PREMIO VIVERE A SPRECO ZERO 2019

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Va al Comune di Torino, per l’articolata visione “Spreco Zero” e per il supporto capillare alle iniziative di prevenzione e riduzione degli sprechi alimentari l’edizione 2019 del Premio Vivere a Spreco Zero, giunto alla 7^ edizione promossa dalla campagna Spreco Zero di Last Minute Market, in sinergia con il Ministero dell’Ambiente e il progetto 60 Sei ZERO dell’Università di Bologna – Distal, con la collaborazione dell’ANCI e della rete Sprecozero.net. La progettualità antispreco a Torino si è radicata attraverso pratiche di cittadinanza attiva sostenute dal Comune che sostanziano visioni di sostenibilità e solidarietà: dalla buona pratica del FoodPride al progetto “Fa bene” nei mercati rionali, dal Ristorante solidale ad altre best practice portate avanti nel tempo come “Ecomoro” e #RePoPP per la raccolta differenziata. Una Menzione speciale nella categoria Enti pubblici va alla Regione Sardegna per aver contribuito alla prevenzione dello spreco alimentare attraverso il progetto consolidato di mense sostenibili in 75 Comuni, con iniziative di educazione alimentare e sensibilizzazione, e con il supporto degli enti locali per l’acquisto di prodotti bio, di stagione e di filiera corta.

I vincitori dell’edizione 2019 del Premio Vivere a Spreco Zero, i piccoli “Oscar” delle Buone pratiche di sostenibilità antispreco, sono stati annunciati stamane – lunedì 18 novembre – nella sede Emil Banca di Bologna, alla presenza dei promotori Andrea Segrè, fondatore di Last Minute Market e Campagna Spreco Zero, Luca Falasconi coordinatore del progetto 60 Sei ZERO e Daniele Ravaglia, Direttore Generale Emil Banca. Il Premio è sostenuto da un pool di aziende – Alce Nero, Conapi, Hera, Unitec, Camst, Conad, Natura Nuova ed Emil Banca – che, attraverso questa mobilitazione, permettono di individuare e valorizzare le buone pratiche a diversi livelli, dagli enti pubblici alle imprese, dalle scuole ai cittadini, alle start up più innovative del settore.

Nella categoria Imprese vince il Premio Vivere a Spreco Zero 2019 la FIPE, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, per il capillare impegno nella prevenzione degli sprechi focalizzato sul settore della ristorazione, con 35mila bag di recupero pasti consegnate in un anno, in 875 ristoranti di 22 città italiane (Aosta, Torino, Genova, Varese, Bergamo, Mantova, Vicenza, Pordenone, Ferrara, Firenze, Grosseto, Ancona, Ascoli Piceno, Chieti, Roma, Rieti, Foggia, Catania, Palermo, Ragusa, Cagliari e Sassari). Alla base del progetto il manifesto per la ristorazione sostenibile e un decalogo per cucinare senza sprechi. Una menzione speciale è andata a ENIservizi per il progetto sui servizi di ristorazione strutturato nel segno della sicurezza alimentare, della stagionalità dei prodotti, della prevenzione degli sprechi, della sensibilizzazione intorno all’economia circolare. Per la categoria prevenzione sprechi Ortofrutta vince AFE Associazione Frutticoltori Estensi Ferrara, per l’adozione di una tecnologia altamente innovativa che consente di commercializzare lungo tutta la filiera e di gestire poi nelle case in modo ottimale la frutta con lo stesso grado di maturazione, evitandone lo spreco. Per la categoria Scuole ha vinto il progetto Mense Scolastiche del Comune di Caggiano (Salerno), con il progetto “Mensa a spreco zero e zero rifiuti”, che ha coinvolto capillarmente le scuole e le famiglie, in un circolo virtuoso di sensibilizzazione sulla cultura del cibo salutare e della prevenzione degli sprechi. Per la categoria legata alla Cittadinanza Attiva il Premio 2019 va all’Associazione Assffron di Trento che ha sviluppato attraverso un impegno decennale un articolato progetto di sensibilizzazione nei confronti della società civile, legato al tema degli sprechi alimentari: una connessione virtuosa che unisce le scuole di ogni ordine e grado e le famiglie, attraverso iniziative di monitoraggio dello spreco e incontri di promozione delle buone pratiche. Nella nuova categoria No Plastic Food&Drink vince Natura Sì per il progetto di erogazione idrica Plastic Free realizzato erogando nei punti vendita acqua opportunamente trattata. L’iniziativa porterà a un risparmio di quasi 1 milione e 300 mila bottiglie di plastica nell’ambiente e una diminuzione di oltre 190 tonnellate di CO2 equivalente nell’atmosfera. Infine, nella categoria InnovAction il Premio Vivere a Spreco Zero va alla Piattaforma pugliese Avanzi Popolo 2.0 Bari, ideata per condividere le eccedenze del cibo fra privati e il recupero delle eccedenze di imprese ed eventi. Dall’idea iniziale di scambio solo fra cittadini, la piattaforma si è evoluta verso il recupero e redistribuzione di eccedenze provenienti da imprese o eventi.

