CALCIO – Santander alla Gila, il Bologna risorge a San Siro: Inter K.O.

0
478

Luci rossoblù a San Siro.

Dopo aver toccato il fondo si può solo risalire, dicono i saggi. E lo ha ripetuto anche Sinisa Mihajlovic martedì scorso nella conferenza di presentazione. Il Bologna dimentica la pesante batosta inflitta una settimana fa dal Frosinone e si concede il lusso di sbancare il Meazza di fronte ad un’Inter in caduta libera (un punto e zero goal segnati nelle ultime tre partite di campionato). Non succedeva da quasi sei anni, per la precisione dalla zampata con cui Gilardino affondò Stramaccioni nell’ormai lontano 2013. Copione identico per il glorioso esordio-bis di Sinisa: ancora 0-1 con firma decisiva di un signor centravanti, al secolo Federico Santander. Che non è il Gila, ma si diverte a fare il Gila per una notte. Taglio sul primo palo, incornata perfetta e bum: Bologna finalmente gode.

Una sola sorpresa per Mihajlovic rispetto alle previsioni della vigilia: Mbaye la spunta su Calabresi in difesa, mentre Lyanco debutta subito al fianco di Danilo andando a comporre un tandem tutto brasiliano davanti a Skorupski. In attacco torna dal 1′ Santander, supportato da Orsolini e dal grande ex di turno Palacio. Nell’Inter Spalletti ripropone tra i titolari Perisic e Nainggolan, entrambi in rete nello 0-3 dell’andata e reduci da un momento di crisi al pari di Icardi (quest’ultimo a secco da quasi 500′). Novità sulle fasce per i nerazzurri: Cedric e Dalbert rilevano rispettivamente D’Ambrosio e Asamoah dopo le fatiche di Coppa Italia. Inizio col brivido per i rossoblù: disimpegno superficiale di Poli in palleggio, sul pallone vagante in area si avventa Icardi che però cerca solo la potenza e spara fuori da due passi. Ribatte subito il Bologna. Respinta corta di De Vrij, Orsolini raccoglie e calcia al volo trovando la parata a terra di Handanovic. Inter molto contratta in questa fase, dagli spalti piovono i primi fischi e i ragazzi di Mihajlovic cercano di approfittarne. Dijks sfrutta un’indecisione di Vecino per servire Santander con un bel cross: girata aerea da manuale del Ropero e palla fuori di poco. Come avvio di match tra squadre depresse, non ci si può lamentare. Ancora Santander in evidenza poco dopo: il panzer paraguaiano scambia con Soriano e da posizione propizia cerca l’angolino, ma la risposta di Handanovic è superlativa e tiene a galla l’Inter. Mezzora di ottimo Bologna alla Scala del calcio. La netta e inattesa supremazia rossoblù viene premiata di lì a qualche minuto. Timbro dello scatenato Santander, che prende il tempo a De Vrij e devia in rete il corner di Pulgar. Un goal da attaccante vero, punto. Prima dell’intervallo Icardi si divora un’altra rete a tu per tu con Skorupski, ma l’Inter continua a non convincere e conferma di vivere il momento più critico della sua stagione. La mini-contestazione che si abbatte sulla banda di Spalletti a fine primo tempo è la logica conseguenza di tutto ciò.

Alla ripresa dentro Lautaro per Candreva nell’Inter, mentre Mihajlovic è costretto ad una dolorosa rinuncia: Lyanco si arrende ad un infortunio, lo rimpiazza Gonzalez. L’Inter si affida ai cross dal fondo chiedendo spinta ai terzini, il Bologna rincula e fatica a ripartire. Fino all’ora di gioco la resistenza rossoblù tiene senza problemi, poi sale la pressione nerazzurra e Lautaro spreca una ghiotta opportunità di testa a pochi passi da Skorupski. In apnea Poli e compagni, un rimpallo in area finisce sui piedi di Icardi che calcia a botta sicura: provvidenziale la deviazione di Danilo. Spalletti butta dentro persino Ranocchia in versione pivot come arma della disperazione e proprio il centrale umbro produce l’ultimo pericolo per la porta rossoblù, ma il tuffo plastico di Skorupski mette il sigillo su tre punti di platino. Boccata d’ossigeno e grasso che cola per la classifica del Bologna, che non vinceva in assoluto da settembre e in trasferta da più di un anno. Alba di una nuova vita? Può essere.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-3-3)

