CALCIO – Bologna derubato in Laguna, il Venezia allunga l’agonia: finisce 4-3!

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nella foto, Jerdy Schouten in azione al Penzo: il primo goal in campionato del centrocampista olandese aveva firmato la clamorosa rimonta, poi annullata dal ribaltone finale e dai disastri del sig.Marinelli

Luna park al Penzo, il Bologna scende dalla giostra con le ossa rotte ma anche con le tasche vuote.

In Laguna va in scena un pomeriggio di fuochi d’artificio e montagne russe, che premia oltremisura il Venezia tenendolo momentaneamente in vita. Solo per questioni di pura matematica, a sensazione. Arancioverdi avanti di due goal grazie anche al pessimo primo tempo rossoblù, riaggiustato solo in parte dal guizzo di Orsolini ad un soffio dall’intervallo. Dopo, succede francamente di tutto. Il Bologna la ribalta con Arnautovic e Schouten, prima di essere riacciuffato da un rigore a dir poco inesistente fischiato dal sig.Marinelli e trasformato da Aramu. Il pareggio non serve a nessuno, le squadre si allungano per schiodare questo 3-3 e l’ultima curva sorride ai padroni di casa: Johnsen a giro indovina un angolo impossibile per Skorupski e regala una debolissima speranza che ha il retrogusto dell’illusione. Salvo miracoli, sarà Serie B. Per il Bologna, invece, la strada che conduce al decimo posto si complica in modo forse definitivo.

Esame di maturità in piena regola per il Bologna, che dopo aver raccolto punti e complimenti per i risultati positivi in serie contro l’aristocrazia del campionato è chiamato a ripetersi in queste ultime curve al cospetto di avversari con molto meno appeal. I dieci punti totalizzati nelle ultime sei partite rappresentano un trampolino di lancio ideale per la rincorsa a record di punti dell’era Mihajlovic (47) e parte sinistra della classifica: in tal senso, però, il bello viene adesso. La trasferta in Laguna nasconde più di un’insidia, al cospetto di un Venezia ultimo, di fatto spacciato e costretto a vincere per sperare di rimandare il più possibile l’appuntamento con l’aritmetica retrocessione. Numeri da incubo, quelli degli arancioverdi: dieci sconfitte di fila e neanche lo straccio di un punto da più di due mesi. Un’emorragia fatale che non accenna a fermarsi, anche dopo l’esonero apparentemente inspiegabile di mister Zanetti sostituito da Andrea Soncin. Al Penzo le telecamere sono comunque tutte puntate sulla panchina rossoblù, dove dopo una cinquantina di giorni riappare in prima persona Sinisa Mihajlovic: dimesso dall’ospedale in settimana, il tecnico serbo ha fatto l’impossibile per esserci. La volatona finale non può che stuzzicarlo, il suo Bologna medita ovviamente un regalo all’altezza. E i duemila tifosi rossoblù giunti in Laguna fanno il resto: l’ambizione è nell’aria. Davanti a Skorupski si rivede Theate, a centrocampo Svanberg si aggiudica il solito ballottaggio con Dominguez e in attacco Barrow accompagna Arnautovic. Traguardo speciale per De Silvestri, che tocca oggi quota 400 in Serie A. Modulo speculare per il Venezia, ridisegnato su un 3-4-2-1 in cui spicca la rinuncia alle ali pure: esclusi sia Aramu sia Okereke, dietro il pivot Henry agiscono Cuisance e Kiyine con l’aggiunta dell’incursore Crnigoj. Non si può certo dire che il ritorno di Sinisa in panchina si apra sotto i migliori auspici, anzi. Pronti via, un rilancio lungo del portiere Maenpaa sorprende il pacchetto difensivo rossoblù e consente a Henry di presentarsi tutto solo a tu per tu con Skorupski: pallonetto elegante del bomber francese e Venezia subito avanti, a testa alta. Medel e compagni, incensati nelle uscite più recenti per l’ottima tenuta, finiscono in men che non si dica dietro la lavagna. Padroni di casa aggrappati all’orgoglio più che alla classifica, Svoboda di testa su corner sfiora il raddoppio entro il primo quarto d’ora. La replica del Bologna è in un tentativo in mischia di Theate, per il resto poca roba. E il pomeriggio diventa in fretta una salita impervia. Azione caotica sullo zerbino dell’area rossoblù, il rimpallo favorisce Haps che ruba il tempo a Skorupski e viene travolto dall’uscita del portiere: rigore netto. Lo stesso Skorupski intuisce e si riscatta parando il tiro di Kiyine dagli undici metri, ma non può nulla sulla ribattuta a colpo sicuro del fantasista marocchino. Penzo in visibilio, quasi commosso di fronte alla fierezza e alla voglia buttate sul rettangolo verde dal Venezia; sull’altra sponda, Mihajlovic si adagia sconsolato in panchina. Non si aspettavano un avversario così organizzato e motivato, i rossoblù. L’effetto sorpresa si allunga forte e chiaro sullo scorcio iniziale di match, con il Bologna inerte e sbigottito. Guai a considerarlo un alibi, attenzione. Al contrario: è un’aggravante. De Silvestri prova ad inaugurare la rimonta di testa su angolo di Svanberg, ma il terzino rossoblù si ostacola con Arnautovic al momento dello stacco e indirizza fuori. Ghiotta chance sprecata, il Bologna ha perlomeno individuato la porta di servizio da cui provare a riaccedere alla partita. Ribaltamento di fronte, il Venezia sfiora ripetutamente il tris che metterebbe una bella ipoteca sulla gara con un’ora di anticipo. Prima Kiyine obbliga Skorupski ad una non semplice parata in tuffo, poi Henry spara di potenza e trova ancora l’opposizione del portiere polacco. Si procede a folate, da una parte all’altra. L’attacco del Bologna, fin qui inesistente, dà un timido cenno di vita. Barrow scambia con Soriano ma al momento del dunque calcia troppo centrale: il tiro è facile preda di Maenpaa. A dieci minuti dall’intervallo, un segnale lo lancia anche Mihajlovic. Fuori Theate, dentro Orsolini e largo al 4-2-3-1 con due esterni di ruolo ai lati di Arnautovic. Cambio tattico, con risvolti psicologici. Si cerca una scossa anche mentale, che stenta ad arrivare. De Silvestri scende a destra, cross perfetto e capocciata a lato di Arna. Un brivido per Maenpaa e il sintomo di una piccola ripresa rossoblù, certificata proprio in chiusura di tempo. Invito da sinistra Barrow, Orsolini s’insinua tra le maglie della difesa del Venezia e di testa trafigge Maenpaa. Mossa azzeccata da Mihajlovic: il 2-1 è un salvagente per il Bologna, a forte rischio naufragio dopo i primi 45′.

