CAAB ha estinto il debito con il Comune di Bologna

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Il traguardo è decisamente storico per una società sulla quale, sin dalla costituzione, gravava un debito di entità rilevante: CAAB Spa, Centro Agroalimentare di Bologna in data 30 settembre ha completamente estinto il debito pendente nei confronti del Comune di Bologna, attraverso il versamento dell’ultima tranche di 800mila €. Si è chiusa così una lunga vicenda debitoria iniziata negli anni 1994 e 1996, quando il Comune di Bologna cedeva a CAAB S.c.p.a. alcune aree, sia in diritto di superficie che in proprietà, per la realizzazione del Centro Agroalimentare e strutture annesse. A corrispettivo CAAB S.c.p.a. si era impegnata a versare al Comune di Bologna la somma complessiva di € 35.635.526. Le modalità ed i tempi di restituzione del debito sono stati più volte rinegoziati sino al 2006, quando si era definitivamente postergato il rientro a decorrere dal 2016, in ragione delle difficoltà finanziarie della società, con restituzione completa prevista entro il 2020. «Con un anno di anticipo rispetto a quanto stabilito, il credito del Comune è stato integralmente estinto dal CAAB, in un momento in cui il tema del debito pubblico sembra essere uscito dall’agenda politica qui a Bologna non lasceremo debiti sulle spalle dei nostri giovani e tutto questo è possibile grazie alla buona gestione di un’azienda risanata che fa affidamento sì su realtà come Fico ma anche su tutte le attività collaterali del centro agroalimentare, comprese quelle degli orti. E grazie anche alla qualità dimostrata, io vedo nel futuro della nostra regione, un percorso che va verso la collaborazione e, perché no, verso un’unificazione in futuro dei tre grandi centri per l’agroalimentare, il nostro, che può coordinare questo lavoro, con quelli di Parma e Rimini».

«Sin dall’inizio della nuova governance, nel biennio 2012 – 2013 – spiega il presidente CAAB Andrea Segrè – ci eravamo posti l’obiettivo prioritario del risanamento societario, nei tempi previsti e possibilmente anche in tempi più rapidi. Non è stata la spending review l’unico parametro di riferimento per il nostro intervento: abbiamo puntato con decisione alla realizzazione di importanti investimenti sul piano della sostenibilità, com’è noto il più rilevante è l’impianto fotovoltaico che alimenta anche FICO Etaly World ed è il più vasto d’Europa su tetto. Una distesa fotovoltaica abbinata a un sistema di accumulo di taglia industriale da 50 kWp – 210 kWh, che permette a CAAB di autoconsumare circa l’80% del proprio fabbisogno elettrico annuo, con produzione annua di energia elettrica pari a circa 520.000 kWh. Contestualmente abbiamo avviato iniziative importanti sul versante della sostenibilità agroalimentare, dagli Orti urbani alle campagne di educazione alimentare per studenti e cittadini, portate avanti attraverso progetti come Vegetabilia e il Premio Bologna Award, adesso trasformato in Festival della sostenibilità. Senza dimenticare che dal 2012 ci siamo resi promotori del progetto FICO Eataly World che ha prodotto oltre 250 milioni € di investimenti sul territorio e un migliaio di nuovi posti di lavoro. Una lunga fase di transizione da un contesto focalizzato sulla dimensione mercatale a un’attività pluridirezionata in direzione dello sviluppo sostenibile. Oggi con piacere e orgoglio abbiamo siglato l’estinzione del debito originario della società, e possiamo affermare che la sostenibilità è stata una sfida perseguita e anche la chiave del successo di gestione della società».

«Dopo aver archiviato il 2018 con l’8° bilancio utile consecutivo e un utile netto di € 1.012.982, ante imposte – spiega il Direttore Generale CAAB Alessandro Bonfiglioli – CAAB si appresta adesso a chiudere il suo 9° anno consecutivo con risultati economici positivi, generando un indotto economico annuo solo per l’attività mercatale di circa 500 milioni € annui. Nel 2016 con un investimento di circa 30 milioni € è stata inaugurata NAM, che rappresenta la più moderna struttura mercatale in Italia, tuttora totalmente occupata, con le aziende insediate che nel loro insieme hanno bilanci positivi dal momento della loro inaugurazione ad oggi. CAAB è l’unica struttura mercatale che affianca le aziende insediate nella partecipazione di tutte le principali fiere di settore (Macfruit, Berlino, Madrid, Perpignan e Istanbul) e ha istituito persino una commissione marketing, per supportare ed affiancare le aziende insediate nei loro piani di sviluppo. Nel corso del 2019 CAAB ha anche finanziato l’avviamento di un sistema di monitoraggio del credito delle aziende insediate nei confronti dei loro clienti. Ci sembra un approccio significativo nella relazione con i partner del mercato, ai quali CAAB ha garantito, prima struttura mercatale in Italia, il marchio di qualità certificato ISO9001 al quale si sono affiancate nel tempo le certificazioni Prodotti Sicuri in collaborazione con ASCOM, la ISO18001 sulla sicurezza sul lavoro, il CPU di struttura nel 2017 ed entro la fine del 2019 la certificazione ambientale. Ma c’è di più: CAAB è parte attiva in città, al fianco del tessuto produttivo e al tempo stesso dei cittadini. Come nel caso dell’ “adozione” di piazza Aldrovandi per il mantenimento del decoro pubblico su Protocollo del Comune di Bologna, e le molteplici iniziative no profit sul territorio a partire dalla partecipazione alla Fondazione Fico, all’Associazione Pilastro, alla Fondazione Teatro Comunale, al Festival della Scienza Medica, alla rete sulle pari opportunità CapoD. Una visione profondamente calata nel proprio tempo, che adesso si estenderà a una nuova fase di valutazione strategica per le future direttrici di sviluppo: l’obiettivo è diventare un player di rilievo internazionale nel settore».