SIT IN in Autostrada di imprenditori danneggiati dalla crisi pandemica

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Si è conclusa con qualche momento di tensione, risolto civilmente, e nessuna conseguenza, la manifestazione di stamane presso la stazione di servizio di Cantagallo a Casalecchio di Reno, sul tratto autostradale della A1, direzione Sud.

Il tam tam tra imprenditori danneggiati dalla crisi pandemica, senza nessuna insegna politica o associativa, ha riunito esponenti dei settori coinvolti (ristoratori, esercenti, estetisti, parrucchieri, fieristi e ambulanti) arrivati da ogni parte d’Italia per manifestare, al cospetto della numerosa stampa intervenuta.

Oltre 130 gli imprenditori arrivati alle 11 al parcheggio della stazione di servizio, dal Piemonte alla Toscana dall’Umbria all’Abruzzo e anche dalla Campania, oltre naturalmente a una consistente rappresentanza di Bologna e provincia.

I partecipanti hanno accoratamente espresso tutto il loro profondo dissenso per le illogiche e penalizzanti restrizioni a cui è sottoposta l’intera categoria.

Un gesto plateale per comunicare ad alta voce le loro legittime richieste da 13 mesi completamente ignorate, alla vigilia delle vacanze pasquali, che avrebbero rappresentato per tutti un momento cruciale per il fatturato. Al contrario, come è ben noto, beneficeranno del tempo e del denaro dei turisti, operatori dell’ospitalità all’estero, con tanto di placet del Ministero.

I manifestanti, dopo avere esposto nuovamente i motivi del dissenso hanno tentato di uscire dall’area di servizio con auto e furgoni, in direzione Sud, con l’intento di bloccare l’imbocco della Direttissima.
Le forze dell’ordine, pur comprendendo le motivazioni, hanno impedito fisicamente ogni tentativo e hanno di fatto accerchiato gli imprenditori, che hanno pensato di occupare le aree di ristoro della stazione di servizio, in entrambe le direzioni. Hanno così impedito gli accessi per almeno un’ora.

Dopo qualche piccolo diverbio con gli autisti dei mezzi pesanti, rimasti bloccati nel parcheggio, i manifestanti hanno lasciato loro un varco in segno di solidarietà con altri lavoratori, incolpevoli della situazione. Anche la clientela dell’area di servizio ha confermato appoggio e solidarietà.

Nel primo pomeriggio, con autorizzazione delle forze dell’ordine, i manifestanti hanno potuto fare il corteo, occupando, alla velocità di 50 km/h, tutte e tre le corsie in direzione Sud, imboccando l’uscita Sasso Marconi Sud.

Se il governo continuerà a non rispondere e a non sostenere economicamente in maniera significativa le imprese coinvolte loro malgrado nel doloroso arresto dell’attività lavorativa, le conseguenze saranno gravissime e ne farà le spese una larga parte della popolazione, sia direttamente che indirettamente. Inoltre è stato nuovamente reso noto che si sta materializzando il rischio concreto che le attività saranno inghiottite in speculazioni non trasparenti, con “svendite” inferiori al valore di mercato, da parte di criminalità organizzata e soggetti di dubbia provenienza.

Le manifestazioni non si arresteranno finché non ci saranno segnali significativi da parte delle Istituzioni. Risarcimenti e riaperture, in sicurezza così come è concessa agli Autogrill, ai locali situati in zone aeroportuali e alle grandi mense aziendali.