Dominguez per Svanberg completa le correzioni di Sinisa in avvio di ripresa, ora la rimonta è davvero nel mirino. Venezia meno compatto, tra le crepe di un avversario pur sempre fanalino di coda della Serie A prova ad infilarsi il Bologna con Barrow e Arnautovic: contropiede succulento, servizio un filo impreciso del gambiano e rasoterra del n°9 che spaventa solo Maenpaa. L’inerzia sembra però cambiata, i rossoblù esercitano una pressione ormai costante. Minuto 54, scenario quasi in fotocopia del primo goal. Barrow spedisce un buon pallone nell’affollatissima area veneziana, De Silvestri fa sponda da centravanti e Arnautovic sigla di rapina in mischia la rete numero quattordici. Staccato Gilardino con un goal “alla Gilardino”: un segnale, anche questo. Soncin vede i suoi in difficoltà e opta per un doppio cambio: Fiordilino e Aramu sostituiscono Vacca e Kiyine. Ma non c’è proprio verso di invertire la rotta. Orsolini sfrutta le voragini a sinistra e cerca la doppietta, Maenpaa respinge come può. Antipasto del ribaltone completo. In vetrina, sotto i riflettori: Jerdy Schouten. Su palla in uscita dall’area, il metronomo olandese controlla e spedisce sotto l’incrocio la prima, pesantissima rete del suo campionato. Profumo di lieto fine sul Penzo, quand’ecco che sale in cattedra il sig.Marinelli. Rigore surreale assegnato al Venezia: Aramu in area punta Medel che gli sottrae nettamente il pallone, ma il fischietto di Tivoli inventa di sana pianta (e poi conferma dopo consulto VAR) un penalty che fa imbufalire il Bologna. Lo stesso Aramu dal dischetto spiazza Skorupski e firma il 3-3, tra le proteste di un incredulo Mihajlovic. Match fuori controllo, modello flipper impazzito. Il neoentrato Sansone va ad un passo dal colpaccio in acrobazia, va meglio al dirimpettaio Johnsen che in pratica all’ultima azione disponibile pesca il jolly da tre punti. Sostanziale congedo orgoglioso dalla Serie A per il Venezia, mentre il Bologna lascia sei punti su sei in stagione ai lagunari (già corsari all’andata al Dall’Ara) e vede ridurre drasticamente le speranze di chiudere a sinistra in classifica. L’epilogo del Penzo non fa sorridere nessuno, questa è l’amara verità.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (3-5-2, dal 34′ 4-2-3-1)

Skorupski 6; Soumaoro 5, Medel 5.5, Theate 5 (34′ Orsolini 6.5); De Silvestri 6.5, Svanberg 5.5 (46′ Dominguez 6), Schouten 6.5, Soriano 5.5 (69′ Vignato 5.5), Hickey 5; Barrow 6 (69′ Sansone 5.5), Arnautovic 6.  all.: Mihajlovic 6

 

VENEZIA (3-4-2-1)

Maenpaa 6; Svoboda 5.5, Caldara 6, Ceccaroni 5.5; Mateju 6, Crnigoj 5.5 (80′ Peretz s.v.), Vacca 6 (56′ Fiordilino 6), Haps 6.5 (64′ Johnsen 7); Cuisance 5.5 (80′ Okereke s.v.), Kiyine 6.5 (56′ Aramu 6.5); Henry 6.5.  all.: Soncin 6

 

VENEZIA-BOLOGNA 4-3 (4′ Henry, 19′ Kiyine, 45+1′ Orsolini; 55′ Arnautovic, 68′ Schouten, 78′ Aramu rig., 90+3′ Johnsen)