L’uso del sé nei contesti scolastici. Chiara Guidi incontra educatori, maestri e professori

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L’uso del sé nei contesti scolastici, Chiara Guidi incontra educatori, maestri e professori per un corso di aggiornamento libero e gratuito dove sia la parola dell’artista a far da guida all’educazione.

Venerdì 27 settembre dalle ore 16 alle ore 19,00 c/o le Scuole Guinizelli Via Cà Selvatica, 11

Prosegue il progetto La scena che educa ideato da Altre Velocità, gruppo di giornalisti e studiosi di teatro, per e con l’Istituto Comprensivo 8 di Bologna. Il progetto, che racchiude al suo interno diverse azioni “teatrali” dal fare, all’andare a teatro, fino a cercare di depositare queste esperienze attraverso scritture collettive e racconti, dedica la sua attenzione anche alla formazione degli insegnanti. Un corso di aggiornamento libero e gratuito, pensato per gli insegnanti che portano le classi a teatro o che sono soliti proporre i laboratori teatrali alle proprie classi. Un momento di sosta e pensiero, di condivisione e costituzione, con l’obiettivo di confrontarsi su alcune parole per riposizionarle, per ritrovarne il senso originario e la potenza educante, partendo da alcune domande: Perché ci ostiniamo ad andare a teatro? Perché lo scegliamo per le nostre classi? Come individuare lo spettacolo adatto ? Di cosa hanno bisogno i ragazzi e i bambini, oggi? Di quale teatro c’è bisogno, sia per le nostre classi che in generale? Quale il futuro che immaginiamo per i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze che incontriamo in classe quotidianamente?

Il pomeriggio di venerdì 27 settembre (dalle ore 16 alle ore 19) vedrà come protagonista Chiara Guidi regista, attrice e cofondatrice della Societas Raffaello Sanzio che incontrerà maestri, insegnanti ed educatori per raccontare del suo dialogo con l’infanzia partendo dalla sua arte. Solo alcune le domande di partenza: Esiste un terreno di contatto tra l’inutilità del gesto dell’artista e quello dell’insegnamento? Nel contesto scolastico è ammesso un gesto a perdere, non finalizzato? La scuola è pronta ad accettare che l’immaginazione possa essere rimessa al centro della conoscenza? Il teatro può essere uno strumento trasformativo utile alla scuola? In che modo?

Nel corso dell’incontro Chiara Guidi racconterà la propria esperienza di Teatro infantile che, dal 1995 al 1998, coinvolse al Teatro Comandini di Cesena, trenta bambini di otto, nove e dieci anni: «Per tre anni ho desiderato stare con i bambini nel Teatro, chiudermi lì dentro con loro, e apprendere la loro arte del gioco. Una sorta di pedagogia rovesciata, per rubare all’infanzia la capacità di agire e per esperire quella tracotanza che guida la forza profanatrice del gioco».

La scena che educa | nascita del progetto

Nel corso dell’anno scolastico 2018/2019 l’Istituto comprensivo di Bologna IC8 e l’associazione culturale Altre Velocità (da sempre attiva nell’educazione dello sguardo) si sono incontrati per ideare insieme progetto che portasse il teatro al centro della crescita armonica dell’individuo, partendo dal fare, dall’osservare e dal testimoniare i linguaggi della scena. Così è nato La scena che educa, un complesso e variopinto insieme di pratiche che sono state proposte a 28 classi di quattro scuole diverse.