CALCIO – Bologna, figuraccia storica! Goleada del Frosinone, Inzaghi al capolinea

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Il Bologna ha fatto pietà, chiedo scusa ai tifosi. Domani prenderemo le decisioni, posso solo dire che le cose cambieranno”. Parole e musica di patron Joey Saputo al termine del pomeriggio più tetro e surreale dei suoi quattro anni di presidenza.

Si parte con il Dall’Ara carico e colorato, deciso a trascinare i ragazzi di Pippo Inzaghi alla riscossa e ad una vittoria che manca addirittura da fine settembre: occasione più che propizia, di fronte c’è il Frosinone penultimo, reduce dalla batosta casalinga subita per mano dell’Atalanta (0-5), peggior attacco e peggior difesa della Serie A, una vittoria all’attivo da agosto ad oggi. Si chiude al termine di una disfatta senza precedenti con il presidente Saputo scortato dalla polizia all’esterno del Dall’Ara per un colloquio dai toni decisi ma civili con la curva, in assetto da contestazione come non si vedeva dai tempi di Guaraldi. Potrà sembrare strano, ma l’unico barlume di positività del tragico pomeriggio odierno è incastonato in questo quadretto molto Anni Settanta. Come un Gaucci o un Matarrese qualsiasi, il buon Joey scandisce parole chiare e affilate tra sirene, scudi e sciarpe rossoblù. Poi si presenta in sala stampa e ribadisce davanti alle telecamere: è furibondo, promette cambiamenti, di fatto esautora Filippo Inzaghi. Sequenza dal sapore nostrano, di canadese -una volta tanto- c’è pochissimo. Chissà: forse questo giorno passerà alla storia come il battesimo italiano di Joey Saputo. Il tempo certificherà o meno la sensazione avuta. Chissà: forse l’uomo venuto dall’altra parte del mondo ha davvero capito. Che i video da Istituto Luce, i plastici, gli annunci simil profetici e la propaganda possono dare una mano: ma qui il calcio è un’altra cosa. E’ fare risultati, è centrare gli obiettivi, è stare nei giri giusti, è stringere le mani giuste, è ascoltare i responsi del campo. Meglio tardi che mai. Benvenuto in Italia, mister Saputo. Anzi, ben svegliato.

In mezzo, lo scempio dei 90′. Il Bologna ripropone l’abito esibito una settimana fa nel derby con la Spal con l’unica eccezione di Mattiello al posto di Calabresi. Inzaghi opta per il tridente offensivo, più Soriano incursore e due terzini di spinta. Messaggio chiaro: vittoria ad ogni costo. E l’avvio è davvero illusorio, perché nei primi dieci minuti il Frosinone non vede palla e si ritrova schiacciato nella propria area di rigore. Orsolini chiama Sportiello alla paratona, Palacio non dà riferimenti, Soriano si butta dentro e Dijks fa l’ala aggiunta a sinistra. Il vantaggio è nell’aria, ma poco prima del quarto d’ora il pomeriggio sterza all’improvviso: intervento scriteriato e scomposto di Mattiello in ritardo ai danni di Cassata, il sig.Banti estrae il cartellino rosso. Fiscale, ma ci può stare. Una mazzata tra capo e collo per il Bologna, che si ritrova in dieci con una formazione assai sbilanciata. Inzaghi arretra Poli a destra, la scelta si rivela subito funesta: Beghetto affonda proprio da quella parte e scodella per Ghiglione, che si inserisce con tempi perfetti e di testa fredda Skorupski. Con il Bologna sotto shock, è ora il Frosinone ad avere l’acquolina in bocca. Altra scorribanda a sinistra di Beghetto ai danni di un impacciato Poli: Ciano legge il cross, spunta tra Danilo e Dijks in versione belle statuine e infila il clamoroso raddoppio ciociaro. E’ il minuto 21, sul Dall’Ara esplode metaforicamente una bomba. La curva tuona contro giocatori e dirigenza, poi inizia a svuotarsi e a programmare l’assedio della tribuna: tira aria di tempesta. Il Bologna sparisce dal campo, inghiottito dall’imprevisto vortice di negatività. E Inzaghi? Letteralmente pietrificato, in piedi davanti alla -ancora per poco- sua panchina.

La rivoluzione tentata all’intervallo ha il retrogusto della farsa: dentro con colpevole ritardo un difensore puro come Calabresi al posto di Poli e -udite udite- spazio al redivivo Destro per Orsolini. Il capocannoniere della squadra, Santander, si gode un inspiegabile e beato riposo mentre la nave affonda. Chi si aspetta un Bologna quantomeno orgoglioso e deciso a vendere cara la pelle deve rivedere in fretta i programmi: scambio tra Cassata e Pinamonti in area, il piattone scolastico del gioiellino scuola Inter si insacca grazie alla “paperona” di Skorupski. Zero a tre, il disastro è servito. E il bello è che non è finita qui. Già, perché di lì a poco una punizione calciata maldestramente da Pulgar lancia in campo aperto Ciano, il quale si invola verso la porta rossoblù e con freddezza da killer spedisce in rete il pallone di uno 0-4 destinato a finire tra le pagine più nere dell’ultracentenaria storia del Bologna. Il palo colpito da Soriano e la chance divorata proprio allo scadere da Svanberg rappresentano inezie per statistici. Finisce così, con la squadra fischiata dai pochi tifosi rimasti sugli spalti e Inzaghi che abbandona il rettangolo verde a capo chino, consapevole di essere a fine corsa. Sulla soglia di Casteldebole si staglia già la sagoma di una vecchia conoscenza rossoblù come Sinisa Mihajlovic, in pole per la sostituzione di Superpippo. Le cose cambieranno, si spera.

 

Di seguito, il tabellino della gara.

BOLOGNA (4-3-3)

Skorupski 3; Mattiello 3, Danilo 3, Helander 3, Dijks 3; Poli 3 (46′ Calabresi 3), Pulgar 3, Soriano 3; Orsolini 3 (46′ Destro 3), Palacio 3, Sansone 3 (74′ Svanberg 3). All.: F.Inzaghi 3

 

FROSINONE (3-5-2)

Sportiello 7; Capuano 6, Salamon 6.5, Krajnc 6.5; Ghiglione 7, Chibsah 7, Maiello 6.5, Cassata 7 (70′ Gori 6), Beghetto 7.5; Ciano 8 (79′ Trotta s.v.), Pinamonti 7 (83′ Ciofani s.v.). All.: Baroni 7

 

BOLOGNA-FROSINONE 0-4 (18′ Ghiglione, 21′ Ciano; 52′ Pinamonti, 75′ Ciano)