Ultimo weekend di apertura per la mostra “L’anima e il corpo”

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Questo è l’ultimo weekend di apertura per la mostra L’anima e il corpo. Immagini del sacro e del profano tra Medioevo ed Età Moderna allestita nelle Collezioni Comunali d’Arte dell’Istituzione Bologna Musei, al secondo piano di Palazzo d’Accursio in Piazza Maggiore 6 a Bologna.

Fino a domenica 17 marzo 2019 si potranno ammirare alcune delle opere più rilevanti conservate nella collezione permanente del museo in un affascinante percorso tematico dedicato all’evoluzione iconografica della rappresentazione del divino e della figura umana tra il XIII e XVIII secolo. Attraverso la ricca collezione di sculture e di dipinti medievali, le preziose tavole di Francesco FranciaAmico AspertiniLuca Signorelli e le tele di Prospero FontanaLudovico CarracciMichele DesubleoGuido CagnacciDonato CretiGaetano GandolfiPelagio Palagi, la mostra spiegacome anche le più note raffigurazioni religiose e profane non siano rimaste uguali a se stesse nel corso dei secoli, ma abbiano accompagnato il rinnovamento del linguaggio artistico, riflettendo il dibattito sulla raffigurazione del corpo umano nel mutare del clima sociale e religioso europeo. 

Oggi, sabato 16 marzo, alle h 10.30 si svolgerà una visita guidata, senza costo aggiuntivo oltre al biglietto di ingresso. 

A conclusione della mostra, che si svolge in concomitanza con  lavori di ripristino e consolidamento strutturale che stanno interessando una porzione della copertura di Palazzo d’Accursio, le Collezioni Comunali d’Arte rimarranno chiuse per un mese al fine di  consentire il riallestimento permanente del museo nel suo ordinamento originale.
L’intero percorso espositivo tornerà fruibile in via definitiva a partire da mercoledì 17 aprile 2019. Oltre agli interventi funzionali necessari, sarà possibile tornare ad ammirare le sale dopo la realizzazione di migliorie rispetto al progetto preliminare posto a base di gara, tra cui il restauro conservativo della Galleria Vidoniana nell’Appartamento del Legato, fastoso e raro esempio bolognese della tipologia architettonica di galleria barocca di matrice romana, affrescata nel 1665 dal Mengazzino e da Giovanni Battista Caccioli.