CALCIO – Bologna a picco, la Lazio banchetta: Sinisa affonda nel suo Olimpico

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nella foto, Gary Medel in contrasto con Ciro Immobile

Ora è crisi nera, senza tanti giri di parole.

Quattro sconfitte nelle ultime cinque gare, una sola vittoria da due mesi a questa parte, un solo goal segnato negli ultimi 360’ di campionato. Cifre da tracollo, andazzo da lettino dello psicanalista. E’ un Bologna a lungo spento e svuotato nell’anima quello che cede il passo senza diritto di replica alla Lazio, al netto del generosissimo rigore concesso dal sig.Piccinini in avvio ai biancocelesti: primo spartiacque del match nonché trampolino di lancio per Immobile e compagni. Il punto è che i rossoblù entrano in partita solo per un misero quarto d’ora, a cavallo tra la fine del primo e l’inizio del secondo tempo. In quel frangente, grazie anche al discreto impatto di Kasius e Barrow, si ha la sensazione che il Bologna possa in qualche modo pescare un jolly e rientrare così in corsa. Pia illusione, la doppietta ravvicinata di Zaccagni diventa in men che non si dica la pietra tombale sui desideri rossoblù. Amaro e doloroso il ritorno di Sinisa nella sua Roma, il piatto piange sempre di più. Tra Spezia e Salernitana, prossimi avversari a stretto giro di posta, il margine d’errore si avvicina allo zero.

Mihajlovic chiede strada alla sua squadra del cuore, già travolta all’andata al Dall’Ara e reduce da una settimana sulle montagne russe: al roboante 0-3 di Firenze in campionato ha fatto seguito il tracollo a San Siro contro il Milan in Coppa Italia (4-0). Avversario lunatico e allora in fondo il Bologna un pensierino alla giornata di gloria lo coltiva, sperando in 90’ di bassi biancocelesti. Reduce da sette punti nelle ultime tre gare di Serie A archiviate tra l’altro senza goal subiti, Sarri recupera in extremis il capocannoniere Immobile, acciaccato per via di un pestone al piede rimediato giovedì a Milano. Al totem offensivo si affiancano le responsabilità dei due fidi scudieri arretrati, Luis Alberto e Milinkovic-Savic, scintillanti una settimana fa al Franchi. Le due ali sono Pedro e Zaccagni, con l’esclusione di Felipe Anderson. In pratica, la stessa formazione che sette giorni fa ha asfaltato la Fiorentina. Mihajlovic perde invece il grande ex De Silvestri per squalifica e offre la chance del riscatto a Dijks, di nuovo titolare a sinistra dopo le turbolenze degli ultimi tempi; conseguente il trasloco del rientrante Hickey sulla fascia opposta. Conferma per Schouten in cabina di regia e per Orsolini al fianco di Arnautovic. Barrow, decisivo con goal e doppio assist all’andata, parte ancora dalla panchina. Rossoblù in difficoltà, l’unica vittoria nelle ultime otto partite è lì a documentarlo. L’avvio in salita di certo non contribuisce a spazzare via la negatività che si è abbattuta su Medel e compagni negli ultimi due mesi. Dopo dieci minuti, Soumaoro in possesso palla allarga il braccio in uscita dall’area per prendere posizione ai danni di Zaccagni e colpisce quest’ultimo al volto: sembra una normale situazione di gioco simile a tante altre, ma il sig.Piccinini non è dello stesso avviso e indica il dischetto senza esitazione. Il sorriso sarcastico sfoggiato da Sinisa a bordo campo dice molto, se non tutto. A trasformare questo rigore quantomeno discutibile provvede il solito Immobile, che si arrampica così a quota 19 staccando momentaneamente Vlahovic in vetta alla classifica dei goleador del campionato. Bologna prigioniero delle sue fragilità, Milinkovic cerca subito il bis ma Skorupski si distende bene a terra e sventa. In casa rossoblù piove sul bagnato, Svanberg stende Luiz Felipe e becca il primo giallo di giornata: manco a dirlo era diffidato, niente Spezia per lui. Pallino saldamente in mano biancoceleste, il Bologna per mezzora buona fa solo fase passiva: l’episodio del rigore pesa, ma sarebbe comunque lecito attendersi risposte diverse dalla banda di Mihajlovic. E invece: elettrocardiogramma piatto. Arnautovic deve abbassarsi all’inverosimile per smistare qualche pallone, Orsolini vaga con poco costrutto ma la zona in cui il gap risulta davvero evidente è il centrocampo, dove la premiata ditta Luis Alberto-Milinkovic impera e detta legge. Primo cenno di vita a ridosso dell’intervallo, quando Svanberg pesca Dijks liberissimo sul secondo palo: l’olandese opta per una difficile soluzione al volo e calcia fuori misura. Finale di tempo in lieve crescendo per i rossoblù, un contropiede avviato da Orsolini e rifinito da Soriano finisce nel nulla per un errore di misura di Svanberg al momento dell’ultimo passaggio verso Arnautovic. Poco, troppo poco per impensierire il disoccupato Strakosha.

