CALCIO – Bologna da favola, la Lazio affonda al Dall’Ara: 3-0

0
265
nella foto, l'abbraccio di Mattias Svanberg e Roberto Soriano a Musa Barrow, mattatore di giornata con un goal e due assist (Getty Images)

Nella domenica della verità, la risposta perfetta.

Un Bologna formato rullo compressore schianta la Lazio e supera in scioltezza il primo scoglio dell’anno. Per mille motivi, era una partita cerchiata in rosso sul calendario: un bivio, se preferite. Di qua o di là, senza spazio per compromessi dopo le recenti brutte figure. I ragazzi di Mihajlovic l’hanno capito alla lettera, mentre la Lazio veniva da risultati opposti e su quegli allori si è adagiata, convincendosi forse che la maggior qualità in campo potesse bastare per avere la meglio sul Bologna. Come non detto. I rossoblù hanno infilato la banda di Sarri in un tritacarne fin dalle battute iniziali, senza concedere alcuno spiraglio di salvezza. Bologna subito in palla, bravo a filare via con Barrow e Theate nel giro di neppure venti minuti. Di Hickey il sigillo che vale il 3-0 a metà ripresa. Sinisa sale così a quota 11 e, oltre alla Juve, aggancia proprio la sua carissima Lazio. E’ il ruggito che serviva.

Mihajlovic sa di giocarsi molto in coda alla settimana turbolenta che ha portato all’addio di Walter Sabatini, diverse le correzioni rispetto alla disfatta di Empoli. Nel 3-4-2-1 nuovo di zecca trovano spazio Theate e soprattutto Soumaoro, restituito a tempo di record ai disponibili dalla falsa positività al Covid emersa in settimana. Paga dazio Bonifazi, confinato in panchina. E vengono ripudiate anche le ali d’attacco: né Skov Olsen né Orsolini dal 1′, in linea con Barrow avanza Soriano alle spalle di Arnautovic. Nella Lazio, pesantissimo il forfait di Immobile, out per un problema al flessore: al suo posto Sarri rilancia Muriqi, affiancato dai titolarissimi Pedro e Felipe Anderson. Reduci dal doppio successo tra derby ed Europa League, i biancocelesti cercano di allungare la striscia da sogno. Non hanno fatto però i conti con le motivazioni e la ferocia che il Bologna rovescia sul prato del Dall’Ara nel primo scorcio. Trattasi di vero e proprio uragano rossoblù. Al primo contropiede utile, Barrow s’invola sul lancio lungo di Theate e sfrutta la marcatura soft di Luiz Felipe per impallinare Reina con il marchio di fabbrica dalla mattonella prediletta. Finta secca, destro a giro e palla all’incrocio: Sinisa passa subito all’incasso. Inesistente la reazione laziale, il Bologna vola sulle ali dell’entusiasmo ancora grazie alla premiata ditta Barrow-Theate. Stavolta, a ruoli invertiti: il gambiano pennella dalla bandierina, il centrale belga incorna a colpo sicuro sul secondo palo. Sarri è senza parole, Mihajlovic ringhia per chiedere continuità. La Lazio accusa il doppio cazzotto, il suo primo tempo è tutto in una sfuriata di Felipe Anderson chiusa da assist non concretizzato da Muriqi per l’opposizione di Skorupski. Oltre alle colpe della banda di Sarri, comunque, nei 45′ iniziali rimangono negli occhi i meriti del miglior Bologna dell’anno. Coriaceo, compatto, con la bava alla bocca. Cascata di applausi sui rossoblù all’intervallo.

Pancia piena per Medel e compagni? Manco per idea. Negli spogliatoi Sinisa deve aver messo in guardia i suoi dalla probabile reazione della Lazio, allora il Bologna approccia la ripresa come aveva chiuso il primo tempo: convincendo. Barrow sfiora la doppietta con un numero circense nello stretto in area (palla fuori) che avrebbe rischiato di mandare in archivio il match con una frazione ancora tutta da giocare e a questo punto a Sarri non resta che chiedere aiuto alla panchina. Lazzari per Hysaj, Basic per un evanescente Milinkovic-Savic: questa la doppia mossa del tecnico toscano. Non c’è però verso di ribaltare l’inerzia, il Bologna conferma lo stato di grazia e il tris finisce per siglarlo davvero. I tre tenori offensivi rossoblù combinano ad alto tasso tecnico, poi Barrow premia Hickey a sinistra: dribbling su Lazzari e destro secco che inganna Reina. Secondo goal in campionato per lo scozzese, a segno col piede debole. Naufragio ormai inevitabile per Sarri, che richiama Leiva e inserisce Cataldi. Nessun cambio invece per Sinisa quando manca appena un quarto d’ora al triplice fischio: ennesimo segnale che sì, la prestazione è veramente da incorniciare. La Caporetto biancoceleste trova piena realizzazione con la cacciata di Acerbi: rosso a dir poco ingenuo e ingiustificabile per il centrale della Nazionale, reo di aver rivolto al sig.Massa qualche parola di troppo. E’ la fotografia della resa laziale. Il Bologna amministra senza ulteriori patemi e incastona tre punti d’oro nella sua classifica. Reazione rabbiosa e decisa all’ultimo periodo deludente, l’orizzonte torna a colorarsi di rossoblù.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (3-4-2-1)

Skorupski 6.5; Soumaoro 7, Medel 7, Theate 7.5; De Silvestri 7, Dominguez 7, Svanberg 6.5, Hickey 7 (88′ Bonifazi s.v.); Soriano 6.5, Barrow 8 (88′ Vignato s.v.); Arnautovic 6.5 (85′ Santander s.v.).  all.: Mihajlovic 7.5

 

LAZIO (4-3-3)

Reina 4; Marusic 5, Luiz Felipe 4.5, Acerbi 4, Hysaj 4.5 (59′ Lazzari 5); S.Milinkovic-Savic 4.5 (59′ Basic 5.5), Leiva 5 (71′ Cataldi 5.5), Luis Alberto 5 (71′ Akpa Akpro 5.5); Felipe Anderson 5.5, Muriqi 5 (80′ Patric s.v.), Pedro 6.  all.: Sarri 4.5

 

BOLOGNA-LAZIO 3-0 (14′ Barrow, 17′ Theate; 68′ Hickey)