CALCIO – Arnautovic illude il Bologna, la Lazio rimonta e vince: 2-1 all’Olimpico

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nella foto, Marko Arnautovic duella col laziale Felipe Anderson: primo goal stagionale per il bomber rossoblù, purtroppo inutile ai fini del risultato

Prima l’illusione, poi la beffa.

E’ amaro il debutto in campionato del Bologna, che per un’ora abbondante cova desideri di colpaccio a Roma. I presupposti ci sarebbero tutti, visto che la Lazio è ridotta in dieci per l’espulsione di Maximiano dopo appena cinque minuti e che un glaciale Marko Arnautovic firma lo 0-1 su rigore al tramonto del primo tempo. La sciocca cacciata di Soumaoro proprio a ridosso dell’intervallo rimette tuttavia in piena corsa i ragazzi di Sarri, bravi a premere sull’acceleratore in avvio di ripresa con il piglio di chi ha capito che si è riaperto lo spiraglio giusto per rientrare in partita. L’autogoal sfortunato di De Silvestri apre il primo varco nella diga rossoblù, il guizzo di Immobile nel finale chiude il cerchio e di fatto cancella le speranze di Sinisa.

Osannato come di consueto dal popolo laziale, il grande ex Mihajlovic conferma quasi in toto l’undici che una settimana fa si è sbarazzato del Cosenza in Coppa Italia. Una sola eccezione: in difesa esce Bonifazi ed entra Cambiaso, con conseguente trasloco di Lykogiannis a sinistra nel terzetto arretrato. Dopo il goal decisivo in Coppa, Sansone vince la corsa a tre per affiancare l’intoccabile Arnautovic: ancora panchina per Orsolini e Barrow. De Silvestri, altra vecchia conoscenza biancoceleste, presidia la corsia destra mentre Schouten e Dominguez si spartiscono la mediana con Soriano solito elastico tra centrocampo e attacco. Tanti dubbi alla vigilia invece per Sarri, che come previsto esclude dai titolari il tormentato Luis Alberto (in balia di malanni e mercato) e lancia dal 1′ Basic. Tra i pali Maximiano si aggiudica il ballottaggio con Provedel; regia affidata a Cataldi, per il neoarrivato Marcos Antonio è ancora tempo di apprendistato. Giornata cerchiata in rosso per l’ex capitano del Milan, Alessio Romagnoli, all’esordio con i colori della sua squadra del cuore che ha voluto fortemente abbracciare in estate. In attacco, al contrario, si riparte da antiche certezze: Felipe Anderson e Zaccagni larghi al servizio di un signore capace di segnare 83 reti negli ultimi tre campionati che risponde al nome di Ciro Immobile. Pericolo pubblico numero uno per Skorupski, chiaramente. Il Bologna è chiamato a frenare un’emorragia di risultati negativi all’Olimpico biancoceleste: tre sconfitte di fila con un solo goal segnato. Sinisa non nasconde i sentimenti laziali, ma in cuor suo sogna lo sgarbo al vecchio amore. E il pomeriggio romano si trasforma subito in una discesa inaspettata per i rossoblù. Il peccato originale è un clamoroso errore di lettura in uscita bassa da parte di Maximiano: il portiere biancoceleste afferra il pallone fuori dall’area con le mani in anticipo su Arnautovic, il sig.Massimi dopo consulto VAR non può che procedere con l’espulsione. Il cronometro segna appena 6′, in pratica il Bologna si ritrova con un prezioso bonus tra le mani per tutto il match. Sarri manda comunque un segnale di coraggio ai suoi, scegliendo di non rinunciare al tridente offensivo al netto dell’inferiorità numerica: fuori Basic per far posto al vice Provedel. Reazione d’orgoglio della Lazio, che nella parentesi successiva crea più di un pensiero a Skorupski; il portiere polacco, sollecitato dal tentativo da fuori di Zaccagni, deve superarsi sul rasoterra incrociato di Immobile. All’ottimo quarto d’ora laziale fa seguito la prima, occasionissima per il Bologna: bella azione manovrata da sinistra, Arnautovic riceve a centro area e apparecchia per il tocco a colpo sicuro di De Silvestri che però si fa murare dall’uscita disperata di un Provedel subito decisivo. La grazia dell’ex, chiamiamola così. Bologna ora in controllo, a caccia dello scatto per il sorpasso. E il minuto 36 concretizza i desideri rossoblù. Sansone anticipa secco Zaccagni su un pallone vagante all’ingresso dell’area laziale, il successivo contatto tra i due penalizza l’esterno di Sarri e spedisce sul dischetto Arnautovic. I fischi assordanti della curva biancoceleste non turbano il bomber austriaco dagli undici metri: palla da una parte, Provedel dall’altra e Bologna in vantaggio. Esultanza un po’ sopra le righe per Arna, che scatena le ire della Lazio con capitan Immobile in testa: il sig.Massimi opta per una discutibile ammonizione ai danni del n°9 rossoblù. Sinisa vede ormai l’intervallo dietro l’angolo, ma il suo Bologna carico di cartellini gialli paga dazio proprio all’ultima curva. Entrata in netto ritardo di Soumaoro (già ammonito) su Lazzari: rosso tanto ingenuo quanto sacrosanto, ristabilita la parità numerica.