La Giuria del Premio Vivere a Spreco Zero 2019 è composta dai giornalisti Antonio Cianciullo, Massimo Cirri, Marco Fratoddi e Roberto Giovannini, dal fondatore Spreco Zero Andrea Segrè, dal curatore del Premio Luca Falasconi, dalla coordinatrice della campagna Spreco Zero Daniela Volpe, dai rappresentanti delle aziende partner che hanno supportato l’edizione 2019.

Le premiazioni si svolgeranno martedì 26 novembre a Roma, nell’Auditorium del Ministero dell’Ambiente dalle 15.30: all’evento porterà il suo saluto il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e protagonista dell’appuntamento sarà l’artista Neri Marcorè, Ambassador 2019 del Premio Vivere a Spreco Zero per l’attenzione, la sensibilità e l’efficacia d’impegno. Artista fra i più amati dal grande pubblico, Neri Marcorè, in parallelo con una straordinaria carriera artistica, si è impegnato in prima linea per sostenere la sostenibilità e sensibilizzare il suo pubblico sulla necessità di maggiore consapevolezza nelle scelte del nostro quotidiano in rapporto a temi centrali come gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030.

«L’orizzonte Spreco Zero si avvicina se le buone pratiche diventano prassi nella vita di tutti – dichiara il fondatore e presidente di Last Minute Market Andrea Segrè – La vera svolta in tema sprechi è quella culturale, per questo dobbiamo partire dalle scuole e rilanciamo un forte appello perché l’educazione alimentare diventi programma scolastico, e perché l’educazione civica del nostro tempo includa la sensibilizzazione sui temi della sostenibilità e dell’educazione ambientale. Del resto lo hanno capito anche i cittadini: 7 italiani su 10 (68%) danno mandato proprio alla sensibilizzazione scolastica per promuovere la prevenzione negli sprechi alimentari (dati Waste Watcher 2019) e nelle mense scolastiche scuole l’avanzo medio è di 90 grammi nel piatto di ogni studente».

«Siamo orgogliosi di partecipare alla campagna Spreco Zero, assolutamente in linea con quelli che sono i principi e i valori del modo differente di fare banca, che da oltre un secolo caratterizza il modo di operare delle banche di credito cooperativo – spiega il DG Emil Banca Daniele Ravaglia – Da sempre Emil Banca è attenta ai temi ambientali e supporta con servizi e personale dedicato le realtà che lavorano per un futuro sostenibile. In più, con il professor Segrè ci lega un rapporto ormai consolidato: siamo stati tra i primi a schieraci al suo fianco quando, proprio a poche centinaia di metri da qui, ha ideato e realizzato FICO, una struttura importante sia per le ricadute positive sulla città sia per diffondere una diversa cultura del cibo».

«Sono centinaia le buone pratiche di Comuni, Regioni e altri enti pubblici; i progetti di imprese italiane, le iniziative nate in seno alle scuole e attraverso progetti di Cittadinanza attiva – osserva Luca Falasconi, curatore del Premio – Da quest’anno abbiamo scelto di aprirci a nuove categorie perché la prevenzione e la riduzione dello spreco alimentare non possono che passare attraverso la diffusione delle buone pratiche. La categoria Ortofrutta è rivolta agli alimenti che sono nella hit degli sprechi: frutta e verdura; una categoria ‘plasti free’ ci aiuta a ragionare concretamente sulla rapida riduzione delle plastiche e innanzitutto di quelle ad uso alimentare ed idrico. Infine la categoria InnovAction permette di estendere la tecnologia alle buone pratiche antispreco anche a livello di cittadini e utenti privati: un’ottima strategia per ridurre lo spreco alimentare domestico che vale i 3 / 4 nella filiera dello spreco in Italia e nel mondo».

I DATI SULLO SPRECO ALIMENTARE: FOCUS EMILIA ROMAGNA

Emilia Romagna virtuosa nella rigenerazione degli avanzi, 1 cittadino su 2 (54%) adotta questa pratica e “solo” il 53% degli intervistati e’ vittima della scadenza del cibo (il 10% in meno del dato nazionale). spreco alimentare come emergenza per 6 cittadini su 10, 1 su 2 teme lo spreco idrico. in italia lo spreco complessivo di cibo vale oltre 15 miliardi € (15.034.347.348 €), i 3 / 4 dello spreco nelle nostre case.

