Uno stetoscopio, un puzzle e uno zainetto da bimba tra gli 813 oggetti smarriti nel mese di aprile

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Sono 813 gli oggetti che nel mese di aprile sono stati smarriti in città e consegnati all’Ufficio oggetti rinvenuti del Comune di Bologna. Tra questi uno stetoscopio, perso forse da un medico distratto. Ma anche i bambini (o i genitori) a volte sono distratti: questo mese, tra gli oggetti smarriti, anche un puzzle di Frozen, il famoso cartoon Disney, e uno zainetto da bimba con dentro svariati unicorni e altri pupazzetti, che speriamo possano presto tornare in possesso dei piccoli legittimi proprietari. Numerose poi le borse e gli zaini, ma anche gli smartphone, gli occhiali e soprattutto i portafogli persi. I portafogli restano anche la gran parte degli oggetti che più spesso vengono restituiti: in aprile sono 189 gli oggetti che sono “tornati a casa” di cui proprio 120 sono portafogli, oltre a tanti documenti e diversi tra borse zaini e cellulari.

Il proprietario, per rientrare in possesso del proprio oggetto o documento, deve presentarsi personalmente, con un documento d’identità valido, all’Ufficio che si trova in piazza Liber Paradisus 10 – Torre B – piano zero, e che è aperto il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 8.30 alle 12.30; il martedì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 16.30 e il giovedì con orario continuato dalle 8.30 alle 16.30. Il proprietario deve fornire una descrizione dettagliata del bene e deve portare con sé l’eventuale denuncia.
Di tutti gli oggetti smarriti viene pubblicato mensilmente un elenco a cura dell’Ufficio oggetti rinvenuti del Comune di Bologna che si occupa di tenerli in custodia per 12 mesi.
Nel caso il proprietario non si presenti per il ritiro entro 12 mesi, l’oggetto viene restituito alla persona che l’ha trovato e consegnato. Il ritrovatore ha due mesi di tempo per ritirare l’oggetto. Tutti i beni non ritirati rimangono a disposizione del Comune e potranno essere messi in vendita all’asta. Nel caso in cui l’oggetto non avesse un reale valore economico o non riuscisse ad essere venduto all’asta, questo viene donato ad associazioni che presentano dei progetti di valore sociale, didattico in tema ambientale, di riuso e di riciclo o di aggregazione.

E proprio grazie ad uno di questi progetti, una camicia “blu, con appariscenti macchie geometriche gialle”, smarrita da chissà chi, si anima e diventa la protagonista del racconto di una studentessa del Liceo Artistico “F. Arcangeli”. Il racconto fa parte del progetto “L’og-getto che non getto. Storie di oggetti smarriti” dell’associazioni Visu-Ali a cui l’Amministrazione comunale consegna periodicamente alcuni degli oggetti non restituiti al legittimo proprietario o non rivenduti all’asta. Grazie a questa opportunità, i ragazzi delle scuole superiori bolognesi, hanno dato una seconda vita a questi oggetti, che possono così rivivere in brevi racconti.

Il racconto integrale di Valentina Nanni (Liceo Artistico “F. Arcangeli”. Corso di Arti Figurative – Grafico Pittorico. Bologna)

“AAA Corpo frizzante e creativo cercasi. Amante viaggi e libertà. (astenersi puzzole).

Blu, con appariscenti macchie geometriche gialle, taglia L, collo 17.
All’inizio ero solo un’idea. Dopo sono diventata stoffa e successivamente ho assunto una forma. Sono diventata camicia il 5 Agosto del 1968.
Da allora sono stata a contatto con gente di ogni tipo. Qualche volta è stato anche divertente, ma non sempre sono stata trattata nel migliore dei modi.
C’era uno che mi usava sempre e non mi lavava mai. Un altro invece era fissato con il profumo. Con entrambi facevo fatica a respirare per la troppa fragranza che inalavo.
Poi c’è stato Billy, un simpaticissimo trafficante di droghe con cui ho passato poco tempo. Era molto esperto nel campo, ma una piccola distrazione l’ha fatto finire dietro le sbarre.
L’ultimo dei miei proprietari è stato forse il migliore. Ogni volta che m’indossava, mi portava nei posti più lussuosi del globo e si prendeva molta cura del mio aspetto. Con lui ho conosciuto le donne più belle che mi abbiano mai sbottonata.
Attualmente sono libera da impegni; ma potrebbe essere un’occasione per conoscerci meglio, no? Sì, parlo proprio con te che stai leggendo. Sono sicura tu sia una persona frizzante e piena di creatività. Una cui piace viaggiare e sentirsi libera. Dovremmo provarci, dovresti provarmi, non credi?”.