Kasius per Dijks, Barrow per Soriano. Sinisa nel secondo tempo riparte da qui, da un doppio cambio alla ricerca della scossa. E l’impatto lascia ben sperare. Kasius fila via a Marusic e premia il taglio di Arnautovic sul primo palo, ma il tentativo di tacco del n°9 centra in pieno Strakosha. Per il Bologna ora è 3-4-3 purissimo, l’atteggiamento diventa più sfrontato e giocoforza le distanze aumentano. Mihajlovic accetta di correre qualche rischio, pur di non arrendersi al nulla cosmico dei 45’ iniziali. Non a caso Immobile si ritrova subito sul destro il pallone del potenziale 2-0 sfruttando un rimpallo vinto da Zaccagni, ma da ottima posizione spara altissimo. Errore non da lui, rossoblù graziati. Tutta un’altra partita, ora. Il Bologna si affida anche al tiro da fuori, Svanberg spaventa Strakosha dal limite. Ma gli sviluppi premiano ancora una volta la Lazio, grazie all’intuizione geniale con cui Luis Alberto spalanca l’autostrada del raddoppio sotto gli occhi di Zaccagni. Medel si fa risucchiare fuori posizione dal movimento di Immobile, che libera un pertugio alle spalle di Schouten in cui l’ex Verona è abilissimo ad infilarsi; il suo chirurgico rasoterra passa tra le gambe di Skorupski e il 2-0 è servito. Colpo sulla carta mortifero per Mihajlovic, il Bologna esce definitivamente dal campo con mezzora di anticipo. Pedro e Luis Alberto cinguettano, Lazzari riceve in corsa e assiste alla perfezione Zaccagni che deposita in rete per la doppietta personale. Sprofondo rossoblù, Sinisa osserva sconsolato davanti alla sua panchina. Sarri toglie i “vecchietti” Leiva e Pedro, dentro Cataldi e Felipe Anderson; sul fronte rossoblù, altri minuti per Aebischer dopo il debutto di domenica scorsa. Felipe Anderson chiama in causa Skorupski, Barrow innescato da Kasius (unica nota incoraggiante) sfiora il classico goal della bandiera. Si pensa già al futuro, il triste pomeriggio romano ha ormai poco da raccontare.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (3-5-2, dal 46’ 3-4-3)

Skorupski 6; Soumaoro 5 (58’ Bonifazi 5.5), Medel 5, Theate 5.5; Hickey 5 (78’ Vignato s.v.), Svanberg 5.5, Schouten 4.5 (66’ Aebischer 6), Soriano 5 (46’ Barrow 5.5), Dijks 5 (46’ Kasius 6); Orsolini 5, Arnautovic 5.  all.: Mihajlovic 5

 

LAZIO (4-3-3)

Strakosha 6; Lazzari 7, Luiz Felipe 6.5, Patric 6 (78’ S.Radu s.v.), Marusic 6; S.Milinkovic-Savic 6.5 (82’ Basic s.v.), Leiva 6.5 (66’ Cataldi 6), Luis Alberto 7; Pedro 6.5 (66’ Felipe Anderson 6), Immobile 6.5, Zaccagni 7.5 (78’ Moro s.v.).  all.: Sarri 7

 

LAZIO-BOLOGNA 3-0 (13’ Immobile rigore; 53’ Zaccagni, 63’ Zaccagni)