La Lazio però mica si accontenta di quella. Nel mirino c’è ovviamente il pareggio, per non dire il ribaltone. Mihajlovic approfitta della pausa per ripristinare la linea difensiva a tre; esce Sansone, entra Bonifazi e Arnautovic resta l’unico riferimento là davanti. Come da copione, Lazio in pressione costante e Bologna che fatica ad uscire, anche se nel primo quarto d’ora di chance vere e proprie non se ne vedono. Rompe l’inerzia Zaccagni con un destro velenoso deviato da un difensore: Skorupski fa gli scongiuri, il tiro sfila a lato di pochissimo. Forze fresche in campo per Sinisa, che butta nella mischia Aebischer e Kasius per Soriano e Lykogiannis; De Silvestri scala nel pacchetto arretrato. Si sbilancia ancora di più Sarri, che chiede aiuto a Luis Alberto: fuori Cataldi. Il pareggio è nell’aria ma arriva nel modo più rocambolesco. Ennesimo affondo dell’incontenibile Lazzari a destra, il cross trova la respinta coi piedi di Skorupski ma il rimpallo sul corpo di De Silvestri risulta fatale. La sensazione è che il Bologna sia un po’ alle corde, urge sussulto d’orgoglio per non veder svanire l’intero malloppo. Barrow per Dominguez è il messaggio di Sinisa alla truppa: su la testa, si tenta un nuovo allungo con due punte di ruolo in campo. A punire i rossoblù è tuttavia una distrazione in disimpegno in uscita dall’area: pallone raccolto da Milinkovic-Savic, che inventa un’imbucata perfetta per Immobile. Stoccata da manuale, Skorupski sfiora soltanto e la rimonta è completata. Al Bologna rimangono dieci minuti più recupero per provare ad organizzare qualche attacco verso Provedel. Nulla da fare, con le energie ormai evaporate. Rientro dalla Capitale a mani vuote: per come si era messa, è un peccato. Ora, testa al Verona. E al mercato, naturalmente.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (3-5-2)

Skorupski 6.5; Soumaoro 4.5, Medel 6, Lykogiannis 6 (65′ Kasius 6); De Silvestri 5, Dominguez 5.5 (74′ Barrow 5.5), Schouten 5.5, Soriano 6 (65′ Aebischer 5.5), Cambiaso 5 (87′ Vignato s.v.); Arnautovic 6.5, Sansone 6.5 (46′ Bonifazi 6).  all.: Mihajlovic 6

 

LAZIO (4-3-3)

Maximiano 4; Lazzari 7 (83′ Hysaj s.v.), Patric 6.5, Romagnoli 6, Marusic 6; S.Milinkovic-Savic 6.5 (83′ Vecino s.v.), Cataldi 5.5 (65′ Luis Alberto 6), Basic s.v. (6′ Provedel 6.5); Felipe Anderson 6 (83′ Cancellieri s.v.), Immobile 7, Zaccagni 5.  all.: Sarri 6.5

 

LAZIO-BOLOGNA 2-1 (38′ Arnautovic rig.; 68′ De Silvestri autogoal, 79′ Immobile)