti siamo disposti a concedere e a perdonare una gaffe, una distrazione, uno scivolone, ma considerando tutto il contorno non sembra questo il caso. Si sono ripetuti eventi che portano a pensare che il nostro paese abbia bisogno ancora di tanto lavoro per maturare una coscienza collettiva di parità di genere e rispetto verso le donne.

Si predica bene e si razzola malissimo. Le parole dovrebbero avere un peso.
Se da una parte a Sanremo viene invitato come ospite Tiziano Ferro che incoraggia tutti a bandire ogni forma di bullismo, sottolineando il peso e l’importanza delle parole, d’altra parte sullo stesso palco viene chiamato un bullo patentato che incita alla violenza.

Sono a chiedere di riconsiderare la presenza nella TV di stato, di cui noi tutti siamo sostenitori attraverso il canone RAI, di Junior Cally.
Continuare ad errare, salvo poi pentirsi e chiedere scusa superficialmente, non fa altro che perpetrare il malcostume nel nostro paese, che non vogliamo torni ad essere equiparabili a stati in cui la donna gode di diritti minori rispetto agli uomini.

Le scuse non sono più sufficienti.
Chiedo venga data una volta per tutte la giusta attenzione alla causa femminile, attraverso operazioni di stampo culturale, fatti concreti, a partire da una maggiore presenza di artiste donne nel cast del Festival di Sanremo, manifestazione di grande rilievo per il nostro paese.

Concludo quindi chiedendo a tutte le donne e a tutte le persone sensibili di sostenere questo mio appello diffondendolo il più possibile, per arrivare a toccare il cuore e la coscienza di tutti.

Roberta Giallo