Pesa 700,7 grammi lo spreco di cibo pro capite settimanale in Italia, per un valore di 3,76 € settimanali, e di 196 € annuali secondo i test scientifici dei “Diari di famiglia” del progetto REDUCE – Min. Ambiente / Università di Bologna Distal. Lo spreco di cibo a livello domestico in Italia vale quasi 12 miliardi € (esattamente 11.858.314.935 € secondo il test Diari di Famiglia), ai quali va sommato lo spreco alimentare di filiera (produzione – distribuzione), stimato in oltre 3 miliardi € (3.176.032.413 €), ovvero il 21,1% del totale, Lo spreco complessivo di cibo vale quindi oltre 15 miliardi €, per l’esattezza 15.034.347.348 €. Quanto gettiamo nelle nostre case rappresenta quindi i 4/5 dello spreco alimentare complessivo in Italia: parliamo dello 0,88% del Pil (valori a prezzi correnti fonte Istat). Anche la distribuzione, pur adottando da tempo comportamenti virtuosi e pratiche di recupero del cibo a ridosso di scadenza, ha i suoi “buchi neri”: la stima nazionale è di 220.000 tonnellate di cibo sprecato ogni anno, 2,89 kg/pro-capite, ovvero 18,7 kg di cibo sprecati ogni anno per metro quadro di superficie di vendita, soprattutto frutta e verdura, pane e prodotti da forno, latticini (progetto REDUCE 2018). E nelle scuole? L’indagine REDUCE sulla refezione scolastica ha calcolato un avanzo medio di 90 grammi nel piatto di ogni studente, e di 27 grammi di cibo intatto, abbandonato nelle mense per ogni pasto.

LE DICHIARAZIONI DEI SUPPORTERS DEL PREMIO VIVERE A SPRECO ZERO

Filippo Bocchi, Direttore valore condiviso e sostenibilità Hera spa, supporter categorie Testimonial e InnovAction del Premio: «impegnandosi da tempo sui tanti fronti dell’economia circolare, Hera sposa con convinzione la causa di questo premio, che ha il merito di valorizzare il contributo attivo delle persone e delle idee, fondamentali per guardare con fiducia al futuro e alle complesse sfide ambientali del nostro tempo».

Chiara Marzaduri, Responsabile Comunicazione Alce Nero, supporter categoria Enti pubblici: «quello dello spreco alimentare è un problema quanto mai attuale se consideriamo i temi di una produzione alimentare sostenibile e per tutti. Per questa ragione, unitamente al nostro impegno verso un’agricoltura biologica che rispetta la terra e il cibo, da anni sosteniamo Spreco Zero e il suo Premio».

Giorgio Baracani, Vicepresidente di Conapi-Mielizia, supporter categoria Imprese: «il Premio evidenzia le tante realtà italiane che promuovono comportamenti utili a costo zero. FIPE ha favorito una pratica caduta in disuso, anche se espressione di buon senso e rispetto per il valore del cibo. L’atteggiamento snob che per anni ha bollato come volgare e miserevole la richiesta di portare a casa ciò che non veniva consumato subito, è stata finalmente superato dalla crescente consapevolezza che dietro a ogni alimento c’è il lavoro e la fatica quotidiana di donne e uomini che ci nutrono: un altro passo che va nella giusta direzione, non è più tempo di sprecare».

Francesco Malaguti, presidente Camst, supporter categoria Associazioni / Cittadinanza attiva: «Camst, produce oltre 130 milioni di pasti l’anno in Italia e all’estero ed è consapevole di avere una grande responsabilità nel contrasto agli sprechi alimentari. Per questo, oltre ad intervenire sulla filiera di produzione del pasto attraverso piccoli gesti e grandi progetti, investiamo nella sensibilizzazione su questi temi. Dai bambini nelle scuole in cui gestiamo il servizio di refezione scolastica – in questo contesto la partnership con Last Minute Market è fondamentale – ai clienti nei ristoranti aziendali e nei ristoranti self-service».

Gabriele Longanesi, fondatore Natura Nuova, supporter categoria InnovAction: «sostenibilità significa natura, ogni giorno. Perché quando ci si riconnette alla terra e alla materia, si ritrova il vero significato dell’unicità. Difendiamo la nostra terra attraverso scelte concrete, riducendo al massimo l’impatto ambientale. Sostenibilità è una scelta culturale, prima che imprenditoriale».

Paolo Pasini, responsabile Relazioni Istituzionali Unitec, supporter categoria Prevenzione spreco Ortofrutta: «prevenire lo spreco significa offrire ai consumatori il prodotto più adeguato ai diversi gusti o alle differenti esigenze di consumo. Unitec da molti anni dedica energia ed attenzione allo sviluppo di tecnologie in grado di classificare con precisione le diverse qualità organolettiche di ciascun frutto. Il Team Unitec crede fortemente nell’innovazione tecnologica come fattore determinante per ridurre lo spreco del cibo e degli alimenti prodotti dalla Terra».