NASCE ETA 20, LA MASCHERINA ETICA E SOSTENIBILE

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Nasce a Bologna ETA 20 la mascherina sicura, etica e sostenibile. Sarà prodotta dalla cooperativa sociale ETA BETA ed è nata dalla collaborazione con Zero Waste Italy e con il supporto scientifico dell’Università di Bologna. ETA 20, oltre a garantire massima sicurezza per la salute, riduce l’impatto dei rifiuti sull’ambiente ed ha un ulteriore valore aggiunto sociale: nella sua produzione sono impiegate persone disabili e svantaggiate.

Le mascherine monouso possono rappresentare una minaccia ambientale. Sono migliaia infatti quelle rinvenute nel mare e va considerato che quelle di tipo Ffp2 e Ffp3 non sono di fatto riciclabili.

Per Rossano Ercolinidi Zero Waste Italia autore del libro “dieci passi per la rivoluzione ecologica dal premio Nobel per l’ambiente Rifiuti Zero, “la mascherina ETA 20 rappresenta un’alternativa importante al disastroso sistema dell’usa e getta. Il nostro rapporto con ETA BETA ha avuto inizio con il riconoscimento che attribuimmo a “Lavanda”, la lavanderia dei pannolini a noleggio, ed è andato sempre più ad intensificarsi durante quest’ultimo anno pandemico per il supporto alla concretizzazione degli ultimi due progetti: la commercializzazione ed il sistema lava-nolo delle mascherine riutilizzabili certificate ETA 20 . Siamo onorati di aver visto nascere una linea di mascherine con logo Zero Waste, mascherina che io stesso indosso ed ho promosso tra i Comuni Italiani Rifiuti Zero”.

“Quando è nata l’dea di produrre una mascherina sostenibile siamo partiti dalla nostra cultura di rispetto e attenzione verso l’ambiente – sottolinea Joan Crous, presidente di Eta Beta – dato che avevamo esperienza nella produzione e lavaggio di pannolini ecocompatibili per bambini. Così ci siamo messi in gioco per fronteggiare questa nuova emergenza, con una produzione sostenibile e coerente con l’agenda ONU 2030, in particolare per l’attenzione per la salute, il rispetto per l’ambiente e il lavoro sociale. Con questo progetto la cooperativa può produrre grazie alla collaborazione con Pretty Moda migliaia di mascherine per aziende, per il mondo della scuola, per i singoli cittadini. Abbiamo prenotazioni per 5.000 pezzi e gli inserimenti lavorativi riguardano 10 persone che presentano varie disabilità. Più diffonderemo l’uso di queste mascherine più favoriremo l’inserimento lavorativo di persone fragili”.

La mascherina è realizzata con il tessuto di Pretty Società Cooperativa, trattato con una tecnologia antimicrobica ed antivirale, mentre i filtri sono di Baritech Operations. La produzione può arrivare a oltre 20 mila mascherine a settimana.

“Siamo orgogliosi di fare parte di questo progetto insieme a Eta Beta – dichiara Stefano Forti, amministratore delegato di Pretty Società Cooperativa – La nostra azienda ha iniziato da marzo 2020 un progetto di riconversione industriale, che l’ha portata a produrre dispositivi medici certificati sia monouso che lavabili. ETA20 rappresenta il punto di arrivo di un percorso impegnativo ma ricco di soddisfazioni, che ha permesso alla nostra piccola realtà artigiana di mantenere in questo anno così difficile la piena occupazione e di non fare ricorso ad alcun tipo di ammortizzatore sociale”.

“Questo progetto – dichiara Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna – ha lo scopo di sensibilizzare le persone, le imprese, le istituzioni ad un uso consapevole degli strumenti di protezione individuale, degli effetti che lo smaltimento può avere riguardo all’ambiente, delle possibilità che i soggetti svantaggiati hanno in ambito di inserimento lavorativo nella produzione di una mascherina di questo tipo. Legacoop Bologna sostiene progettualità come ETA 20 che possono declinare concretamente l’agenda ONU 2030: questo progetto è coerente con il goal 3, per tutelare la salute collettiva, il goal 8 per creare lavoro dignitoso per le face più vulnerabili di lavoratori, il goal 13 per la lotta contro il cambiamento climatico”.

Il progetto è stato curato nei minimi dettagli, partendo dalla qualità dei materiali utilizzati, per garantire filtraggio elevato e compatibilità ambientale. L’università di Bologna ha dato un contributo scientifico determinante per la nascita di ETA 20.

“Non sono a conoscenza di mascherine completamente riutilizzabili efficaci, la nostra esperienza è di oltre 700 mascherine testate da inizio pandemia. La mascherina ETA 20 è il miglior compromesso tra sostenibilità e sicurezza – ha dichiarato Cristiana Boi, professoressa associata del Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali – È composta da un filtro intercambiabile e da una parte principale in cotone lavabile che noi abbiamo certificato sia prima che dopo il lavaggio”.

“Dobbiamo tutti porci il tema del destino delle mascherine, vista la quantità in circolazione – ha spiegato Francesco Saverio Violante, professore del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche e direttore Scuola di Specializzazione di Medicina del Lavoro – Il prossimo obiettivo della nostra collaborazione con ETA BETA sarà quello di realizzare la mascherina completamente lavabile e completamente efficace per la salute. Una sfida per tutti, che ha bisogno di essere sostenuta con risorse pubbliche per gli studi sui materiali”.

Alla conferenza stampa di presentazione di ETA 20 è intervenuta la vicepresidente e assessore al contrasto alle diseguaglianze e transizione ecologica della Regione Emilia Romagna,Elly Schlein, che ha dichiarato: “Questo progetto dimostra che nella nostra Regione c’è la capacità di innovare e di trovare le migliori soluzioni anche quando si attraversa una crisi così difficile e complessa. È un progetto bello e importante perché state mettendo in pratica l’Agenda 2030 , cioè trovare soluzioni che tengano insieme più sfide: la tutela della salute delle persone e del nostro pianeta attraverso mascherine lavabili e riutilizzabili, in ottica di economia circolare, scegliendo materiali meno impattanti e riducendo la quantità di rifiuti prodotti, con il valore aggiunto che nella Cooperativa ETA BETA trovano posto anche tanti lavoratori e lavoratrici fragili, coniugando economia circolare e inclusione sociale. Questa è la via con cui ricostruire un futuro più sostenibile ed equo.”