“Vivere una città romana. Claterna, dallo scavo al Museo” al Museo Archeologico (Sala Risorgimento)

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Martedì 18 giugno alle ore 15.30, al Museo Archeologico (Sala Risorgimento)
“Vivere una città romana. Claterna, dallo scavo al Museo”
In un pomeriggio di studi aperto alla città, saranno presentati al pubblico bolognese gli esiti di quasi due secoli di ricerche archeologiche e il nuovo Museo della Città romana di Claterna, di recente inaugurato ad Ozzano dell’Emilia.
Il foro, il teatro, le domus private e le officine artigianali, e forse anche l’anfiteatro e l’impianto termale: l’antica città romana di Claterna definisce ogni anno di più la sua forma urbis, svelando i propri segreti e confermando le ipotesi ricostruttive proposte nel corso dei vari scavi. Le ricerche e i sondaggi sistematici effettuati nel corso degli anni hanno permesso di disegnare un quadro pressoché completo della città romana che giace “sepolta” a pochi centimetri di profondità lungo la Via Emilia, nel territorio di Ozzano dell’Emilia, tra Bologna e Imola.
Interverranno:
– Marinella Marchesi, Museo Civico Archeologico di Bologna: “Le prime scoperte a Claterna”
– Claudio Negrelli, Università Ca’ Foscari di Venezia: “Esplorare una città sepolta”
– Maurizio Molinari, Centro Studi Claterna “Giorgio Bardella e Aureliano Dondi”: “L’esperienza di alternanza Scuola-lavoro”
– Renata Curina, Soprintendenza ABAP-BO: “Dallo scavo alla valorizzazione. L’apertura del Museo della città di Claterna”
Ingresso: gratuito
Info: www.museibologna.it/archeologico

MOSTRE IN CORSO

“Ex Africa. Storie e identità di un’arte universale”, fino all’8 settembre 2019
Volti e corpi ieratici che a noi occidentali ricordano immediatamente le sculture di Modigliani e Brancusi, i dipinti di Nolde e Picasso. Ma anche visi mirabilmente torniti nel bronzo, di fidiana perfezione come solo i putti e i Cristo in fasce di Raffaello. Oggetti di potere e di culto che rimandano al metafisico, agli antichi riti, alle forze umane e soprannaturali. Ma anche figure in miniatura per pesare la polvere d’oro, cesellate come orologi del Seicento tedesco. E ancora, saliere in avorio, olifanti e cucchiai realizzati anticamente in Africa su commissione europea, per quelle che un tempo si chiamavano arti applicate.
Per la varietà dei temi trattati, si tratta dell’esposizione sull’arte africana più ampia mai organizzata in Italia – con circa 270 pezzi esposti -, nella quale si spazia da testimonianze su culture antiche, vecchie di mille anni, fino alla produzione degli artisti contemporanei.
In mostra sono documentati i diversi sguardi con i quali l’Occidente si è posto dinnanzi alle espressioni plastiche dell’Africa.
La mostra, prodotta e organizzata da CMS.Cultura, è promossa da Comune di Bologna e Istituzione Bologna Musei | Museo Civico Archeologico e curata da Ezio Bassani e Gigi Pezzoli, con il contributo di studiosi italiani e stranieri.
Info: www.museibologna.it/archeologico – www.mostrafrica.it