Torna la Festa della Musica a San Colombano, tra suoni tzigani, musiche e danze dall’Ungheria

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Franz Liszt, Béla Bartók, Zoltán Kodály: basterebbero questi soli tre nomi per testimoniare della straordinaria tradizione musicale ungherese. Una vivacità ed unicità che San Colombano – Collezione Tagliavini e Genus Bononiae. Musei nella città celebrano da venerdì 17 a domenica 19 maggio nella V edizione della Festa della Musica, l’ormai tradizionale appuntamento che quest’anno sarà dedicato alla grande cultura della Transilvania (ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili). Tra musica, danza e poesia la manifestazione sarà un’occasione unica per avvicinare e scoprire le musiche dell’Ungheria, e per esplorare il suo legame culturale ed artistico con l’Italia. Moltissimi gli appuntamenti in programma, tra i quali la presentazione, sabato 18 maggio, de “Il Transilvano” di Girolamo Diruta, trattato teorico-pratico per lo studio degli strumenti a tastiera scritto tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, alla presenza, tra gli altri, di Liuwe Tamminga, Direttore di San Colombano. E ancora concerti dedicati alla musica di Liszt e Bartók, con particolare attenzione ai brani nei quali echeggiano danze ungheresi e musiche di autentica tradizione popolare.

“I legami musicali tra il nostro Paese e l’Ungheria risalgono al Medioevo, ma è soprattutto alla corte di Zsigmond Báthory (1572-1613), principe di Transilvania e grande amatore di musica, che la presenza di musicisti italiani si fa intensa, tanto che lo stesso venne accusato dai contemporanei di aver l’animo “corrotto di musica” per colpa degli Italiani – racconta il Maestro Tamminga -. Proprio a Zigmond Báthory è dedicato il celebre trattato “Il Transilvano” di Girolamo Diruta. Senza contare che L’Italia, la sua storia, arte e letteratura, sono state fonte d’ispirazione per Franz Liszt – autore del poema sinfonico “Tasso”, della sinfonia “Dante” e della serie italiana di “Années de pèlegrinage” –  le cui composizioni verranno eseguite nel corso della Festa della Musica”. 

La Festa si apre venerdì 17 maggio alle 20.30 con una Evening in Transylvania con musiche di Béla Bartók (Mikrokosmos, Sei danze popolari rumene, For Children), eseguite da Isabella Bison al violino, Judit Hantos al flauto dolce, István Bátori al pianoforte e Liuwe Tamminga al cembalo, organo e regale pianoforte. Sabato 18 maggio, alla presentazione a partire dalle 12.00 de “Il Transilvano” di Girolamo Diruta (con la presenza di Erzsébet Miliczky, Console Onorario dell’Ungheria per la Regione Emilia-Romagna), seguirà alle ore 15.00 l’esecuzione all’organo di 13 Toccate, 2 Canzone e 12 Ricercari. Alle 17.00 sarà la volta dei Balli ungheresi del ‘500 e ‘600, con le musiche di Bálint Bakfark, Wolfgang Henckel, Giorgio Mainerio, Jakob Paix, Giovanni Picchi, Giovanni Pacoloni, Daniel Croner. Alle 18.00 Bartók per bambiniFor Children su canti popolari ungheresi, con i giovani allievi di Sara e Giovanna Barberio che si esibiranno al pianoforteAlle ore 18.30 l’esecuzione integrale de Le Danze ungheresi di Brahms. La serata prosegue alle ore 21.00 con le musiche di Franz Liszt, Franz Schubert e Béla Bartók eseguite al pianoforte da Wonmi Kim, alle ore 22.00 con le musiche popolari di Béla Bartók e Zoltán Kodály interpretate dalla soprano Fanny Fógel accompagnata al violino da Angelika Strano e Roberto Noferini e da István Bátori e Chiara Cattani al pianoforte. Alle 23.00 infine i Duetti per due violini di Béla Bartók con Silvia Mandolini e Alessandro Bonetti.

Domenica 19 maggio alle ore 12.00 Zsuzsanna Rozsnyói, Docente di Lingua e Letteratura Ungherese all’Università di Bologna, parlerà de “I fiori selvatici”: i canti popolari ungheresiDomenico Staiti, etnomusicologo e Coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Discipline della musica e del teatro presso l’Università di Bologna parlerà de La musica dei rom; infine l’intervento Béla Bartók l’etnomusicologo a cura di Elena Abbado, musicologa.
Alle ore 16.00 Annabell Piroska Koch reciterà Poesie ungheresi di Radnóti Miklós, József Attila, Erdős Virág, Ady Endre e Illyés Gyula con accompagnamento di Valeria Montanari al pianoforte. Alle ore 17.00 Il Ballo Ongaro, con Marco Ferrari (duda, fluier, kaval, taragatò) e Fabio Tricomi (viella, violino, defi, davul, doromb). Il duo eseguirà su strumenti popolari musiche folkloristiche ungheresi, provenienti da diversi manoscritti cinque- e seicenteschi.
Alle ore 18.00 le Rapsodie ungheresi di Franz Liszt con Alessandro Artese, Christian De Luca, Matilde Bianchi e Wim Van Moerbeke al pianoforte. Alle ore 19.00 L’influsso della gipsy music sulla musica classica, con musiche di Johannes Brahms, Jenő Hubay, Grigoras Dinicu, Pablo de Sarasate, Maurice Ravel, Franz Liszt eseguite da Elicia Silverstein al violino e Filippo Pantieri al pianoforte. Gran finale alle ore 21.00 con la Budapest Gipsy Band, che eseguirà musiche e danze degli tzigani ungheresi, intervallate da composizioni di Brahms, Lehár e Dinicu ispirate a questo repertorio. Verrà utilizzato all’occasione un cimbalom, strumento tipico dell’Europa centro-orientale, mentre due ballerini danzeranno sulle note di canzoni gitane ungheresi.

La musica non finisce qui: la Stagione Musicale di San Colombano proseguirà infatti dal 6 all’8 giugno con le tradizionali “Giornate Spagnole”in collaborazione con il Real Collegio di Spagna di Bologna. Giovedì 6 giugno alle ore 20.30 il Museo di San Colombano ospiterà il concerto per due tastiere (organo e regale della Collezione Tagliavini), con i Maestri Guy Bovet, organista svizzero, già professore di organo presso la Musikhochschule di Basilea, e Liuwe Tamminga, che eseguiranno le musiche composte da alcuni organisti delle cattedrali di Malaga, Salamanca e Cuenca (ingresso libero previo ritiro di coupon presso la portineria di via Parigi, 5). Venerdì 7 giugno alle ore 18.00, sempre presso San Colombano, Il tango, concerto per due bandoneon, violino, contrabbasso e pianoforte con esecuzione di musiche di Cobian, Piazzolla e Rovira (ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili). Sabato 8 giugno infine a partire dalle ore 19.00 Il Real Collegio di Spagna ospiterà il concerto di Guy Bovet dedicato alle composizioni del celebre organista spagnolo Juan Cabanilles (1644-1712): l’ingresso è libero previa prenotazione all’indirizzo eventi@genusbononiae.it.

Domenica 9 giugno infine un appuntamento inedito per San Colombano, quello con il cinema muto, con la proiezione, a partire dalle ore 21.00, di due cortometraggi di Charlie ChaplinThe Adventurer (1917) e Easy Street (1917): sarà il Maestro Tamminga ad accompagnare le pellicole con improvvisazioni a diversi strumenti della Collezione Tagliavini, dal pianoforte al clavicembalo, dall’organo al dulcitone.