Skorupski 6.5: chiude la porta in faccia a Icardi, governa il traffico aereo, dice no a Ranocchia nel finale. Insomma, ci mette lo zampino. SCORTESE

Mbaye 6.5: preferito a Calabresi, affronta Perisic con nonchalance. Regge nell’uno contro uno e si conferma ideale in una linea a quattro. Tipica gioia doppia, da ex scaricato. RAGGIANTE

Danilo 7: subito in sintonia con il conterraneo Lyanco, respinge ogni assalto interista. In cielo e in terra. Quando Icardi ringhia a metà ripresa, piazza un salvataggio che vale un goal. Come a Ferrara. MESSIANICO

Lyanco 6.5: autorevolezza e stile, si prende qualche licenza con il pallone tra i piedi e non concede nulla ai rinomati punteri nerazzurri. Sensazione: ci sa fare. EDONISTA

(dal 50′ Gonzalez 6.5: impatto non esattamente memorabile, poi si riscatta con gli interessi: utile nei tanti duelli aerei della seconda parte, difende il fortino con i colleghi. PARTECIPE)

Dijks 7: cancella Candreva e preoccupa Cedric con le sue frequenti discese. Difende e riparte fino all’ultimo minuto, sfruttando doti fisiche da colosso. Prestazione da incorniciare. DESPOTA

Poli 6: approccio scellerato, rimedia con la solita garra. Filtro prezioso al tramonto, quando i suoi compagni stentano a ripartire come nella prima parte. MILITANTE

Pulgar 6: a volte stacca la spina e rischia di far danni, ma in mezzo al campo si fa sentire e confeziona l’assist per Santander. Solita storia: se trova la continuità, può svoltare. LUNATICO

Soriano 7: si sdoppia tra centrocampo e attacco in un prezioso lavoro di raccordo che nel primo tempo taglia a fette la retroguardia avversaria, con tanto di servizio prelibato per Santander. Ripresa più prudente, ma la sua immagine sul manifesto dell’impresa non mancherà di certo. PRESTIGIATORE

Orsolini 7: la miglior prova da quando è a Bologna: si carica di responsabilità in costruzione, fa il pendolo tra fascia e trequarti, spaventa Handanovic. Quantità e qualità al servizio della collettività. Effetto Sinisa? PEPERINO

Santander 7: sente sul collo il fiato di Destro e risponde con una perla da bomber di razza, sovrastando un marcatore coi fiocchi come De Vrij. Si conferma collezionista di scalpi eccellenti: dopo Roma e Napoli, è il turno dell’Inter. Sesto goal in stagione: in questo Bologna -fidatevi- è un bottino di tutto rispetto. SICARIO

(dall’87’ Destro s.v.)

Palacio 6.5: tatticamente parlando, un’enciclopedia in carne e ossa. Non si abbuffa al banchetto, ma esce tra gli applausi del suo vecchio pubblico. Generosità commovente. POETA

(dal 74′ Krejci 6: fiato e dinamismo per l’ultimo quarto d’ora, svolge il compito con giudizio. CASTO)

all.Mihajlovic 7: in pochi giorni ha stravolto la squadra: sulla scena ecco un Bologna coraggioso, a tratti spavaldo. Non aveva mai vinto in carriera all’esordio, rompe il tabù regalando al suo nuovo popolo un successo in trasferta che contro una big mancava da tre anni (0-1 contro il Milan, sempre a San Siro). Buonissima la prima: sì, una serata così può cambiare faccia al campionato. IDEOLOGO

 

INTER (4-2-3-1, dal 46′ 4-4-2)

Handanovic 7; Cedric 6 (78′ Ranocchia s.v.), De Vrij 5, Skriniar 6, Dalbert 5.5; Brozovic 5.5, Vecino 4.5; Candreva 5 (46′ Lautaro 5), Nainggolan 5.5 (67′ Joao Mario 5), Perisic 5; Icardi 4. All.: Spalletti 5

INTER-BOLOGNA 0-1 (33′ Santander)