CALCIO – Il Bologna volta pagina: Thiago Motta è il nuovo allenatore

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nella foto, Thiago Motta: reduce dalla salvezza conquistata con lo Spezia, il 40enne tecnico italo-brasiliano sostituisce Sinisa Mihajlovic sulla panchina rossoblù.

Al Tripletista in attacco se ne aggiunge un altro in panchina.

Il conclave rossoblù ha partorito l’attesa fumata bianca: Thiago Motta è il nuovo allenatore del Bologna. Battuto in volata Claudio Ranieri, mentre il chiacchieratissimo Roberto De Zerbi per motivazioni del tutto personali e legate al suo rapporto di amicizia con Sinisa Mihajlovic non è mai stato davvero in corsa. Marko Arnautovic ritrova dunque come tecnico l’ex compagno dei mitologici tempi dell’Inter di Mourinho. In quella corazzata destinata a dominare in Italia e in Europa, Thiago Motta era uno dei pilastri imprescindibili mentre l’allora ventenne Arna non riuscì mai a superare lo status di giovanotto un po’ scapestrato. Ora, la reunion in una situazione molto diversa. Reduce da una brillante salvezza conquistata proprio alla guida di quello Spezia che è costato la panchina al predecessore Mihajlovic, Thiago Motta è chiamato a rivitalizzare un gruppo che ai goal e alla personalità di Arnautovic, indiscusso leader tecnico e morale, si è disperatamente aggrappato in questo difficile avvio di stagione.

Rispetto all’usato sicuro Ranieri caldeggiato a quanto pare dall’A.D. Fenucci, la scelta di puntare sul rampante 40enne italo-brasiliano evidenzia la volontà di provare ad inaugurare subito un nuovo ciclo. Niente traghettatore fino al termine del campionato, nessun piano di corto respiro: Thiago Motta è un progetto a lungo termine, con la benedizione del Responsabile dell’Area Tecnica, Giovanni Sartori, il quale ha già avuto modo di studiarlo da vicino e di apprezzarne i tratti innovativi tanto a livello di proposta calcistica quanto sul piano delle metodologie di lavoro. In un certo senso, si può proprio dire che Thiago Motta rappresenti la prima, netta impronta di Sartori sul mondo rossoblù. Come sempre accade nel calcio, i risultati emaneranno il loro verdetto. Sperando che siano opposti rispetto a quelli raccolti da Pippo Inzaghi, l’ultimo ex campione che a Casteldebole trovò un intrigante trampolino di lancio ma anche il banco di prova su cui iniziare a misurare le proprie ambizioni; andò male e il suo operato fu bocciato dopo pochi mesi, proprio in favore di Sinisa.

Tra gli aspetti che hanno contribuito a far sì che la scelta ricadesse su Motta, un ruolo non secondario lo hanno probabilmente ricoperto le caratteristiche della rosa rossoblù. E il riferimento non è solo al già accennato feeling con Arnautovic (“Uno dei calciatori più intelligenti con cui ho giocato”, disse in tempi non sospetti il bomber austriaco in riferimento al buon Thiago). Focalizzando l’attenzione sul piano tattico, infatti, si può notare come già allo Spezia inizialmente Thiago Motta avesse mostrato una certa predilezione per la difesa a tre, salvo poi rinnegarla in seguito alla disfatta di un anno fa all’Olimpico contro la Lazio (6-1). Dal medesimo canovaccio dovrebbe ripartire sotto le Due Torri, con un Bologna costruito a ben guardare attorno a questo principio. Ad attenderlo, un contratto biennale e soprattutto l’imminente impegno con la Fiorentina. Salvo sorprese dell’ultim’ora, però, il derby dell’Appennino non lo vedrà di scena a bordo campo. Per sbrogliare tutti i nodi burocratici ma forse anche per banali ragioni di opportunità legate alla tempistica così stretta, è praticamente certo che domenica il palcoscenico toccherà al tandem di reggenti formato da Luca Vigiani (allenatore della Primavera) e da Paolo Magnani, con quest’ultimo di nuovo protagonista sulla panchina della prima squadra a dodici anni di distanza da quella celeberrima, gloriosa prima volta. Lo 0-0 strappato alla prima Inter di Benitez subito dopo l’esonero di Colomba e in attesa dell’annuncio di Malesani resta pagina indelebile della storia contemporanea rossoblù. Il precedente lascia ben sperare, ecco.

In ogni caso, poco tempo a disposizione per Thiago Motta, chiamato ad invertire la rotta a stretto giro di posta. C’è la necessità di incidere in fretta su stagione e squadra, partendo sicuramente dalla testa dei giocatori. Da oggi, Sinisa Mihajlovic appartiene al passato, agli annali, alla storia. In posizione assolutamente privilegiata, ci mancherebbe.

Da oggi però, a Bologna, si volta pagina.