CALCIO – Bologna, niente jolly! Morata e Cuadrado rilanciano la Juve

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nella foto, un contrasto tra Aaron Hickey e Juan Cuadrado (Getty Images)

Regolare routine, dunque nulla da festeggiare.

La Juventus rispetta il pronostico e trionfa sotto le Due Torri come da copione, terza sconfitta consecutiva per Mihajlovic. Precedenti e statistiche lasciavano poche speranze, Allegri e la Juve contro il Bologna vantano numeri idilliaci che vengono puntualmente confermati nella nebbia del Dall’Ara. Morata apre le danze a inizio gara e Cuadrado firma il raddoppio nel momento di massima pressione rossoblù nel cuore della ripresa, quando i ragazzi di Sinisa sentono di avere ormai le mani sul pareggio ma non riuscendo a concretizzare finiscono per subire la beffa. Un grande classico che non passa mai di moda. Non sarà la Juve dei giorni migliori, tuttavia la truppa di Allegri sfodera la virtù tipica delle big (il cinismo) e incarta una vittoria fondamentale per la rincorsa ad un posto nella prossima Champions League. Il Bologna, al contrario, si tiene stretta la prestazione davanti a Joey Saputo ma non riesce più a muovere una classifica che rischia così di impantanarsi nell’anonimato.

Mihajlovic ritrova Dominguez dopo la squalifica e gli restituisce le chiavi del centrocampo, consentendo a Soriano di tornare a recitare da trequartista in coppia con Barrow e alle spalle di Arnautovic. C’è un tabù da sfatare per Sinisa: si chiama Max Allegri, mai sconfitto in 12 precedenti in carriera. Ma anche per il Bologna ci sarebbe una maledizione da infrangere, dal momento che i rossoblù non battono la Juve al Dall’Ara dal lontanissimo 1998. La Vecchia Signora, frenata una settimana fa a Venezia, ha bisogno di accelerare per non perdere terreno dalla zona Champions ora distante otto punti. Allegri deve fare i conti con assenze pesanti (Chiesa-Dybala in primis) e dà fiducia a Morata come terminale offensivo; ai suoi fianchi sgommano Bernardeschi e Kean (quest’ultimo preferito a Kaio Jorge). Il rientro di McKennie consente di riproporre una mediana a tre in cui Rabiot veste l’abito prediletto da mezzala e Arthur rimpiazza l’acciaccato Locatelli come vertice basso. Bologna a caccia di risposte dopo il tonfo di Torino, ma l’uscita dai blocchi non è delle più felici. Anzi, trattasi di classica falsa partenza. Uno scippo ai danni di Svanberg innesca Bernardeschi, bravo a premiare il taglio sul primo palo di Morata che s’infila nel buco lasciato dal tandem Medel-Soumaoro e supera Skorupski di potenza. Secondo goal consecutivo per l’attaccante spagnolo e match in discesa per i bianconeri. Non il massimo della vita per un Bologna reduce da due k.o. di fila e ferito nel morale, ma Mihajlovic chiede a gran voce la riscossa. Prova a guidarla Svanberg, intenzionato ad accendere Arnautovic; la difesa di Allegri regge. Lo svedese decide allora di mettersi in proprio a metà frazione con una rovesciata improvvisata sul più bello dopo respinta corta di Bonucci in area: Dall’Ara pronto a venire letteralmente giù, ma la palla esce di pochissimo. Da lì in poi la partita un po’ si spegne, perché il Bologna non trova la combinazione giusta per impensierire Szczesny e la Juve attende sorniona, sapendo che la serata si è messa su binari ideali.

Ai rossoblù serve un’iniezione di adrenalina e fiducia, Sinisa sceglie allora di lucidare la corsia di destra con l’ingresso di Skov Olsen già dopo l’intervallo. Esce De Silvestri e il Bologna arricchisce così il proprio repertorio offensivo, a costo di rischiare qualcosa in più dietro. La mossa genera effettivamente una scossa, segue un quarto d’ora di bel Bologna. Più reattivo, più intraprendente, anche un filo più sbarazzino. Svanberg indica la via con la solita personalità, il neoentrato Skov Olsen viene molto sollecitato e fioccano i palloni dentro l’area bianconera: né Barrow né Arnautovic si presentano però puntuali agli appuntamenti che contano, la Juve in un modo o nell’altro la sfanga. Allegri rafforza allora seconda e terza linea, dentro Locatelli e Alex Sandro per l’ultima mezzora. Ma il pallino continua a tenerlo il Bologna, davvero ad un passo dal pareggio con Dominguez liberato a pochi passi da Szczesny dalla prima intuizione azzeccata di Soriano: destro forte sul primo palo, il portiere polacco respinge. Seppur distante dai migliori standard, la Juve ha però dna da grande squadra e proprio quando sembra che l’1-1 sia alle porte piazza il colpo mortifero, da tre punti. Vivi ringraziamenti all’assolo di Cuadrado, in questo momento l’uomo in più di Allegri. Il funambolo colombiano riceve su mattonella propizia al limite dell’area, salta secco Svanberg e spara sotto l’incrocio. Si scioglie in un sorriso Max Allegri, che vede il bottino pieno ormai lì a portata di mano; umore opposto sull’altra panchina, dove Mihajlovic aveva fatto più di un pensiero al pareggio e mastica amaro. Il Bologna si sgonfia, la Vecchia Signora potrebbe ora dilagare in campo aperto. Bernardeschi accarezza il tris, ma Skorupski ci mette una pezza col prezioso aiuto del palo. Diciamo la verità: un passivo del genere sarebbe punizione eccessiva per la buona prova fornita da Medel e compagni. Il verdetto del campo è chiaro, non c’è nebbia che tenga. La Juve riparte e resta aggrappata alle posizioni che possono salvare il suo campionato, mentre il Bologna si conferma ancora acerbo per il grande salto.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (3-4-2-1)

Skorupski 6.5; Soumaoro 5, Medel 6, Theate 6.5; De Silvestri 5.5 (46′ Skov Olsen 6), Dominguez 6, Svanberg 6.5 (79′ Vignato s.v.), Hickey 5.5 (85′ Viola s.v.); Soriano 6 (85′ Santander s.v.), Barrow 5 (79′ Sansone s.v.); Arnautovic 5.  all.: Mihajlovic 6

 

JUVENTUS (4-3-3)

Szczesny 6; Cuadrado 7, Bonucci 6.5, De Ligt 7, Lu.Pellegrini 6 (61′ Alex Sandro 6); McKennie 6.5 (72′ Bentancur 6), Arthur 5.5 (61′ Locatelli 6), Rabiot 6; Bernardeschi 7, Morata 7 (85′ Kaio Jorge s.v.), Kean 5.5 (72′ Kulusevski 6).  all.: Allegri 6.5

 

BOLOGNA-JUVENTUS 0-2 (6′ Morata; 69′ Cuadrado)